

Questo testo è considerato da molti una sorta di “Vangelo” dello scrittore. Mi aspettavo il solito manuale noioso e tignoso invece in certi passaggi il testo è persino divertente malgrado non risparmi dettagli scoraggianti. King ammette in modo trasparente che distinguersi nel mestiere è senza ombra di dubbio una montagna da scalare, per taluni irrimediabilmente fuori portata, ma per altri possibile grazie a grandissima dedizione, tempo, pazienza e impegno. King aggiunge inoltre che il supporto sia pratico che morale di sua madre e di sua moglie sono stati determinanti per la sua ascesa verso il successo. Lui stesso in questo romanzo diventa un personaggio amabile, vulnerabile, ironico e vincente a dispetto delle difficoltà e delle molteplici dipendenze, l’esempio vivente del sogno americano che si realizza. Appassionato alla scrittura sin dall’infanzia, proveniente da una famiglia alla soglia dell’indigenza, riesce con il duro lavoro è una ferrea routine dettata dall’alternanza tra lettura e scrittura a raggiungere il suo obbiettivo. A dispetto di tutto ricorda però che “La vita non dev’essere di sostegno all’arte, ma viceversa” e che il segreto è trovare gioia nel mestiere al di là del successo e dei soldi, emozionando e emozionandoti in prima persona. Ho trovato tutto troppo bello e nobile per essere vero e non ho mai amato molto il mito della meritrocazia all’americana, tuttavia sono emersi ottimi suggerimenti che spero di essere in grado di applicare e credo anch’io che ogni aspirante autore debba leggere questo testo più prima che poi.

Un pensiero su “Recensione di On Writing”