Recensione di La Regina degli scacchi

La Regina degli scacchi è una miniserie televisiva americana creata dal regista Scott Frank, sulla base del testo di Walter Tevis. Ambientata alla fine degli anni ’60, racconta la storia della giovane Elisabeth Harmon, rimasta orfana prematuramente a causa del suicidio della madre. La piccola viene affidata alle cure di un orfanotrofio, gestito con rigore ma anche umanità. In questa bolla fuori dal mondo, grazie al custode dell’istituto Elisabeth scopre un gioco che l’appassionerà e che cambierà la sua vita per sempre: gli scacchi. Una serie a mio avviso particolare, originale, curata e molto ben realizzata. Nel seguire le vicissitudine di questa bimba prodigio, ci troviamo catapultati nel suo mondo ossessivo. L’eccesso infatti per Beth è uno stile di vita, cosa che la rende facile preda di diverse dipendenze, capaci di stroncare la sua brillante e ambiziosa carriera. Nel mondo della ragazza c’è poco spazio per amore e sentimenti poiché le sue ossessioni sono tali da alienarla dai rapporti umani, se non quelli strettamente essenziali. Trovo l’interpretazione di Beth Harmon fatta da Anya Taylor-Joy molto affascinante. Brava anche la piccola attrice che ha interpretato Beth da piccola. Una serie che merita di essere vista, che ha tra tutti il pregio di rendere un gioco come gli scacchi appassionante anche per chi non ha mai giocato.

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