The Perfect Date un film di Chris Nelson

FAME DI TENEREZZA

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Brooks Rattigan è un ragazzo brillante, affascinante e intelligente. Figlio di uno scrittore decaduto e abbandonato dalla madre in tenera età. Sogna successo, lusso, ricchezza e belle donne. Per arrivarci è disposto a lavorare sodo non solo a scuola. Il suo obiettivo è entrare in una delle università più prestigiose del paese. I soldi  che ricava dal suo lavoro di cassiere/cuoco in un fast food non sono sufficienti, così grazie a un bizzarro espediente inventa un nuovo tipo di lavoro, “l’amico in affitto”.  L’idea di base non è così originale,  tuttavia viene sfruttata in maniera eccellente. In buona sostanza si tratta di una commedia romantica rivolta principalmente agli adolescenti. Gli attori rischiano di essere fin troppo brillanti per la loro età, ma sono molto bravi soprattutto Noah Centineo, perfetto come protagonista e anche Laura Marano nel ruolo di Celia Lieberman. Non ci sono colpi di scena, l’epilogo è molto scontato ma in questo frangente non è così importante, poiché quello che conta è il messaggio. In un epoca come la nostra dove i rapporti umani sono letargici, più virtuali che reali c’è voglia di  qualcosa di vero, di essere ascoltati e capiti. Questo è valido ovviamente a tutte le età, solo che in adolescenza si sente ancora di più. Un film leggero che consiglio caldamente, mi colpi così soltanto dieci cose che odio di te di Gil Junger, che aveva come protagonista l’oramai prematuramente scomparso Heath Ledger. 

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Frontiera una serie di Rob Blackie e Peter Blackie

OH MY GOD

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Visto il mio amore per l’arte del grande e piccolo schermo ci tenevo molto a fare questa recensione.  Non posso esimermi dall’essere davvero spietata, poiché  dopo la tortura a cui sono stata sottoposta seguendo questa serie che di buono ha forse solo Jason Mamoa ( e dico forse perché qui fa schifo pure lui come attore) mi devo davvero sfogare. Il parto dei fratelli Blackie deve essere il frutto di un amore incestuoso tra fratelli, peggio che i frutti dei figli dei personaggi di Martin nel Trono di Spade. A confronto ogni altra serie che possa non essere piaciuta tipo Shannara diventa un capolavoro di rara bellezza. La trama è inutile che ve la racconto perché non c’è, o se c’è manco Pa di OA riuscirebbe a trovarla. Gli attori sono terribili, non se ne salva nemmeno uno. Gli episodi sembrano montati alla cavolo, come quando sei di fretta e prendi ciò che capita dall’armadio. In questa serie troviamo personaggi principali che spariscono , come Evan Jonigkeit nel ruolo del Capitano Chesterfield, che conquista tutta la mia ammirazione visto che si sarà reso conto che la sua carriera sarebbe crollata a picco  presenziando oltre tempo a questa parodia,  decidendo  letteralmente di sparire dalla terza stagione come un abile  David Copperfield. Di questa sparizione i due registi non si sono dati pace e quindi hanno semplicemente smesso per un pò di parlarne, poi in fase avanzata hanno accettato l’abbandono e ne hanno decretato la morte, non si sa bene in quali circostanze. Lo avrà ucciso Mamoa per pietà? O semplicemente il personaggio si è buttato dalla scogliera? Non ci è dato saperlo e dovremmo accettare questo status quo. Il finale di serie poi, tocca l’aulico dell’assurdo. Non vorrei svelarlo per non fare spoiler, ma in questo caso dovreste pregarmi di farlo per una volta spoiler perché voi questa serie non la dovrete vedere a meno che non dobbiate scontare qualche penitenza o siate in vena di ironia collaterale. 

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“Perché perché ho accettato questo ruolo? Che avevo per la testa? Non cercatemi mai più? Chiaro!”

The OA una serie di Zal Batmanglij

AMORE INTRADIMENSIONALE

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The Oa è una serie di fantascienza statunitense realizzata da Zal Batmanglij  e distribuita sulla piattaforma Netflix. Racconta la storia di Prairie Johnson una ragazza dall’infanzia difficile, vittima in tenera di un incidente automobilistico sul pulmino della scuola dove vive un esperienza di pre morte che la priverà della vista. Le sfortune della povera Nina (nome di battesimo originale) tuttavia  sono solo all’inizio, perde prematuramente anche il ricco padre e si ritrova a vivere nel bordello della zia, dove verrà poi adottata da una famiglia americana. In questo breve sunto è inevitabile fare un minimo di spoiler, poiché la trama è talmente intricata e non lineare da diventa difficile persino fare il punto della situazione. Questi elementi, tuttavia non sono negativi, ma estremamente innovativi. The Oa è una delle serie più belle viste negli ultimi anni. Per chi è appassionato di fantascienza  e misticismo sarà un ottima visione. Il cast  è formato da attori  davvero molto bravi . Mi hanno colpito: la protagonista Brit Marling, Jason Isaacs nel ruolo di Hap e Patrick Gibson nel ruolo di Steve. La storia per quanto allucinate fila senza smentirsi mai, ci rivedo infatti  il qualcosa di geniale che mi aveva fatto amare il film Mad Max diretto da George Miller. Struggente e passionale la storia d’amore, tra Prairie e Homar, di quelle che oggi non sembrano più possibili a causa dei social, della rete e del consumismo sessuale. In Oa emerge chiaramente che non è  il sesso a creare un legame ma qualcosa di molto più profondo e mistico. L’unico appunto che mi sento di fare è che l’attrice e ideatrice della serie,  Brit Marling crede effettivamente che non esista una vita dopo la morte in termini di paradiso o inferno, ma qualcosa di molto diverso. Una idea così spacciata per vera mi spaventa, poiché nella serie si parla con leggerezza di esperienze premorte e suicidi, come la via per sfuggire dalle sofferenze del presente. Pertanto suggerisco a chi leggerà la mia recensione di non prendere per vero quella che è una storia, benché stiate attraversando un momento nero può essere risolto in questa dimensione senza commettere gesti estremi, nessuno sa per certo cosa c’è dopo la morte, attualmente la sola condizione irreversibile che io conosca. 

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L’incendio – Notre Dame 15 aprile 2019

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Oggi è inevitabile, in molti sono stati toccati intimamente da questo incendio. Per chi ha visitato Notre Dame credo sia stato impossibile ignorare la potente energia che sprigionava quel luogo, un simbolo di speranza e di pace. Non sono infatti i gargoyle i mostri che dovremmo temere ma chi con cinismo e indifferenza sta facendo scempio del nostro mondo.

Delle multinazionali che lasciano a casa le persone come fossero robot ormai obsoleti ma anche nel piccolo, in cui per futili motivi saltano relazioni ancora prima di poter essere chiamate tali e si arriva a sentisi soli dove bisognerebbe sentirsi a casa.

In una realtà in cui tutto è così effimero a prescindere dal credo (sono sempre e solo uomini malvagi i soli responsabili delle nefandezze della chiesa) tocca che sempre l’uomo possa essere capace di produrre bellezza, arte e capolavori che durano nel tempo.

Persino in noi c’è una scintilla di eternità!

Si ricostruirà, Macron ha ragione stavolta e nessuno ha perso la vita. Realizzare tuttavia ancora una volta come è faticoso costruire qualcosa e in un attimo perderla per sempre genera tuttavia infinita tristezza!

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Lascia andare …

– Ma tu mi ami? chiese Alice.
– No, non ti amo rispose il Bianconiglio.
– Alice corrugò la fronte ed iniziò a sfregarsi nervosamente le mani, come faceva sempre quando si sentiva ferita.
– Ecco, vedi? – disse Bianconiglio – Ora ti starai chiedendo quale sia la tua colpa, perché non riesca a volerti almeno un po’ di bene, cosa ti renda così imperfetta, frammentata. Proprio per questo non posso amarti. Perché ci saranno giorni nei quali sarò stanco, adirato, con la testa tra le nuvole e ti ferirò. Ogni giorno accade di calpestare i sentimenti per noia, sbadataggine, incomprensione. Ma se non ti ami almeno un po’, se non crei una corazza di pura gioia intorno al tuo cuore, i miei deboli dardi si faranno letali e ti distruggeranno. La prima volta che ti ho incontrata ho fatto un patto con me stesso: mi sarei impedito di amarti fino a che non avessi imparato tu per prima a sentirti preziosa per te stessa. Perciò Alice no, non ti amo. Non posso farlo”.

Alice nel paese delle meraviglie

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