The Protector una serie di Binnur Karaevli

The Protector è la prima serie turca distribuita su Netflix. I turchi stanno conquistando il monopolio delle soap televisive con serie come Le Ali del sogno e Mr Wrong. The protector è una serie del tutto diversa poiché si spinge sul terreno scivoloso della fantascienza. S’ispira a un romanzo, ma questo non è ovviamente garanzia d’eccellenza. La storia è ridicola e caricaturale. Gli attori mantengono lo stile soap opera benché si stia girando qualcosa di diverso. Ogni cosa è scontata, noiosa e inverosimile. L’ho tenuto in background mentre cucinavo e non ho perso nemmeno un passaggio. Non capisco come abbiano fatto a farne quattro stagioni. Come unica nota positiva, che la cinematografia turca si gioca sempre come se bastasse e avanzasse di per sé, è l’avvenenza dell’attore protagonista, Çağatay Ulusoy, nel ruolo di Hakan che è più bello che bravo, così come nelle prima stagione per il pubblico maschile la bella Ayça Ayşin Turan nel ruolo di Leyla. Hazar Ergüçlü nel ruolo di Zeynep è forse l’unica attrice un po’ calata nel ruolo, ma con l’avanzare della serie anche la sua presenza risulta stantia e noiosa. Persino il triangolo amoroso tra i tre alla fine sembra quasi obbligato più che sentito essendo oltre a Levant gli unici attori coetanei.

Recensione di A Teacher una serie di Hannah Fidell

A Teacher è una mini serie statunitense disponibile sulla piattaforma Star di Disney Plus. La trama di per sé non ha nulla di originale, tuttavia la regista riesce a realizzare un lavoro interessante e in un’ultima analisi affatto scontato. La serie inizia lenta, trasmettendo una certa spensierata leggerezza. Lui è il tipico bravo studente americano alla soglia della maggiore età, avvenente e con una sviluppata intelligenza emotiva se messo a confronto con i suoi coetanei. Lei è una trentenne non particolarmente bella, di professione insegnante, frustrata dal non essere divenuta mamma. Tra i due scatta la scintilla e una passione difficile da controllare, il tutto appare come un sogno, una bolla magica di passione e desiderio. Le cose cambiano quando la relazione diventa di dominio pubblico facendo venire tutti i nodi al pettine. Non è facile prendere una posizione, poiché quello dell’insegnante è un ruolo delicato per la formazione dei ragazzi, tuttavia non si usa dire che l’amore non ha età? Supponendo che i due si fossero conosciuti anche solo un anno più tardi con dodici anni di differenza qualcuno avrebbe potuto al limite storcere il naso, ma nulla di più. In A Teacher emerge prepotentemente il peso della morale sociale, capace di distorcere la realtà, di creare vittime e carnefici dove non ce ne sono e di condizionare la vita delle persone plasmandone ambizioni e desideri, in un mondo dove il libero arbitrio resta un miraggio. La consiglio assolutamente, una serie che fa riflettere per il suo epilogo.

ÉLITE LA QUARTA STAGIONE

Ho già parlato di questa serie, quando era uscita solo la prima stagione. Dopo anni e alla conclusione della quarta stagione, posso affermare che episodio dopo episodio assistiamo a un lento e inesorabile declino. Della teen serie che si può aver amato è rimasto ben poco, inclusi i protagonisti più interessanti sostituiti da personaggi strani e artefatti. La Las Encinas, più che una scuola privata sembra una casa chiusa, in cui ogni perversione è concessa, dove tutto è tollerato e accettabile. I giovani protagonisti si cimentano in performance erotiche navigate, ricordando sempre di più un film porno. La trama è raffazzonata, copiata malamente dalle serie precedenti. La questione omosessuale snaturata e resa sempre più il sintomo di una devianza che un modo di essere. Tutto questo eccesso porta a mio avviso a un senso di disgusto, come se l’unica cosa importante nella vita fosse il sesso. Pertanto visto anche il target a cui è destinata, trovo si tratti di una serie diseducativa e poco interessante dal momento che toglie merito al lavoro originario, rendendolo volgare.

Recensione di The Gift

The gift è una serie televisiva turca che a differenza di quelle che vengono trasmesse in chiaro in tv è più audace, sia sotto l’aspetto del tipo di storia che per l’approccio all’erotismo più spinto ed esplicito. Al di là di questo tuttavia la trama è confusa, palesi sono i tentativi di imitare malamente la serie tedesca Dark, usando addirittura la stessa colonna sonora. La trama si perde in errori grossolani, figuriamoci nei macro errori dovuti al tema della multi realtà, che già di per sé tende a creare confusione. Terribile il raccordo tra la seconda e la terza serie, che fa su un pasticcio tra personaggi che avrebbero dovuto essere morti e invece riappaiono senza dare una spiegazione plausibile. Si capiva sin dall’inizio che le cose giravano un po’ a vuoto senza una direzione, ho voluto però terminare la visione per capire dove si voleva andare a parere. Non posso dire che gli attori recitino tutti male, tuttavia c’è una sorta di lenta apatia che ammanta i personaggi, in particolare la protagonista Atiye, con questo eterno sorriso sulla faccia anche in momenti drammatici e di tensione. Non scatta minimamente il trasporto verso la relazione amorosa centrale vista l’artificiosità nelle diverse interpretazioni, il personaggio di Erhan è infatti spento, non sembra nemmeno preso dalla storia, così polarizzato sulle sue ricerche.

Recensione Tenebre e Ossa

Il fantasy può o meno piacere ma è facile fare un gran bel pasticcio. Tenebre e ossa ne è il classico esempio. Un mondo introdotto così alla meglio, spacca cuore, santi e chi più ne ha più ne metta. Un cast giovane e acerbo, fatta eccezione per l’intrigante Ben Barnes nei panni del Aleksander Kirigan, l’oscuro. Sfortunatamente con un’abilità rara, qualcuno, regista, sceneggiatore o non so chi, è riuscito a rovinare persino questo personaggio, rendendolo dapprima ridicolo e poi antipatico (possibile che la nascita della famosa faglia non poteva essere realizzata meglio?). Detto questo, probabilmente guarderò la seconda stagione, poiché la realizzazione così grossolana lo rende paradossalmente divertente e mi rilassa guadarlo con mio marito.