Recensione di Le colpe della notte

Le colpe della notte è il romanzo conclusivo della trilogia dello Sciacallo. La trama si sviluppa intorno al nuovo personaggio Cristian, un ragazzino che dopo una tragica vicenda viene affidato alle cure di Flavio. Nel complesso il romanzo è ben scritto, tuttavia ho trovato alti e bassi nella trama e ho ravvisato il maldestro tentativo di replicare le vicende del primo romanzo (Il buio dentro). Le colpe della notte non aggiunge molto alla storia principale, la trama è debole come i colpi di scena fatti a mero beneficio della souspance. A tratti diventa un teen romance con argomenti un po’ troppo forti per ragazzi ma non abbastanza forti da impressionare un adulto, in questo limbo l’autore accenna a cose o fatti lasciandoli in sospeso, come se avesse il freno a mano tirato. Trovo inoltre che i personaggi siano eccessivamente introspettivi, penalizzando così la loro caratterizazione. Nonostante l’autore abbia uno stile narrativo elegante questo romanzo non mi ha convinta fino in fondo, ho preferito di gran lunga il primo capitolo della trilogia.

Recensione Black Panther

Black Panther è una pellicola targata Marvel. Non conoscevo questo personaggio, mi aspettavo l’enessima cavolata tutta effetti speciali priva di ogni sostanza, invece il film mi ha stupita in positivo. La trama vede al centro dell’azione T’Challa, erede al trono di un’antica famiglia reale africana, che ha ereditato dai suoi antenati i poteri della Pantera Nera. Il regno di  T’Challa, il Wakanda, è stato nascosto per secoli poichè bacino naturale di un metallo portentoso ma pericoloso se utilizzato malamente, il Vibranio. Tutto sembra precipitare quando T’Challa perde suo padre in un attentato e dovendo ascendere al trono si trova ad affrontare le prime sfide da monarca. Il film tratta, alla maniera Marvel, il tema della lotta antiraziale con un cast composto quasi integralmente da attori di colore così come la fine della visione idealizzata delle figure genitoriali, anch’esse umane e fallibili.

Recensione di Red

Red racconta la storia di Mei Mei, una bambina cinese che discende da un’antica dinastia. Tutto sembra scorrere normalmente, inclusi i primi conflitti con i genitori dovuti alla pubertà. Una mattina tuttavia le cose si tingono di mistico poiché la bimba si risveglia nei panni di un gigantesco panda rosso. Le più recenti produzioni Disney stanno spostando l’attenzione sul ruolo della famiglia e su come le pressioni, più o meno indirette, influenzino lo sviluppo dei piccoli protagonisti. Red parla inoltre del tema della diversità, poichè ognuno può essere perfetto nella sua imperfezione ed esalta il valore della vera amicizia a discapito dell’amore romantico. Benchè le intenzioni siano più che nobili, la trama nel suo complesso è un pò deludente e non mi ha entusiasmata come altre produzioni Disney.

Recensione di THE BATMAN

La storia dell’eroe mascherato è stata proposta in molti modi e se il regista aveva in mente di dare un taglio più realistico alle vicende ha fallito miseramente. Il tentativo di normalizzare i personaggi li ha solo appiattiti, snaturandoli e restituendone una copia sbiadita. Il primo ad essere penalizzato è stato proprio Batman, che della doppia identità ne mantiene a stento una: per creare un personaggio dark e introspettivo per me ci vuole di più che un pò di trucco nero e un copione ridotto all’osso. L’affascinante Bruce Wayne lascia il posto a un ragazzetto viziato e arrabbiato, alienato e neanche troppo sveglio, al centro di scene di combattimento tutto forchè realistcihe in cui il pipistrello è indenne a granate, esplosioni e muri di fuoco tanto da sembrare una versione poco riusciuta di Terminator. L’unico ad aver subito un restailist degno di nota è l’antagonista principale, divenuto per l’occasione una versione influencer di Saw l’enigmista, il solo personaggio tuttavia in grado di suscitare sgomento e creare tensione nello spettatore. Pessima anche la rivisitazione di Catwoman, una moderna donna oggetto che mal si incastra nella trama, una lontana parente della super cattiva vista nei film precedenti di cui rimane solo il lattice e qualche gattino qui mansueto e vagante. Nel complesso quindi, anche se in molti affermano l’esatto opposto, ho trovato in film pessimo e privo di orginalità, sconsigliato.

RECENSIONE DI GUIDA ASTROLOGICA PER CUORI INFRANTI (seconda stagione)

Mi ero già espressa in merito a questa serie Tv dopo la visione della prima stagione. Sono consapevole che si tratta di una storia leggera, con igenue e innocenti tinte di rosa, lontane dalla realtà, ma la fiction serve anche per sognare e sentirsi raccontare una bella normalità, fatta di amici e affetto sincero, a dispetto di liti e temporanee incomprensioni. La quotidianità in cui tutto diventa possibile è a tinte colorate come gli abiti sgarganti della protagonista. La definirei una serie della speranza, ho visto queste ultime puntate tutte d’un fiato. Ho adorato i costumi, le location e il cast che ha avuto un miglioramento complessivo. Ogni cosa mi è sembrata più fluida e genuina. Una serie che consiglio anche ai più diffidenti che snobbano le serie nostrane.