TEMPO DI LIBRI 2018

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SINOSSI: Camilla, la protagonista di questo romanzo, viene travolta da una passione incontrollabile e pericolosa. La voglia di evadere dalla routine, l’irresistibile tentazione del proibito, l’eccitamento del corteggiamento e la confusione nella mente e nel cuore non le daranno scampo.
A chi non è mai capitato di voler scappare via da tutto, di voler fare la scelta sbagliata a costo di rovinare la propria vita per provare il brivido di una ritrovata libertà?
Non bisogna mai dimenticare che le scelte hanno sempre un prezzo che spesso non siamo disposti a pagare.
Lasciatevi trascinare sulla strada delle emozioni contrastanti di “Come il ghiaccio d’estate”. 1

A TU PER TU CON L’AUTORE – LA PAROLA A LUCA ROSSI

Fantasy, fantascienza ed erotismo un mix particolare oggi apprezzato e unico nel suo genere a detta dell’autore che sono riuscita a intervistare. Luca Rossi, quarantenne padre di tre figli, dopo aver lasciato in stand-by i suoi sogni letterari decide di dare alla sua vita una svolta importante. Lascia il classico lavoro d’ufficio per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura e alla sua famiglia, una scelta sicuramente coraggiosa che potrebbe far storcere il naso a molti. Se i mondi di Rossi giocano con l’impossibile lui nella realtà ha trasformato questo sogno nella sua vita, con l’immancabile supporto della sua famiglia, che per sua stessa ammissione è la fonte primaria d’ispirazione e di crescita.

“I miei figli e mia moglie mi hanno insegnato tanto. Credo che loro siano una grandissima scuola”

Il suo è un lavoro di passione e di talento, ma non solitario come si potrebbe pensare. Benché Luca sia un autore auto pubblicato ammette senza remore che la nascita di un libro deve essere sempre un lavoro di squadra, bisogna infatti avvalersi di tecnici grafici e di un buon editor. Per Rossi pubblicità, tecniche di marketing e di genere non sono mai stati un cruccio. Non ha mai scritto solo per vendere o attrarre un certo tipo di pubblico, ammette di scrivere con il cuore e il suo lavoro piace e funziona. Nemmeno lui è in grado di svelare il segreto del suo successo.

“Ogni giorno scrivo per me stesso. Scrivo perché voglio esprimere il meglio di me. Anche nelle mie letture alterno classico e contemporaneo. Non conosco il segreto del mio successo, mi limito ad interagire direttamente con i miei lettori.”

Rossi ha all’attivo ben quattro romanzi pubblicati: “I rami del tempo”, “L’erede della luce” e  “I segreti della sorgente” facenti parte di un’unica saga letteraria e la raccolta di raccontiEnergie della Galassia: racconti di fantascienza e fantasy”.

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“E’ come se vivessi tre esistenze. Quelle del mondo reale, quelle del libro che sto leggendo e quelle del libro a cui sto pensando. Nel cuore ogni giorno ho il prossimo libro.”

È grande l’influenza degli autori stranieri nella vita di Rossi, come il primo che gli fece battere il cuore, Samuel Langhorne Clemens alias Mark Twain con il suo “Le avventure di Tom Sawyer”. Karmicamente calda e piena di sorprese positive è stata per Rossi la pubblicazione in lingua inglese che gli ha portato visibilità e notorietà prima all’estero che in Italia. Quando gli chiedo come mai abbia preferito l’auto pubblicazione invece che il classico editore risponde:

“Se avessi accettato le offerte che mi sono arrivate dagli editori classici oggi non potrei permettermi di fare lo scrittore professionista quale sono.”

Rossi ci racconta quindi un’esperienza di vita positiva che porta speranza, in una realtà in cui i sogni sono spesso lontane chimere.

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Ingranaggi

“Ma tutti insieme siamo tanti, siamo distanti, siamo fragili macchine che non osano andare più avanti siamo vicini ma completamente fermi siamo famosi istanti divenuti eterni.
E continuare per questi pochi chilometri sempre pieni di ostacoli e baratri da oltrepassare sapendo già che fra un attimo ci dovremo di nuovo fermare”

 Life is sweet – Fabi Silvestri Gazzè

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Discarded Series

DISCARDED SERIES 

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Un remoto paesino di provincia, quattro giovani nerd e le loro ordinarie esistenze. Uno di loro scompare e da qui una serie di assurdi e improbabili eventi sconvolgerà la quiete della cittadina. La trama non è plausibile infatti si strascina fino alla fine della prima stagione. Potrei entrare nei dettagli ma vorrei comunque evitare di fare spoiler. Sta di fatto che se un governo vuole decretare qualcosa lo fa senza tanti patemi d’animo. Ciò che fa perdere di coerenza la storia non è tanto l’approccio fantascientifico, ma il modo pessimo in cui viene gestito. La suspence  soprattuto nei primi episodi, viene creata con espedienti elementari che poi crollano miseramente su sé stessi al momento di fare un po’ la quadra della situazione. Il cast è triste e depresso, privo di carisma. Nemmeno la presenza di Winona Ryder riesce a dare brio a una trama tanto strampalata e inverosimile, in cui i piccoli attori, fatta forse solo eccezione per la piccola “11” interpretata da Millie Bobby Brown, non riescono a suscitare simpatia, e trattandosi di bambini ci vuole impegno. Anche pensandola come una teen series mi risulta comunque noiosa e poco appetibile, non comprendo come la critica americana abbia apprezzato questo lavoro e come sia possibile abbia ottenuto un rinnovo fino a una terza stagione … 

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DISCARDED 

DOPO LA PRIMA STAGIONE

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Once_Upon_a_Time

Su questa serie sono partita prevenuta poiché odio i rimaneggiamenti dei classici. Credo che sia doveroso creare nuove storie e nuovi personaggi piuttosto che sfruttare ancora fiabe ormai note, con il forte rischio di peggiorarle. Per quanto concerne quanto è stato fatto con questa serie devo dire che nel complesso poteva andare peggio. Benché gli improbabili rimaneggiamenti sono stati tanti, l’idea di fondo, che vede i personaggi delle fiabe intrappolati nella vita reale, è buona e porta con sé  originalità e fantasia. Il cast è vasto, moltissimi sono i volti più o meno noti del panorama cinematografico americano.  Non mi hanno convinto sia l’attrice protagonista Jennifer Morrison nel ruolo di Emma Swan che il suo giovane partner Jared S. Gilmore nel ruolo di Henry Mills. Ho trovato invece perfetti nei loro ruoli Jamie Dornan (giovanissimo e anche super sexy) e Robert Carlyle, davvero calato nel ruolo di Tremotino. Avevo scelto questa serie per avere uno svago in comune con mio figlio di quattro anni, purtroppo alcune scene restano un po’ violente ma sul lungo periodo la storia non è riuscita ad appassionare né me né lui. 

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DOPO LA PRIMA STAGIONE

(Non escludo un ritorno d’interesse visto il grande successo della serie) 

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In questo caso so di attaccare un cult della nuova generazione. Non dico di non comprendere e non apprezzare l’indubbio talento e l’ironia di Bryan Cranston nel ruolo di Walter White. La trama tuttavia tocca delle tematiche molto forti: la malattia oncologica, la gestione della disabilità di un figlio, la maternità alla soglia dei quaranta in una situazione precaria e la disperazione che porta a fare l’impensabile. Aree molto sensibili, che per me meritano più tatto. Vince Gilligan, regista della serie, è abile nella sdrammatizzazione, ma resta il fatto che vi sono situazioni realmente drammatiche che vanno trattate come tali, scherzarci sopra per me non è etico ed esalta ancora una volta la società del disvalore e dell’indifferenza in cui non vi sono più né regole né remore. Una serie deve essere intrattenimento e qui ho trovato qualcosa di ben fatto che non mi è piaciuto per quello che pubblicizza. 

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DOPO POCHI EPISODI

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Shadowhunters

Dopo il film tratto dalla saga The Mortal Instruments, ci mancava la serie. Pura teen series, un Buffy della nuova generazione. Un crogiolo di mostri: vampiri, vampiri mannari, lupi mannari, fate e chi più ne ha più ne metta, conditi con i problemi della pubertà. Il nerd sfigato innamorato della sua migliore amica che lo considera più come un fratello. La bella di turno che s’innamora del biondo laccato e tenebroso che scopre poi essere un cacciatore di demoni. Per i miei gusti sul fantasy la storia e un po’ troppo pasticciata, troppi esseri tutti insieme senza arte né parte. Fastidioso il richiamo a “The Secret Circe”, che in sostanza racconta una storia molto simile in maniera più lineare e convincente. Ciò che stona più di tutto  è  il cast: penosa l’interpretazione di Clary da parte di Katherine McNamara e quella di Dominic Sherwood, che a dispetto di un’innegabile avvenenza riesce a essere privo di sex appeal. Del tutto esagerata e fuori dal plausibile l’interpretazione di Emeraude Tobia ma accettabile visto la piattezza dei suoi colleghi. Interessanti solo Matthew Daddario e in particolare Harry Shum Jr, l’unico convincente, interessante e affascinante nel ruolo di Magnus Bane. Sfortunatamente essendo i due una coppia vanno infrante anche le plausibili fantasticherie di tutto il pubblico etero femminile. Terrificante il cast che interpreta i vampiri, capace di far perdere fascino a un mostro tanto antico, per non parlare del gruppo dei licantropi che riesce a fare anche peggio. 

 

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DOPO LA PRIMA STAGIONE

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Lucky 77 e altri racconti di Simone Draghetti

NZO

Titolo: Lucky 77 e altri racconti

Autore: Simone Draghetti

Casa Editrice: Linee infinite

Genere: Horror

Numero Pagine: 264

Costo versione cartacea: 10,80 euro

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Una raccolta di racconti è un mosaico variopinto di storie che in poche parole deve riuscire a colpire il lettore. Tendenzialmente quello che lega una storia all’altra è un tema o un filo conduttore di fondo, mentre i personaggi e le cornici cambiano.In Lucky 77 e altri racconti il filo è il lato oscuro dell’umanità, tra demoni, incubi e menzogne. Forte l’impatto del grande maestro dell’horror Stephen King, che per stessa ammissione dell’autore è per lui fonte d’ispirazione. Le storie di Draghetti sono crude e pregne di una cruenza a volte fisica ma più sovente psicologica. Non mancano tematiche ricorrenti, come l’aspra critica contro la società moderna, il suo cinismo, la sua anaffettività e indifferenza.

“Le emozioni vengono sostituite dai beni di consumo e tutto scompare. Nei secoli passati gli esseri umani si affidavano ai sensi per godere la vita… La società moderna, corrotta fino al midollo, ha distrutto questo stile di vita. I sensi, le emozioni le sensazioni sono gradualmente sparite ed al loro posto gli uomini si nutrono di futile paccottiglia tecnologica che ci viene imposta attraverso la società. I nuovi Dei del nuovo millennio” – da L’oscura eternità

La sostituzione delle priorità nella vita, che marciano verso la ricchezza, il potere, l’illusorio benessere e il piacere perverso di schiacciare, umiliare e persino distruggere gli altri. In un mondo così sterile da apparire come “... un alveare umano che tutti i giorni brulica di persone indaffarate a guadagnare sempre di più, obnubilate ed accecate dal denaro e da tutto quello che esso comporta.” – da Mostri di Periferia

In questa realtà gentilezza e sensibilità sono debolezze nella lotta all’ultimo sangue per la sopravvivenza, è necessario spiccare ed innalzarsi dalla mediocrità con qualunque mezzo.

Mauro amava quello sport, era la ragione per cui si era iscritto al club. Cacciare gli conferiva un senso di supremazia, un senso di onnipotenza che con altre discipline non avrebbe provato… Mauro si avvicinò alla preda, la guardò negli occhi. Poi puntò la Beretta alla testa e fece fuoco. In breve la donna di colore smise di tremare.” da I cacciatori

Le storie nel complesso sono ben scritte ed è evidente che l’autore ha esperienza nel settore editoriale, tuttavia sono spesso presenti troppe parti raccontate e non mostrate, non vi è un giusto bilanciamento dello show don’t tell. Per questo motivo molti racconti sono meno coinvolgenti di quello che potrebbero essere, un vero peccato visto che Draghetti osa e presenta vicende originali, attuali e mai scontate.

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