RECENSIONE DI GUIDA ASTROLOGICA PER CUORI INFRANTI (seconda stagione)

Mi ero già espressa in merito a questa serie Tv dopo la visione della prima stagione. Sono consapevole che si tratta di una storia leggera, con igenue e innocenti tinte di rosa, lontane dalla realtà, ma la fiction serve anche per sognare e sentirsi raccontare una bella normalità, fatta di amici e affetto sincero, a dispetto di liti e temporanee incomprensioni. La quotidianità in cui tutto diventa possibile è a tinte colorate come gli abiti sgarganti della protagonista. La definirei una serie della speranza, ho visto queste ultime puntate tutte d’un fiato. Ho adorato i costumi, le location e il cast che ha avuto un miglioramento complessivo. Ogni cosa mi è sembrata più fluida e genuina. Una serie che consiglio anche ai più diffidenti che snobbano le serie nostrane.

Recensione di Strappare lungo i bordi

I cartoni animati sono nell’immaginario comune rivolti ai più piccoli. Titoli come I Simpson, Futurama e I Griffin dovrebbero aver dimostrato che così non è ma le abitudini sono dure a morire. Strappare lungo i bordi è una miniserie irriverente, sboccata e spesso al limite del politicamente corretto ma allo stesso tempo originale, divertente ed esilarante. La storia descritta da Zerocalcare è a mio avviso un manifesto di una generazione che vive a bocce ferme, in una realtà in cui i protagonisti si sfidano a chi se la passa meno peggio, dove l’esenziale è mantenere le posizioni e non farsi condizonare troppo dai sentimenti. Risate che diventano amare, che fanno riflettere sulla direzione che ciascuno di noi sta prendendo. A dispetto delle apparenze che potrebbero far storcere il naso, credo che Strappare lungo i bordi andrebbe proiettato nelle scuole, poichè in fin dei conti la parolaccia fuori luogo potrebbe rappresentare il male minore in un mondo che si dipinge a colori ma che in realtà per alcuni è solo in bianco e nero.

Recensione La Ruota del Tempo

La Ruota del Tempo è una serie tv statunitense creata da Rafe Judkins e basata sul romanzo fantasy omonimo scritto da Robert Jordan e Brandon Sanderson. In sintesi si può dire che in un regno magico è prevista la venuta di una sorta di messia, il Drago Rinato, la cui anima ritorna al mondo in un moto perpetuo. Questo fantomatico drago ha il compito di sconfiggere una potente forza del male, il Tenebroso, oppure unirsi a lui e distruggere il mondo. Un antico ordine di potenti maghe, le Aes Sedai, cerca di contrastare il Tenebroso impedendo così che trovi per primo il drago. L’impalcatura narrrativa è abbastanza articolata, ma nei fatti ci troviamo davanti la primordiale dicodomia fra bene e male. Il cast è giovane e poco magnetico, in particolare l’interpretazione di Rand al’Thor (Josha Stradowsk) non mi ha convinta per nulla. L’unico personaggio che a mio avviso cattura l’attenzione e tiene attaccati allo schermo è quello dell’Aes Sedai Moiraine Damodred (Rosamund Pike) e in parte anche quella di Daniel Henney nel ruolo di Al’Lan Mandragoran. Punto d’eccellenza le magnifiche location, i costumi e gli effetti speciali. A differenza di altre serie fantasy molto più zoppicanti (si veda ad esempio la recensione di Tenebre e Ossa) questa è capace di suscitare interesse e curiosità sulle stagioni successive e sui romanzi da cui è tratta.

The 100 (settima stagione)

La serie di Jason Rothenberg giunge al suo epilogo. Sono rimasta piacevolmente colpita da come il regista ha finalmente chiuso il cerchio, non era scontato e seppure permangono elementi surreali ho trovato la settima stagione interessante e avvincente. Il cast si è notevolmente sfoltito e alcuni personaggi hanno avuto un’evoluzione positiva. In questa stagione troveremo una realtà che richiama quella descritta da Orwell in 1984, dove i sentimenti e l’attaccamento vengono aborrati in nome di una fede cieca verso il pastrore, in un sistema in cui non esiste più la famiglia considerata covo d’amore egoistico. A dispetto dei personaggi troppo spesso eccessivamente brillanti da risulatare in alcuni momenti caricaturali (Clarke Griffin) sono stati sviluppati scenari interessanti che indagano la natura agressiva e parassitaria del genere umano, alla perenne ricerca del potere e di qualunque sistema, anche il più aberrante, per sopravivvere. Una serie che ho apprezzato e che sicuramente consiglio agli amanti del genere.

Recensione The Ferragnez

The ferragnez più che una serie tv la definirei una sorta di documentario. Ho visto solo il primo episodio e l’ho trovato uno strano incrocio tra una puntata di Black Mirror e il Grande Fratello, capace di alternare emozioni che vanno dalla noia all’inquietudine. Chiara non ha inventato nulla, già nella corte del Re Sole l’ostentazione della ricchezza e il rendere pubblico ogni aspetto della vita dei reali era una forma di atto di potere. C’è da dire che Re Luigi XIV per fortuna dei sui sudditi non aveva Instagram e che i Ferragnez pur non essendo nobili rappresentano nei fatti l’aristocrazia moderna, pertanto stupirsi della superficialità dei contenuti della loro realtà è come meravigliarsi che il mare sia salato. Di interessante c’è l’evidente ribaltarsi dei ruoli al comando, in queste famiglia il potere è in mano alle donne, un fronte unito e determinato, mentre gli uomini sono pressapoco dei fantocci sullo sfondo. Se non altro la lotta femminista in questo caso a colpi di fard, piastra, rimmel e abiti firmati ha SUPER vinto. Non c’è comunque da stupirsi del successo di Chiara in una società edonistica come la nostra, in cui anche se si parla molto di comprendere le nostre fragilità, le persone non hanno tempo né voglia di profondità, ci si accontenta di vedere il bello che probabilmente non si potrà mai avere sognando una realtà SUPER in cui avere un figlio diventa un plus e la gestione delle problematiche comuni viene affidata a uno staff pronto ed efficiente. L’unico personaggio un po’ sarcastico in grado di attirare le simpatie del pubblico è Fedez che tuttavia ha indubbi vantaggi nella sua posizione, dopotutto per anni ci sono state le First Lady, Federico è il pioniere dei First Lord.