Recensione “YOU” – TERZA STAGIONE

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Se nelle stagioni precedenti mi sono espressa positivamente su questa serie ora è opportuna una netta virata. Il peggioramento è stato drastico, come se ormai su Joe ci sia poco da raccontare, sembra che le leggi del mercato e del profitto abbiano spinto gli autori a tirare fuori il coniglio bianco da un cilindro ormai privo di magia. Il tentativo di conciliare i coniugi Goldberg con la placida e tranquilla vita familiare è parso sin dal principio azzardato. Ampio il proliferarsi di situazioni così irrealistiche da essere grottesche. Drammatico il peggioramento della giovane Love, che da assassina sporadica fa dei tentativi d’omicidio il suo vizietto nell’armadio. Sempre più antipatico Joe che mostra troppo spesso quest’aria di saccente superiorità (magari anche parte del suo personaggio) diventando così sgradevole. In pochi episodi abbiamo così una serie noiosa, prevedibile, ripetitiva e con personaggi piatti che per forza di cose sono destinati all’oblio, nella speranza che nella quarta stagione ritorni la magia perduta.

Recensione di Guida astrologica per cuori infranti

Guida astrologica per cuori infranti - Serie TV (2021)

La serie in questione s’ispira al romanzo italiano dell’autrice Silvia Zucca e racconta la storia di Alice Bassi, interpretata dalla brava Claudia Gusmano. Alice è la classica protagonista dei romanzi rosa: impacciata e incapace di raggiungere il successo in nessun ambito della vita, soprattutto in quello amoroso. Ogni cosa cambia quando il simpatico Tio entra nella sua vita e in ufficio si trova ad avere un nuovo affascinante capo. Di originale questa storia non ha praticamente nulla e ogni aspetto dell’evolversi della trama è facilmente intuibile, tuttavia la genuina interpretazione di Claudia Gusmano rende la pellicola interessante. Il resto del cast ad eccezione del solo Michele Rosiello, lascia un po’ a desiderare. Nel complesso però questo tipo di storia tocca corde profonde, soprattutto nelle ragazze romantiche che in cuor loro sognano una fiaba moderna, che oggi non è più quella del principe azzurro ma della donna indipendente riconosciuta nella sua professionalità. A differenza di altri paesi molto nazionalisti, in Italia spesso si snobbano i romanzi e le serie di genere locali. Nei fatti, soprattutto quando si parla di cinema si nota una grande differenza d’interpretazione, molti attori italiani recitano in maniera artefatta a dispetto del vero e del plausibile, in questa serie sono ancora in molti ad avere questo difetto d’interpretazione, la protagonista tuttavia non ha nulla da invidiare ad altre interpreti in ruoli similari.

Guida astrologica per cuori infranti 2 ci sarà. Netflix conferma la seconda  stagione

Recensione di Sex Education

Sex Education è una serie tv britannica strutturata ad oggi in tre stagioni, racconta le vicende del giovane Otis Milburn, figlio di una nota sessuologa e di alcuni dei suoi compagni di scuola. Il taglio della storia è comico satirico e mira a sdoganare il tabù della sessualità adolescenziale, spesso trattata con imbarazzo, vergogna e poca competenza. Nel complesso, benché si raggiungano frequentemente picchi di assurdità, ho apprezzato questa serie soprattutto per la scelta del cast. Giovani attori non bellocci e pettinati, ma strani, particolari e atipici, con personalità distinte e strutturate. Non ho trovato tutti i personaggi ben caratterizzati allo stesso modo, quelli che mi hanno colpito maggiormente sono quelli di Maeve e Isaac, ritengo tenera l’interpretazione del personaggio di Aimee e molto convincente quella di Gillian Anderson nei panni della madre di Otis. Una serie non certamente impegnata che ho avuto il piacere di vedere.

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Recensione Valeria

Valeria è una serie tv spagnola creata da María López Castaño e basata sulla saga di romanzi scritti dall’autrice Elísabet Benavent. Racconta la storia di un’aspirante scrittrice e del suo tentativo di riuscire in questo mestiere tanto affascinante quanto complicato. A prescindere dalla trama, la serie descrive la generazione dei trentenni contemporanei, alle prese con tante incertezze, in cui il trade-off tra carriera e sfera famigliare è netto. Forti le tinte romance e la fiducia nei rapporti d’amicizia tra donne, relazioni che possono risolvere nel lungo periodo qualsiasi dramma. Marcata invece la sfiducia nelle relazioni amorose, che dopo un epilogo sfavillante rischiano quasi sempre di perdere di brillantezza e stabilità. Il cast è ben congeniato e mi piace l’approccio libertino usato per le scene erotiche. Ho guardato con piacere questa serie e amato molto il modo in cui Diana Gómez interpreta la protagonista. Per contro ho trovato gli attori maschili bellocci e privi di personalità. Nella serie tutto è sempre ammantato da una magica polverina che rende tutto possibile, come in una fiaba, dove tuttavia il principe azzurro non è quasi mai un partner.

Recensione di Sex/Life

Sex/Life è una serie televisiva statunitense scritta da Stacy Rukeyser e basata sul romanzo 44 Chapters About 4 Men del 2016 scritto da BB Easton. Il cast principale è costituito da Sarah Shahi, Mike Vogel e Adam Demos. La serie è stata pubblicata su Netflix il 25 giugno 2021 e racconta la storia di Billie, un’avvenente casalinga alle prese con la gestione della seconda figlia e dei ricordi di un passato vivace e adrenalinico. Benché nel complesso la serie sia deludente, in special modo l’epilogo, credo che possa comunque restare impressa. Ho riflettuto molto prima di esprimere un simile giudizio e al di là delle lascive ed esplicite scene erotiche, che a tratti la fanno sembrare un lungo porno soft, rimane il ricordo di questa donna tanto amata e desiderata da due uomini favolosi. Brad Simon in particolare è il personaggio più affascinante e interessante della serie, il bad boy piace sempre. Attenzione però, Brad del cattivo ragazzo ha più la fama che le intenzioni, si può dire citando la frase di un film che adoro, che Billy è l’eccezione, colei che come in Cinquanta Sfumature rompe la corazza dell’uomo che non sa amare. A me, ma immagino a molte, visto il successo di questo tipo di storie, piace l’immedesimarsi in queste situazioni per quanto banali e scontate possano sembrare. Nella fattispecie di questa serie i personaggi sono molto esagerati e caricaturali, il peggiore tra tutti è quello di Sasha Snow. Nel tentativo di realizzare un telefilm femminista hanno creato qualcosa di totalmente odioso sotto questo aspetto, dando un’idea iper superficiale delle donne e uno spessore ben maggiore maggiore alle figure maschili. Inascoltabili le analisi di psicologia spiccia che enfatizzano la banalità dei personaggi, come la realtà artificiosa in cui vivono. Per staccare dalla quotidianità ovviamente ci sta, piacerebbe a tutti avere dei figli che appaiono e scompaiono in base alle esigenze, per citarne una. La realtà semplificata almeno nell’illusione del piccolo schermo sebbene non sia di contenuto, può rappresentare una forma di evasione.