Io un film di Jonathan Helpert

La grande noia

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Promosso con vivido clamore dalla piattaforma Netflix come pellicola di fantascienza distopica, “Io” si è rivelato una colossale delusione per lentezza e contenuti.
In una spiccia introduzione si apprende che la terra è ormai ridotta a una landa radioattiva, desolata e disabitata, abitata da pochi e temerari superstiti. La protagonista, una giovane scienziata che vive sola in aperta campagna, si arrovella per trovare la chiave di volta e ripristinare la vivibilità sul pianeta.
L’umanità ha quasi completato l’esodo verso la base orbitante Io, che benché dia il titolo al film nessuno vedrà mai. L’unico contatto sarà un cordiale ed educato rapporto epistolare virtuale tra la scienziata e un ingegnere della nave, entrambi determinati a non lasciare le proprie posizioni. Benché non succeda praticamente nulla, il regista riesce a piazzare decine di incongruenze che rendono il film sempre meno realistico. Le riprese, fatta eccezione per le due o tre scene nella classica metropoli abbandonata, sono in un ampio spazio rurale dove la scienziata vive tranquilla, senza respiratore e con tanto di ortaggi freschi a portata di mano, cosa che rende incomprensibile la fuga dei terrestri. L’arrivo di un misterioso professore su un pallone aerostatico aggiungerà una serie di sterili e noiosi dialoghi tutti incentrati sull’urgenza di lasciare la terra con l’ultima nave per Io, in un clima che tuttavia suggerisce tutt’altro che urgenza o pericolo.
Il finale, che ambisce a dare il tanto atteso colpo di scena, resta nebbioso come l’ultima sequenza della pellicola stessa. Benché ci siano solo due personaggi, il film è talmente lento che sfuggono alla memoria persino i loro nomi.

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Anon un film di Andrew Niccol

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In una realtà più agée di quella attuale gli esseri umani sono muniti di un chip di backup di ogni azione, pensiero e ricordo. Un tale sistema sembra garantire finalmente ordine e sicurezza, ma sfortunatamente qualcuno riuscirà a bypassarlo. Il detective Friesland si troverà così a indagare su una serie di delitti in cui le vittime vedono letteralmente con gli occhi dell’assassino, impedendo così il riconoscimento del reale killer. Il baco generatosi si rivelerà una grave minaccia,  poiché metterebbe in ginocchio una società che in nome della sicurezza ha di fatto negato ogni tipo di privacy ai suoi cittadini. La ricerca di Friesland non sarà priva d’insidie e la sensuale e misteriosa Anon (interpretata da Amanda Seyfried) darà il suo bel da fare al rampante detective. Andrew Niccol, già esperto regista di film di fantascienza che ho amato come Gattaca e In Time, non riesce a bissare in originalità e carisma i lavori precedenti ma mette comunque in scena un film interessante che si lascia guardare senza problemi. 

3% una serie di Pedro Aguilera

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3% è una serie televisiva brasiliana basata sul rifacimento di una web serie caricata dallo stesso Aguilera su YouTube tempo addietro. La storia narra le vicende di un futuro dispotico in cui il mondo è diviso in due: da un lato imperversano povertà e miseria e dall’altra lusso e prosperità. La possibilità tuttavia di accedere alla fantomatica terra promessa, qui denominata “Offshore”, è data a tutti. I cittadini dell’entroterra, al compimento dei 20 anni d’età, accedono al “processo” che garantirà solo ai più meritevoli, ossia al 3% di essi, l’accesso all’Offshore. Nel processo, i candidati vengono sottoposti a duri test logici, deduttivi e psicofisici. Va da sé che questo sistema è lungi dall’essere perfetto e che non tutta la popolazione accetti di buon grado di essere considerata l’immondizia del pianeta. Nasce così un movimento sovversivo e sotterrano che si ribella al sistema conosciuto come “La Causa”. La serie si focalizza su uno dei processi gestiti dall’arrogante e narcisistico Ezequiel e su un gruppo di giovani, ognuno con sogni e oscuri segreti, che prova dopo prova cercherà di aggiudicarsi l’accesso all’Offshore.

Ho trovato la serie molto innovativa e bene realizzata, tenendo conto che non è la classica serie americana con budget da capogiro. Gli attori non sono fenomenali e ci sono dei vuoti narrativi e di concetto. Non mancano  tuttavia  colpi  di scena ed episodio dopo episodio si arriva alla fine senza fatica e con curiosità. La seconda serie a mio avviso perde di appeal e d’interesse, essendo svelati molti dei misteri che nella prima incuriosivano. In particolare non ho apprezzato la prematura dipartita di uno dei personaggi principali della serie che nel bene o nel male reggeva molto bene il suo ruolo (non svelo però di chi si tratta per evitare spoiler). Tra il cast di primo piano sono scadenti le performance di Bianca Comparato nel ruolo di Michele Santana, tendenzialmente anonima e poco coinvolta e di Vaneza Oliveira nel ruolo di Joana Coelho. Molto calati nel personaggio invece João Miguel nel ruolo di Ezequiel e anche Michel Gomes nel ruolo non facile di  Fernando Carvalho. Nel complesso ho apprezzato l’impiego di attori dall’aspetto normale e familiare a dispetto dei belli impossibili di Hollywood. Mi  dispiace solo che la seconda stagione abbia avuto un finale un po’ raffazzonato. Non è ancora dato sapere se la serie avrà un seguito con una terza stagione.

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P.s. La serie è in lingua portoghese, suggerisco tuttavia di optare per la traduzione inglese decisamente più orecchiabile 

Autori Contemporanei – Fabio Carta

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Titolo: Ambrose
Autore: Fabio Carta
Casa editrice: Scatole Parlanti
Collana: Mondi
Data di pubblicazione: giugno 2017
Prezzo: 15,00 €
Genere: fantascienza
Pagine: 212

 

Link all’acquisto:http://www.scatoleparlanti.it/mondi/ambrose/

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SINOSSI : Controllore Ausiliario – CA – è uno dei pionieri ad aver sposato la causa della missione Nexus, la frontiera virtuale dove scrivere un nuovo e pacifico capitolo della storia umana. Ma durante la preparazione terapeutica, il suo corpo rimane vittima di danni irreparabili. Logorato dalle metastasi, è costretto a vivere in una speciale tuta eterodiretta da pazzi esaltati, che combattono una guerra in bilico tra realtà e spettacolo. Il suo destino è la morte, mentre un suo gemello elettronico continuerà a simulare la sua esistenza nel ciberspazio. L’infelicità di CA – figlio delle stelle, alieno agli usi terrestri – subisce uno stravolgimento con la comparsa di Ambrose. Un’entità che si presenta come una rosa stillante ambra, una irriverente voce che lo guida verso sviluppi imprevedibili. Come ribellarsi al proprio destino e scoprire cosa si cela realmente dietro i grandi cambiamenti ai quali l’umanità dovrà far fronte.

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BIOGRAFIA AUTORE:  Fabio Carta, classe 1975, è appassionato di fantascienza e dei classici della letteratura. Laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha al suo attivo la saga fantascientifica Arma Infero, una serie che a oggi conta due romanzi (Il mastro di forgia, 2015 e I cieli di Muareb, 2016) e il racconto lungo Megalomachia (Delos Books, 2016), scritto unitamente alla finalista del premio “Urania 2016”, Emanuela Valentini. Ha inoltre partecipato con importanti firme della fantascienza italiana all’iniziativa benefica Penny Steampunk (2016), da cui è nato un volume di racconti fantastico-weird a cura di Roberto Cera.

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AUTORI CONTEMPORANEI – Cassandra Green

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cover- la terza galassiaAutore: Cassandra Green

Titolo: La terza Galassia – Rotta verso casa

Genere: Fantascienza 

Prezzo Ebook: 0,99 euro                                                                          

Link acquisto:       http://amzn.to/2CodhOM

 

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Sinossi: Jess, sposato e con un figlio adolescente, lavora come programmatore di computer all’interno della C.A.P.F. 6. Un giorno scopre accidentalmente dell’esistenza di un singolare prigioniero proveniente dalla Terza Galassia.
Quarantotto è il numero delle ore che Jess ha per ricomporre la banda Jefferson, scoprire cosa la NASA vuole da suo figlio e fermare i loschi piani di James Senior e Junior che, tornati alla ribalta, intendono far ricadere l’umanità nell’oblio. 

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Estratto: La Terza Galassia – Rotta verso casa Non capiva cosa le stava accadendo. Si sentiva perennemente sporca, sudicia. Il lavarsi le dava, solo temporaneamente, la sensazione di essersi ripulita dal sudore di Junior che ancora sentiva sulla pelle. Così come sentiva ancora il fiato caldo di lui sul collo, mentre le sussurrava frasi oscene e tanto volgari che nella sua ingenuità religiosa non pensava potessero esistere. Si ripeté per l’ennesima volta che era lui a doversi vergognare e non lei, ma quella sacrosanta verità non le infuse il coraggio sperato. Uscì dalla vasca, ma ci sarebbe rimasta volentieri per il resto della sua vita. Si guardò allo specchio mentre altre calde lacrime presero a scendere copiosamente sul viso, e toccò le parti del corpo dove erano comparse le ecchimosi. «Oddio!» esclamò toccandosi quella sul ventre. Avrebbe saputo dire con esattezza come le era stata causata, tanto era vivo il ricordo. Era appena tornata a casa, in leggero ritardo; dopo aver aperto la porta dell’abitazione, qualcuno, cogliendola di sorpresa, l’aveva spinta a faccia in giù. La caduta rovinosa le aveva procurato dei lividi su entrambi i gomiti. «Ciao, mon amour» le aveva detto l’aggressore richiudendo la porta. Serena, che lo aveva riconosciuto dalla voce, si era voltata a guardare Junior che torreggiava su di lei. La donna, ancora davanti allo specchio del bagno del motel, si guardò l’interno coscia, gravemente danneggiato dal peso di Junior che si era divertito a montarci sopra. Si era ritratto appena prima che l’osso si spezzasse. «Lo sai perché sono qui?» le aveva chiesto. Serena si era toccata la gamba dolorante e aveva accennato un diniego. In quei brevi attimi aveva sperato che Ephram, rendendosi conto di cosa stesse accadendo, chiamasse aiuto. Junior l’aveva afferrata per la lunga chioma con l’intenzione di farla rialzare e la donna aveva dovuto assecondarlo. «Per farti capire quello che ti sei persa in tutti questi anni». Aveva quasi gridato spingendola verso la stanza adiacente. Serena era finita contro lo spigolo del tavolo della cucina. L’impatto aveva fatto cadere il centrotavola e le aveva procurato il livido sul ventre. Si lavò il viso. Avrebbe voluto avere del trucco con sé per nascondere le ecchimosi comparse sulla fronte e il brutto taglio sulla mascella dove Junior l’aveva schiaffeggiata violentemente. «Adesso ti farò sentire quanto è grosso il mio…». Serena gridò coprendosi le orecchie e, scuotendo la testa come un cane bagnato, cercò di scacciare via dalla mente quell’orribile ricordo. Il corpo iniziò a tremare: non era freddo quello che stava provando, ma un improvvisa, travolgente rabbia.

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