Sempre peggio

Recensione del film “Il principe abusivo” di Alessandro Siani

(voto 2 su 10)

Da vedere? No

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La colpa questa volta è di mio marito “Ma fra poco scade…”, insomma potevamo anche lasciarlo scadere, ci sarà una buona ragione se Sky lo toglie dalla videoteca?Un mix poco realistico di una Cenerentola al contrario. Sono ripresi tutti i luoghi comuni già visti e rivisti in quasi tutte le commedie italiane. La colorita e sfacciata strafottenza del sud contrapposta alla gretta aristocrazia di un luogo non meglio definito. La principessa in cerca della favola per apparire sui giornali e il poveraccio di turno che finisce dalle stalle alle stelle. Cristian De Sica piacevole nel ruolo del ciambellano, ma poco godibile come burino napoletano. Una fiaba che non esiste dove la principessa impara la vita popolare, una reale molto distante dalla realtà ma anche una morale che lascia un po’ il dubbio che alla fine è sempre meglio scroccare. Un film con alcuni punti divertenti ma che si trascina verso la fine perdendo quasi ogni pregio, come per esempio un ruolo diverso e molto simpatico di Serena Autieri. Un altro appunto sulla scelta degli attori: sempre gli stessi. Sembra quasi che in Italia, tra film e fiction esistano solo una ventina di artisti, possibile che nel frattempo non ne sia nato qualcun altro?

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Salem: la prima serie & i personaggi

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Nuovissima serie in onda su sky, che racconta le vicende della popolazione di Salem: la famosa città delle streghe. Per chi è appassionato a questo genere di storie,  di primo impatto potrebbe restare stupito. I telefilm sulle streghe, visti fino ad ora parlano di streghe buone, come nella serie Streghe  o in serie più recenti come The Secret Circle o  Le streghe dell’East End. Dove le protagoniste sono belle, brave, intelligenti e in lotta contro il male.

Salem è tutta una cosa differente, ancora mai vista. Molte nuove serie stanno lasciando il tono naif degli anni ’90.

 Le streghe sono CATTIVE, il diavolo è tra loro e bisogna avere PAURA. 

La storia viene proposta nella maniera più cruda possibile, miscelando finzione e realtà in maniera convincente. Il punto interessante di questa serie  è che non è chiaro chi sia in effetti il vero cattivo, ognuna delle due parti in causa ha molti peccati da scontare. Favolosi i costumi e le scenografie, una serie che vale la pena vedere. Sicuramente non  adatta a un pubblico giovane a causa di scene molto violente e sadiche. La prima stagione, di soli 13 episodi, scorre velocemente dando ampio spazio a diversi colpi di scena.

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Janet Montgomery è Mary Sibley la protagonista principale della serie. Giovane e dolce ragazza vittima di un amore proibito, che si trova a dover fare la scelta più terribile e dolorosa della sua vita: rinunciare al figlio “illegittimo” che aspetta dal suo amante costretto alla fuga a causa del proibizionismo in atto all’epoca. In cambio però della sua rinuncia estrema, Mary viene premiata con un immenso potere che le permetteva di diventare la donna e la strega più potente di Salem. L’unica a poter gestire le sorti di tutti come un abile burattinaia. In Mary, si alternano sentimenti discordanti da un lato la brama di potere, il forte istinto di sopravvivenza, la voglia di vendetta contrapposti al fortissimo rimpianto per il suo ritrovato amore, che a dispetto di tutte le traversie non può in nessun modo dimenticare. Un ruolo complesso e ambivalente, non sicuramente la classica eroina. Non credo infatti che Mary meriti un lieto fine, dopotutto lei non ha avuto pietà per le povere anime innocenti coinvolte nei suoi diabolici piani.

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Shane West (già visto in in Nikita)  è John Alden è il grande amore perduto e ritrovato della giovane Mary. Per quanto Shane sia un uomo veramente molto attraente, in questo ruolo non mi convince. Non amo il suo personaggio, lo trovo noioso e con poca personalità. La storia d’amore impossibile di cui è parte non è molto credibile, in realtà non mi sono chiare le ragioni per cui John ha preferito partire per la guerra con la sua fidanzata in attesa del loro bimbo. Avrebbero potuto semplicemente fuggire e sposarsi. Ma probabilmente se fosse stato così non ci sarebbe stata la serie.

Ashley Ifeoma Madekwe (già vista in Revenge) è Tituba, che da povera ragazza di un villaggio indiano rapita e brutalizzata, diviene grazie al patto con l’oscuro signore, una potente strega, capace di tirare le fila dei giochi meglio anche della sua stessa padrona, Mary. I suoi rapporti con la protagonista sono ambigui, si percepisce una live tendenza lesbica e una forte gelosia nei confronti di chiunque si metta tra lei e la sua “amata”. Per  Mary  non ricambiare in egual modo gli stessi sentimenti sarà fatale.

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Seth Gabel é Cotton Mather, uno dei personaggi più interessanti della serie. Natio di una famosa dinastia di preti puritani i Mather. Uomo di bassi principi morali, dedito al bere e alla lussuria più sfrenata. Codardo il più delle volte e non adatto alla vita da soldato o da pastore. Riesce ad essere il peggiore cacciatore di streghe della storia, facendo involontariamente il gioco della diabolica Mary. Vittima dell’opprimente rapporto con il padre, da cui cerca invano l’approvazione. Succube a tal punto da questo legame da non poter sposare la donna che ama, per non contrariare ulteriormente il padre.

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Tamzin Merchant è Anne Hale. Personaggio di secondo piano nella prima serie, regala però la promessa di pesare molto di più nella prossima. Dolce e spregiudicata ragazzina, dedita alla giustizia e ai buoni sentimenti. Invaghita del capitano Alden, incredula e disgustata sulla vera origine della sua famiglia.

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Elise Eberle è Mercy Lewis giovanissima attrice che interpreta uno dei ruoli più difficili e controversi della serie. Giovane figlia di un prete è la vittima scelta e perseguitata da Mary Sibley per dare il via alla nuova ondata di processi contro le streghe. Impressionante l’esordio nella primo episodio dove risulta palese la brutalità dei metodi inquisitori.

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Il suo personaggio che inizialmente sembra passivo e succube della terribile sorte di cui è vittima innocente ha un inaspettata evoluzione. Riesce a trasformare la sua maledizione in una forma perversa di potere, diventando essa stessa una serva dell’oscuro signore. Poco incline alle regole e inebriata dalla sua nuova posizione nella società diventa ben presto una mina vagante non più manipolabile da Mary, in grado più di ogni altro di cambiare gli eventi della serie. Elise interpreta il suo ruolo in maniera magistrale, incarna perfettamente la follia della una ragazza disperata, tradita da tutti i suoi affetti e desiderosa di vendetta. Il suo personaggio non può fare affidamento su acconciature e abiti raffinati, come Mary. Solo sangue, morte e disperazione sono i suoi compagni di viaggio.

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Stephen Lang (già visto in Terra Nova) è Increase Mather padre di Cotton e  spietato inquisitore. Disposto a ogni mezzo pur di eliminare dal mondo la minaccia delle streghe. Sadico e masochista, ama infliggere e infliggersi dolore. Opera come un vero mostro della tortura, con strumenti spaventosi retaggi di un passaggio di soprusi e sofferenze contro le donne. Personaggio che in alcun modo può risultare simpatico e che vorrebbe essere l’esempio morale, risultando solamente terrificante e privo di misericordia. A differenza del figlio però è un valente cacciatore e sarà il vero nemico delle streghe e principale oppositore al loro malefico piano.

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Xander Berkeley (già visto in molte serie, tra cui The Mentalist) è il Magistrato Hale. Capo del consiglio che governa Salem, stregone di nascita con sua unica debolezza l’amore per la figlia, da cui non riesce a suo malgrado a farsi comprendere.

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Un cast complesso e variegato, che riesce a dar vita a una nuova tipologia di  telefilm sulle streghe. Un po’ come ha fatto “True Blood” con i vampiri. Una realtà fantastica e non realistica ma che fa riflettere su come il potere abbia sempre e comunque un prezzo, a volte anche molto alto, la propria anima.

Perché Gemma, perché?

La recensione del film ” Hansel & Gretel – Cacciatori Di Streghe”

di Tommy Wirkola

(Voto 1 su 10)

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Da vedere? Assolutamente NO!

Il sequel di una fiaba famosa può essere un ottimo punto di partenza per un film, nessuno si è mai chiesto che fine avessero poi fatto Biancaneve, Cenerentola, Cappucetto Rosso o Hansel e Gretel?

Se l’idea iniziale non era male la sua realizzazione è stata a malincuore molto, ma molto scadente.

Tommy Wirkola ha fatto un film orrendo con attori che possono dare decisamente di più.

Un cast con Gemma Arterton (una delle mie attrici preferite), Jeremy Renner e Famke Janssen (nota per il ruolo di Ginger nella trilogia di Xmen) aveva le potenzialità di essere un gran bel film, ma l’attore segue il copione e il regista ha toppato alla grandissima!

Partendo dal presupposto che stiamo parlando di un film Steampunk (ovvero un film fantascientifico che introduce tecnologie moderne all’interno di un’ambientazione storica), il regista ha la possibilità di dare spazio alla fantasia, non dovendo più rimanere fedele ad un epoca o ad un tempo preciso, libero di non doversi documentare per rendere la storia specchio di un epoca. Questo tipo di scelta agevola molto il lavoro di stesura di un film, non serve nemmeno avere particolari conoscenze storiche eppure la trama fa acqua da tutte le parti. Le streghe vogliono diventare ignifughe quando esistono un’infinità di modi per ucciderle? Non ha alcun senso, un conto se questo le avrebbe rese immortali ma a cosa serve non poter essere bruciati se si può essere decapitati, strozzati, pugnalati ecc. ?

Inoltre la storia d’amore inserita alla carlona, il trol dal cuore buono e le streghe così brutte da sembrare un incrocio tra gli zombi di Walking Dead e gli orchi del Signore degli Anelli rendono il film ridicolo.

L’unica domanda che mi suona in mente è: perché Gemma, perché?

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La recensione di Domenico Rega “Delicato”

Un romanzo breve e delicato! Brava la giovane scrittrice che in questo romanzo, con qualche sfumatura, ha saputo dare un proprio stile personale alla scrittura. Coraggioso, in quanto tra le righe si intuisce un’esperienza diretta, un vissuto profondo, articolato, reale. Ho iniziato a leggerlo e non ho più smesso, tutto d’un fiato fino alla fine, che poi è quello che ho sempre pensato dovrebbe fare un romanzo prenderti per mano ed accompagnarti tra le sue pagine non lasciandoti più. Rimane dentro!

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La recensione di “Un male immenso” a opera di Matilde Marcuzzo

“Certe cose le capisci subito”, leggendo questo libro si percepisce un “bene” immenso, nell’opposto del titolo il lettore si aggrazia il corpo e la mente. Le prime righe hanno suscitato ricordi puntigliosi e ben descritti in ogni minimo particolare, come una Mrs Dalloway wolfiana, Eleonora inizia il suo romanzo con delle descrizioni perfette, come un orologio che scandisce perfettamente il tempo, ambienti, stati d’animo, profumi, colori. Tutto questo menage descrittivo accompagna il romanzo e lo inebria con la presenza di fiori, gli stessi importantissimi elementi di una fauna regina del romanzo della wolfe. Ricordi impastati nelle “margherite dai colori intensi” si mescolano nel vortice delle battute di Rossana a Flavio, in un materialismo semplice che fa toccare con mano al lettore ogni singola loro sillaba. Gli avvenimenti che avvolgono i protagonisti sono modernissimi ma un alone di romanticismo stile 700 pervade l’opera allorchè Rossana è vicina a Flavio. Benchè Flavio stesso l’abbia ferita e tradito con la carne, Rossana trova la forza che il tempo descrittivo stesso trova fra le pagine, una forza data da un imminente pensiero di futuro concepimento che rifuta forse con coscienza i consigli della madre ma non lo palesa al lettore. “E’colpa delle stelle” o forse no? Rossana riemerge con la figura di un altro uomo… nella lotta estenuante contro il “male immenso” che un tradimento può causare e quando tutto sembra andar bene ritrova Flavio per caso, insistente nel spaccare quel tempo….che ella con lui aveva sprecato. Rossana ha vinto, Flavio preferì morire d’overdose. Una nuova gravidanza …una nuova “speranza” era in lei, dopo un pò di tempo, sempre preciso, lindo, pieno di dettagli. La vittoria e la gratitudine verso l’uomo che la salvò annientano tra i fogli quel male che sigilla il romanzo ma che addolcisce la chiusa narrante in un registro esemplare.

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