Recensione di Red

Red racconta la storia di Mei Mei, una bambina cinese che discende da un’antica dinastia. Tutto sembra scorrere normalmente, inclusi i primi conflitti con i genitori dovuti alla pubertà. Una mattina tuttavia le cose si tingono di mistico poiché la bimba si risveglia nei panni di un gigantesco panda rosso. Le più recenti produzioni Disney stanno spostando l’attenzione sul ruolo della famiglia e su come le pressioni, più o meno indirette, influenzino lo sviluppo dei piccoli protagonisti. Red parla inoltre del tema della diversità, poichè ognuno può essere perfetto nella sua imperfezione ed esalta il valore della vera amicizia a discapito dell’amore romantico. Benchè le intenzioni siano più che nobili, la trama nel suo complesso è un pò deludente e non mi ha entusiasmata come altre produzioni Disney.

Recensione di THE BATMAN

La storia dell’eroe mascherato è stata proposta in molti modi e se il regista aveva in mente di dare un taglio più realistico alle vicende ha fallito miseramente. Il tentativo di normalizzare i personaggi li ha solo appiattiti, snaturandoli e restituendone una copia sbiadita. Il primo ad essere penalizzato è stato proprio Batman, che della doppia identità ne mantiene a stento una: per creare un personaggio dark e introspettivo per me ci vuole di più che un pò di trucco nero e un copione ridotto all’osso. L’affascinante Bruce Wayne lascia il posto a un ragazzetto viziato e arrabbiato, alienato e neanche troppo sveglio, al centro di scene di combattimento tutto forchè realistcihe in cui il pipistrello è indenne a granate, esplosioni e muri di fuoco tanto da sembrare una versione poco riusciuta di Terminator. L’unico ad aver subito un restailist degno di nota è l’antagonista principale, divenuto per l’occasione una versione influencer di Saw l’enigmista, il solo personaggio tuttavia in grado di suscitare sgomento e creare tensione nello spettatore. Pessima anche la rivisitazione di Catwoman, una moderna donna oggetto che mal si incastra nella trama, una lontana parente della super cattiva vista nei film precedenti di cui rimane solo il lattice e qualche gattino qui mansueto e vagante. Nel complesso quindi, anche se in molti affermano l’esatto opposto, ho trovato in film pessimo e privo di orginalità, sconsigliato.

RECENSIONE DI GUIDA ASTROLOGICA PER CUORI INFRANTI (seconda stagione)

Mi ero già espressa in merito a questa serie Tv dopo la visione della prima stagione. Sono consapevole che si tratta di una storia leggera, con igenue e innocenti tinte di rosa, lontane dalla realtà, ma la fiction serve anche per sognare e sentirsi raccontare una bella normalità, fatta di amici e affetto sincero, a dispetto di liti e temporanee incomprensioni. La quotidianità in cui tutto diventa possibile è a tinte colorate come gli abiti sgarganti della protagonista. La definirei una serie della speranza, ho visto queste ultime puntate tutte d’un fiato. Ho adorato i costumi, le location e il cast che ha avuto un miglioramento complessivo. Ogni cosa mi è sembrata più fluida e genuina. Una serie che consiglio anche ai più diffidenti che snobbano le serie nostrane.

Recensione di Dune (Frank Herbert)

Dune è un romanzo di fantascienza pubblicato da Frank Herbert nel 1965, primo volume del ciclo di Dune. La storia è ambientata in un impero galattico del futuro, che miscela sapientemente elementi mediovaleggianti ad altri futuristici. Centrali nelle vicende sono le vicissitudini della famiglia dinastica degli Atreides, obbligata dall’Imperatore Padishah a lasciare la propria patria natale, per avventurarsi sull’inospitale pianeta Arrakis, liberandolo definitivamente dalla piaga del regime spietato degli Harkonnen. Le cose tuttavia non sono come sembrano e benchè la famiglia ducale ne sia consapevole ciò non impedirà il rapido precipitare degli eventi. Il lavoro di Herbert è stato molto minuzioso, soprattutto nella ricostruzione puntuale del suo universo immaginario. Il pianeta desertico di Arrakis è caratterizzato molto bene come la psicologia dei suoi abitanti, abituati alla mancanza d’acqua e a una vita dura e austera. L’autore tuttavia non si limita a questo, descrive molto bene anche i retroscinena alla base della nascita del mito del Kwisatz Haderach, con le trame oscure dell’ordine Bene Gesserit e le basi per la formazione di un super uomo, i cui poteri non sono davvero mistici ma frutto di un puntuale adestramento sia mentale che fisico unito all’uso di particolari sostanze psicoattive che ne potenziano le percezioni. Nel complesso una lettura affascinante e appassionante che spinge il lettore a voler leggere i capitoli sucessivi. Il testo ha avuto un grade successo ed è stato fonte di ispirazione per molti autori e registi, un esempio tra tutti l’iconico Star Wars. Lo stesso Dune è stato oggetto di trasposizione cinematografica, la più recente uscita nel 2021 a opera del regista Denis Villeneuve.

Recensione di Strappare lungo i bordi

I cartoni animati sono nell’immaginario comune rivolti ai più piccoli. Titoli come I Simpson, Futurama e I Griffin dovrebbero aver dimostrato che così non è ma le abitudini sono dure a morire. Strappare lungo i bordi è una miniserie irriverente, sboccata e spesso al limite del politicamente corretto ma allo stesso tempo originale, divertente ed esilarante. La storia descritta da Zerocalcare è a mio avviso un manifesto di una generazione che vive a bocce ferme, in una realtà in cui i protagonisti si sfidano a chi se la passa meno peggio, dove l’esenziale è mantenere le posizioni e non farsi condizonare troppo dai sentimenti. Risate che diventano amare, che fanno riflettere sulla direzione che ciascuno di noi sta prendendo. A dispetto delle apparenze che potrebbero far storcere il naso, credo che Strappare lungo i bordi andrebbe proiettato nelle scuole, poichè in fin dei conti la parolaccia fuori luogo potrebbe rappresentare il male minore in un mondo che si dipinge a colori ma che in realtà per alcuni è solo in bianco e nero.