Due spicci: l’animazione è diventata grande

Regia: Zerocalcare
Produzione: Italia (Netflix, Movimenti Production)
Formato: Miniserie animata di 8 episodi (30-50 minuti circa ciascuno)

La nuova serie di Zerocalcare, Due spicci, è tornata ai livelli della prima. La seconda mi aveva lasciata più tiepida, mentre questa mi ha conquistata fin dal primo episodio.

Una cosa che apprezzo molto è che le tre serie sono indipendenti: anche chi non ha visto Strappare lungo i bordi o Questo mondo non mi renderà cattivo può iniziare tranquillamente da qui.

Ancora una volta Zerocalcare riesce a fare quello che gli riesce meglio: mescolare ironia e malinconia, leggerezza e riflessioni profonde, senza che nessuna delle due prevalga sull’altra. Si ride, ci si riconosce nei personaggi e, quasi senza accorgersene, ci si ritrova a riflettere su temi molto attuali. Michele Rech credo stia facendo qualcosa di davvero importante per l’animazione italiana, dimostrando che un prodotto animato non è soltanto intrattenimento per bambini, ma può raccontare con enorme efficacia il mondo degli adulti, anche usando una buona dose di fantasia.

Merita una menzione speciale anche il comparto musicale: dalla sigla, “Non ti riconosco più” di Giancane, alle canzoni inserite negli episodi, ogni scelta è perfettamente coerente con il tono della storia e contribuisce a renderla ancora più coinvolgente.

Per me è assolutamente da vedere e vi dirò che, dopo la visione di questa stagione, ho capito che certe cose succedono e non è sempre in nostro potere fermarle. Ma già fermarsi a pensare e avere uno scambio con il nostro io interiore è già molto in questa epoca di scroll e reel.

Lascia un commento