Recensione di Lupin

Lupin è una serie di stampo francese, in cui il protagonista, il giovane Assan Diop si ritrova presto orfano in un paese straniero a causa di un infamante è falsa accusa mossa dai ricchi datori di lavoro del padre. Assan conoscendo il buon cuore del padre è sicuro che l’uomo sia stato incastrato e ucciso e vota la sua vita per riabilitare la sua immagine e smascherare i veri colpevoli. Per trovare i mezzi necessari al suo progetto s’ispira all’eroe dei suoi romanzi preferiti, Lupin, il ladro gentiluomo. Ritroviamo anche qui come in Bridgeton lo sforzo di dare risalto alla causa antirazzista dando spazio a un moderno Lupin di colore, inserito in un contesto multietnico. Benché Omar Sy sia un bravo attore la trama della storia è sviluppata in maniera assurda e zoppicante, non c’è una logica o plausibilità in quasi tutte le vicende per come vengono sviluppate, diventando episodio dopo episodio sempre più ridicola e grottesca. Una serie proprio brutta, che per me non vale la pena seguire.

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