Sulle ali del sogno un romanzo di Domenico Del Coco

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Titolo: Sulle ali del sogno
Autore: Domenico Del Coco
Casa Editrice: LFAPublisher
Genere: Fiaba per bambini
Numero Pagine: 100
Costo versione cartacea: 11,48euro
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SINOSSIArnor, figlio di un brigante, nato e cresciuto in un castello medioevale circondato da una foresta carica di magia, è un ragazzino curioso e cauto, che si muove senza timore tra creature fatate e i pericoli di una natura incontaminata e selvaggia. Sarà la forte amicizia con Grethe, figlia del capobrigante rivale a portare la pace, tranquillità e serenità nella foresta facendo appianare i contrasti che da lungo tempo dividevano le due bandi rivali. Con un racconto fantastico pieno di dolcezza e tenerezza Domenico Del Coco ci parla di valori come la solidarietà, l’amicizia, l’amore per la natura e il rispetto nei confronti dei genitori disegnando il ritratto di un bambino diverso da tutti gli altri. Età di lettura: da 10 anni.

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LA MAGIA DEL SOGNO

Un nuovo genere per il poliedrico autore Domenico del Coco, quello della fiaba. In principio narrata oralmente e poi regina della carta stampata, la fiaba intrattiene grandi e piccoli da generazioni. Con le storie è possibile fuggire anche solo per un momento dalla dura realtà, sentendosi unici e speciali. Questo accade anche ai protagonisti di questo racconto,  Arnor e Grethe. L’autore riprende molti elementi dei racconti che amiamo e conosciamo facendoli propri. Capita dunque che spettatori del turbolento e contrastato amore dei protagonisti siano il “vento” parlante Eskil, gli alberi, gli animali, le fate, i nani, i folletti e le strigi. Centrale la perenne lotta tra il bene ed il male e la perversa natura belligerante dell’uomo in cerca di un perenne pretesto per giustificare la propria voglia di fare la guerra. Non manca nemmeno un inaspettato colpo di scena, che confonde le acque e rivela il vero senso del romanzo. D’effetto le illustrazioni di Pamela Invernizzi che hanno arricchito il romanzo con uno schizzo d’arte che aiuta l’immaginazione. 

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Nora un romanzo di Giacomo Ferraiuolo

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Titolo: Nora 
Autore: Giacomo Ferraiuolo
Casa Editrice: Dark Zone 
Genere: Horror 
Numero Pagine: 173
Costo versione e-book: 0,99 euro
Costo versione cartacea: 12,90 euro
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SINOSSI: Un omicidio irrisolto, una donna rinchiusa in un ospedale psichiatrico. Nora, prigioniera della sua stessa mente cerca di essere libera da un passato macchiato di sangue che non riesce a dimenticare. Troverà nell’infermiere Christian un amico fedele a cui confidare l’orrore celato nel profondo. Un orrore che striscia ancora tra le ombre della casa di Nora. Un orrore che cerca di uscire da quelle mura. Nessuno è più al sicuro. Lei li aveva avvisati. Sarà compito di Christian scoprire cosa c’è di vero nelle farneticazioni della donna e cosa è invece frutto della follia. Cos’è successo veramente a Nora in quella casa? È possibile conoscere fino in fondo chi ci sta attorno? Una storia di pazzia e dolore, di morte e paura, e che porterà a una verità ancora più cupa e terribile.

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LA VENDETTA DEI SENZA NOME …

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Afosa ed irrespirabile era l’aria che tirava in quel gretto paese campano. Un’estate torrida ed infernale in un luogo piatto e monotono dove non sarebbe mai successo nulla se non fosse stato per Nora, la vecchia pazza del quartiere, che tra urla, vaneggiamenti, strepitii ed azioni inconsulte regalava immancabilmente a sua insaputa spettacoli alle vicine pettegole e bigotte. La cultura dell’orrore che punta il dito giudice senza conoscere la verità, senza esserne mai paga. Questa volta accade tuttavia qualcosa di irreversibile a casa di Nora, che diventa teatro di un delitto. Sgomento, frenesia ed adrenalina scuotono gli animi delle comari che improvvisamente si spacciano per amiche di una donna che hanno in principio invidiato per la sua bellezza e poi disprezzato senza scrupolo alcuno. Inizia così il romanzo di Giacomo Ferraiuolo tra la banale e stantia quotidianità di paese, vecchi articoli di giornale ed una visione dell’animo umano deforme ed aberrante. Pagina dopo pagina logica e realismo lasciano spazio ad angoscia e paura che fino alla fine trascinano il lettore in vite distorte ed allucinate, in bilico tra il reale ed il surreale. Una lettura che consiglio agli amanti del genere, alcune parti sono forti e la grande abilità narrativa dell’autore le rende decisamente vive e realistiche.

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“Dispersi” diretto da Margherita Remotti

Teatro OutOff – dal 17 al 22 ottobre 2017

Prima nazionale

I dispersi

di Fernando Coratelli

regia Margherita Remotti

con Alberto Barbi, Donatella Bartoli, Marco S. Bellocchio, Ilaria Fioravanti, Margherita Remotti, Lisa Vampa

Produzione: Onion Square in collaborazione con Teatro Out Off,  Streghe&Fate, Fluid-o-Tech e Spazio Albatros

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Onirico e quasi surreale, la denuncia di una società in cui è sempre più difficile stabilire, tra il virtuale e l’illusorio, cosa sia la normalità. L’umanità appare dispersa, sempre più lontana dalla terra e dalla natura che la circonda, prigioniera in un mondo in cui la realtà è più un costrutto raccontato che un vero vissuto. In questo vagare capita così, sull’onda dell’inconsapevolezza che una giovane donna approdi per caso in una redazione giornalistica. Confusa, sconnessa e priva di un’identità propria tenta in tutti i modi di lanciare un messaggio. Per Elda Moroni, anchorman di punta di un nota web TV, pare essere una ghiotta occasione per accaparrarsi la notizia sensazionale, lo scoop senza precedenti. Scorrono così dinamiche allucinanti trainate da figure allucinate che denunciano ironicamente pregiudizi e mal costumi della net generation, priva di scrupoli e morale. Diversi i temi importanti trattati con sufficienza e superficialità, elementi propri di una società in cui tutto perde di valore. In questa realtà l’identità dei protagonisti appare fragile, pronta ad incrinarsi alla prima difficoltà mostrando profonde crepe ed un ampio margine di manipolazione. D’effetto la scenografia al pari dell’alternanza di musiche e monologhi fuori sincro. Realistica ed accattivante l’interpretazione degli attori, interessante e fonte di riflessione il messaggio dell’autore.

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VALERIAN E LA CITTÀ DEI MILLE PIANETI UN FILM DI LUC BESSON

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QUANDO UN MONDO NON BASTA 

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Ispirandosi al fumetto francese Valerian (Valerian et Laureline) scritto da Pierre Christin e illustrato da Jean-Claude Mézières, Besson dà vita ad un mondo fantastico ed affascinate. I protagonisti sono gli agenti intergalattici Valerian e Laureline, tra i quali c’è attrazione ma essendo il primo un noto rubacuori, Laureline non vuole cedere alle sue avance. I due si troveranno coinvolti in un’intricata situazione ai danni di una specie pacifica a cui gli umani hanno portato via molto. Al di là della trama il film colpisce in prima battuta per la cura dei dettagli e per la stupefacente riproduzione del mondo immaginato dall’autore, un mondo complesso con tantissime specie viventi diverse, bizzarre, curiose e talvolta raccapriccianti. Ho trovato molta originalità tanta ironia in questo nuovo universo e benché la specie bistrattata dagli umani assomigli molto ai Na’vi di Avatar, vi sono moltissimi altri elementi originali ed affascinanti a partire dal piccolo replicatore fino alla stupida e truculenta specie che rapisce Laureline.  La presenza di Rihanna è d’impatto così come il personaggio da lei interpretato. Curatissima la scelta dei costumi e degli scenari. Non ho provato grande simpatia per i protagonisti che appaiano sin da subito arroganti e spocchiosi ed a mio avviso hanno tratti somatici troppo adolescenziali che li rendono poco credibili ed artificiosi nel loro ruolo. Pessima l’interpretazione di Clive Owen, quasi una caricatura venuta male del colonnello Quaritch di Avatar. Un po’ delusa dal finale, confuso e tipico del colossal americano in grado di far perdere punti ad un lavoro che resta comunque di grande rilievo per gli amanti del genere.

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