Recensione di Biohackers

Ultimamente su Netflix mi sto imbattendo in serie che mi lasciano davvero perplessa. Qui siamo in Germania, i protagonisti bellocci e brillanti dibattono tra loro come scienziati navigati pur essendo semplici matricole, in un’università che vorrebbe studenti già imparati. Tutto questo comunque seppur rompa in mille pezzi la sospensione d’incredulità non è nulla a confronto dell’evolversi delle vicende, improbabili, assurde e allucinanti in un crescendo che raggiunge l’apoteosi nel finale di stagione. Io non sono una scienziata e mi sembra assurdo già così, mi piacerebbe sapere che ne pensa un vero scienziato. Mettendo da parte l’effetto del comico paradosso che ha reso la visione perlomeno divertente, sconsiglio vivamente la serie. La fantascienza non è inventare storie improbabili e assurde, ma creare plausibilità in qualcosa che ancora non esiste. Questo tipo di prodotto rovina l’immagine del genere, che se ben fatto può essere appassionante e illuminante.

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