Coraline e la porta magica un film di Henry Selick

Horror per i più piccoli

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Coraline: curiosa, vivace ma per nulla adorabile (a tratti saccente e arrogante) si trasferisce con la sua famiglia in una villa multi familiare dal nome lezioso, “Pink Place”. Il posto tuttavia stride con il nome rassicurante essendo surreale, gotico e grottesco. Stranissimi i vicini di casa, un ex atleta circense dal super ego e due anziane ex attrici con un’insana passione per i cani. Coraline, figlia dell’epoca moderna, dell’altrui indifferenza a partire da quella dei suoi genitori, soffre di noia e solitudine. Non è infatti un caso che spesso il suo nome venga pronunciato in maniera errata e i tratti caratteriali della ragazzina, arroganza e sacenza sono peculiari di una generazione che troppo spesso è lasciata senza guida e attenzione. Da un punto di vista psicologico Selick, fa scelte studiate trattando argomenti importanti e solitamente evitati come la peste nei film per bambini. spezzare il clima depressivo della storia sarà la scoperta di una minuscola porta, che condurrà Coraline in una magnifica realtà alternativa. Questo film potrebbe essere una rivisitazione moderna di Hansel e Gretel, in cui la strega cattiva seduce prima di affondare la mannaia. Vengono rispettate le regole della trama e della fabula classica, tra cui la presenza della saggia guida, qui impersonata da un nero gatto sornione. La grafica grottesca è decisamente inquietante (se lo avessi visto da bambina non mi avrebbe risparmiato qualche incubo), trattandosi tuttavia di un film di Henry Selick, già creatore del cult di genere “A Nightmare Before Christmas” (di molto superiore a questa pellicola) non ci si poteva aspettare nulla di diverso. 

 

Caleidoscopio

“Bello, brutto, felicità, sofferenza, gioia, preoccupazione, leggerezza e profondità. Tutto mischiato come l’opera di un artista folle. Questa è la vita nell’epoca dei social. In un caleidoscopio che descrive sogni, paure e solitudine. In un delirio di pixel che scorre talmente rapido, da togliere talvolta il gusto ma non amarezza e tristezza”

Nora P.

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Tau un film di Federico D’Alessandro

Romantic Thriller 

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Julia, giovane ladruncola da strada, viene rapita e torturata con avanzati mezzi tecnologici, senza aver nessuna spiegazione di quanto le stia capitando. La ragazza  abituata a vivere di espedienti e governata da una forte tenacia tenta di fuggire dal suo misterioso aguzzino, ignorando però che la sua prigione è più inespugnabile di quanto avesse immaginato. Un thriller fantascientifico molto interessante, in cui ho trovato ben miscelate le atmosfere che si ritrovano in “Ex machina” film di Alex Garland e nel film più onirico e romantico “Lei” di Spike Jonze. Per gli appassionati del genere può stupire una fusione tra due film che trattando di fantascienza in modi diametralmente opposti, il primo con terrore e scetticismo, il secondo con un impalpabile romanticismo. In “Tau” a essere privo di umanità e coscienza è il folle Alex, geniale scienziato disposto a tutto pur di realizzare i suoi progetti scientifici, senza limiti etici o morali. Dall’altro lato troviamo Tau, intelligenza artificiale curiosa e ossessionata dalla conoscenza, che vede in Julia la via di fuga da una prigione in cui non sapeva di trovarsi. Un film prodotto solo per la piattaforma Netflix, più valido a mio avviso di molti lanciati sul grande schermo. 

Nel fantastico mondo di Oz un film di Walter Murch

TRAUMI INFANTILI

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Nel fantastico mondo di Oz”  è  il sequel della famosa pellicola del 1939, Il mago di Oz. Dorothy si ritrova sotto la tutela degli zii in una situazione di forte indigenza e i suoi racconti su Oz, mondo popolato da animali parlanti, leoni codardi, spaventapasseri viventi paiono agli zii stessi come sintomi di follia. La bambina viene così condotta alla clinica di un pionieristico psichiatra. Da qui si apriranno le condizioni per far sì che Doroty ritorni nuovamente a Oz. Il mondo magico che la bimba troverà sarà tuttavia molto diverso da quello di cui aveva memoria. Ho rivisto questo film, che da piccola avevo trovato spaventoso e ci tengo a ribadire ancora oggi che non lo trovo un film per bambini. Molti dei set sono lugubri e raccapriccianti, a partire dal terribile ospedale psichiatrico dove viene condotta Dorothy fino alle grotte del re degli gnomi. Trovo inoltre molto angosciante il marcato parallelismo tra sanità mentale e delirio, usando gli stessi personaggi della clinica come nemici chiave nelle vicende su Oz (il macabro infermiere tra i ruotanti, la malvagia governante nel ruolo della principessa Mobi e il Dr. Worley nel ruolo del re degli gnomi). Il cast dei buoni non è più rassicurante, tra Jack Testa di Zucca e il cigolante esercito di Oz, sostituti deboli dello spaventapasseri e dell’uomo di latta. L’unico personaggio “simpatico” resta la gallina Billina, che però non è sufficiente a dare giocosità alla storia. La trama nel complesso è originale, ma fin troppo lugubre e sfuggente per un pubblico giovane. Ottimi infine gli effetti speciali per l’epoca in cui è stato girato il film. 

Nerve un film di Henry Joost

UN’IDEA MAL SFRUTTATA 

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In un’epoca come la nostra dove l’ingerenza dei social network è sempre più intensa, trova terreno fertile un terribile e perverso gioco online: NERVE. I giocatori dovranno affrontare improbabili, imbarazzanti e pericolose sfide in nome di notorietà e facili guadagni. Sydney e Vee sono grandi amiche, la prima esuberante e superficiale, mentre la seconda timida e introversa. Nerve diventerà per Vee l’occasione di dimostrare di non essere da meno della sua popolare amica in una sfida di notorietà, in cui valori etici e morali vengono completamente prevaricati. Una trama interessante e attuale che vorrebbe denunciare il disvalore delle nuove generazioni, disposte a tutto pur di guadagnare un briciolo d’attenzione benché virtuale, in cui conta solo la quantità di visualizzazioni. Sfortunatamente Joost non riesce a centrare il suo obbiettivo e getta letteralmente alle ortiche una trama ottima trasformando Nerve in un banale filmetto rosa per adolescenti. Troppi i colpi di fortuna di cui beneficiano i protagonisti, tenera ma inverosimile la favolosa storia d’amore che travolgerà Vee nel corso della storia e allucinante la diffusione di comportamenti illegali tollerati e invisibili alle forze dell’ordine. Per un film del genere ho trovato decisamente buonista il finale e paradossalmente più convincenti alcuni episodi della serie Tv Black Mirror, che a differenza di Nerve persegue come si deve la sua crociata contro l’ossessione tecnologica.