Recensione di Lasciami entrare

Lasciami entrare è un romanzo gotico horror scritto dall’autore svedese John Ajvide Lindqvist in maniera delicata e brilante, in cui realtà e finzione convivono in perfetta sinergia. Il vampiro è uno dei mostri più interessanti e affascinanti che esista tuttavia è stato così usato da diventare spesso banale. A dispetto di ciò Lindqvist riesce a ridare carisma a questo mostro e a rendere interessante l’ordinario. I personaggi sono così ben descritti e veri in maniera brutale da creare nella mente una vera e propria visione della storia. In primo piano ci sono spesso le debolezze e le nefandezze dell’animo, difatti qui non vi è nessun eroe, nessun paladino del bene superiore, ma solo piccoli e grandi umani talvolta senza sogni, completamente alla deriva. Il contrasto più bello che ravviso in questo testo è rappresentato dal modo in cui le parole descrivono l’orrore puro in maniera poetica, un gioco tra sublime e osceno. Uno dei personaggi principali ne è difatti l’emblema: una bambina, ossuta e cenciosa, che nasconde un’oscura natura. Lindqvist non risparmia dettagli macabri e benchè la lettura sia stata veloce, ritengo che per i più sensibili Lasciami entrare sia davvero troppo. Confesso che vi sono anche degli elementi della storia che non ho apprezzato e che avrei voluto fossero diversi. L’epilogo su tutti mi ha deluso moltissimo poichè mi è parso che l’autore facesse il classico errore del principiante di show-don’t tell in cui racconta frettolsamente la scena più importante invece di mostrarcela come ha fatto per tutto il resto della storia. Non capisco questa scelta che un pò macchia un’opera che per me è diventata la migliore mai letta del suo genere.

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