Recensione dell’Isola delle anime di Piergiorgio Pulixi

Il romanzo di Pulixi inizia lento e placido, esaltando in primo luogo la sua terra d’origine, apparentemente un oasi felice a confronto del caotico continente. Le protagoniste sono due poliziotte, Eva e Mara, che condividono la sorte comune di reiette del commissariato e si trovano impiegate nella neonata sezione “casi insoluti”. Entrambe con passati difficili e tormentati instaurano un rapporto inizialmente molto sarcastico (forse eccessivamente) che con il tempo porrà le basi per una solida amicizia. La scrittura è ben curata, scorrevole ma al contempo ricercata. Ho apprezzato molto la suddivisione del testo in tanti brevi capitoli e ho trovato affascinante l’analisi dell’altra Sardegna: ancestrale e misteriosa, un mondo nascosto che sopravvive a dispetto del tempo con usi e costumi arcaici e macabri. Molti i drammi umani, alcuni solo accennati, altri più approfonditi come la tematica dell’ossessione. Non mi sarebbe dispiaciuto fosse stato dedicato più spazio a Melis e alla sua setta, questa figura mi risulta un pò stereotipata e quando si entrerà nel vivo della storia gli eventi diventeranno così rapidi da dare la sensazione di un taglio precipitoso e prematuro tralasciando molti fatti importanti. Nel complesso una lettura che consiglio e che potrebbe mettere le basi per l’inizio di un ciclo poliziesco.

Recensione di La Regina degli scacchi

La Regina degli scacchi è una miniserie televisiva americana creata dal regista Scott Frank, sulla base del testo di Walter Tevis. Ambientata alla fine degli anni ’60, racconta la storia della giovane Elisabeth Harmon, rimasta orfana prematuramente a causa del suicidio della madre. La piccola viene affidata alle cure di un orfanotrofio, gestito con rigore ma anche umanità. In questa bolla fuori dal mondo, grazie al custode dell’istituto Elisabeth scopre un gioco che l’appassionerà e che cambierà la sua vita per sempre: gli scacchi. Una serie a mio avviso particolare, originale, curata e molto ben realizzata. Nel seguire le vicissitudine di questa bimba prodigio, ci troviamo catapultati nel suo mondo ossessivo. L’eccesso infatti per Beth è uno stile di vita, cosa che la rende facile preda di diverse dipendenze, capaci di stroncare la sua brillante e ambiziosa carriera. Nel mondo della ragazza c’è poco spazio per amore e sentimenti poiché le sue ossessioni sono tali da alienarla dai rapporti umani, se non quelli strettamente essenziali. Trovo l’interpretazione di Beth Harmon fatta da Anya Taylor-Joy molto affascinante. Brava anche la piccola attrice che ha interpretato Beth da piccola. Una serie che merita di essere vista, che ha tra tutti il pregio di rendere un gioco come gli scacchi appassionante anche per chi non ha mai giocato.

Recensione di Vis a Vis

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Vis a Vis è una serie tv spagnola, che seguendo la falsa riga della serie americana Orange is the New black, racconta la vita di alcune detenute all’interno di un carcere privato. La serie si articola in quattro stagioni e vede come protagoniste in principio la timida, ingenua e sprovveduta Macarena che sedotta e abbandonata dal suo sedicente datore di lavoro si trova invischiata in una situazione più grande di lei. La giovane ritiene di essere innocente ma le prove sembrano essere schiaccianti e la ragazza si renderà presto conto che la via della legge non è dalla sua parte e una serie di imprevisti la metteranno a dura prova. La sfida più grande sarà quella con Zulema, carcerata intelligente, imprevedibile e pericolosa che vuole a tutti i costi evadere di prigione. Nel proseguire della serie questo personaggio diventerà principale sostituendo addirittura quello di Macarena. Le prime due stagioni, benché i più pignoli le potrebbero definirle artificiose e irrealistiche, sono godibili e il finale di stagione suggestivo. La terza e la quarta stagione che vedono un cambio carcere con la relativa sostituzione dell’intero cast dei secondini, perde molto d’appeal e le cinesi come antagoniste sono tutt’altro che interessanti. Nella quarta stagione si tenta di rimediare mettendo nuovamente in pista uno dei personaggi a mio avviso più riusciti e interessanti, il cinico e misogino dottore del carcere,  Sandoval. La sua presenza riesce a ripristinare una buona dose di adrenalina, benché la veridicità delle vicende cada a picco episodio dopo episodio. Della serie ho apprezzato molto la scelta del cast di detenute, quasi per nulla avvenenti ma dall’aspetto comune e ordinario. Positivo e molto credibile il personaggio di Teresa interpretato dall’attrice spagnola Marta Aledo.  Continua a leggere

Recensione di Enola Holmes

Il film è l’adattamento cinematografico del ciclo di romanzi scritti da Nancy Springer, che vedono come protagonista la sorellina sedicenne di Sherlock Holmes. Si tratta di un film per adolescenti che tuttavia può allietare la serata anche ad un pubblico adulto. La trama è ben strutturata e cerca di riprodurre il modello a enigmi e deduzioni tipico del ciclo di Doyle. Molto belle le ricostruzioni, gli abiti e ben assortito il cast. Ho trovato particolarmente talentuosa la giovane protagonista, Millie Bobby Brown, conosciuta dal grande pubblico grazie ruolo di 11 interpretato nella serie Stranger Things. Trovo che la sua interpretazione brillante e sicura, unita alla tecnica registica di far parlare il personaggio direttamente allo spettatore valga l’ottima riuscita della pellicola.

Recensione di Barbari

Barbari è una serie televisiva tedesca che narra le vicissitudini di una tribù germanica ai tempi dell’Impero Romano. I protagonisti sono Thusnelda e Folkwin Wolfspeer. Le tribù barbare, per mantenere i propri territori sono costrette a scendere a patti con i romani, ma quest’ultimi, forti della loro supremazia, iniziano a non rispettare gli accordi e a pretendere dei tributi eccessivamente salati. La giovane, coraggiosa e audace Thusnelda, in contraddizione con il suo capo clan che vuole mantenere la pace a tutti costi e di suo padre, un uomo ambizioso, subdolo e spregevole, si oppone alle prepotenze di Roma ed escogita un piano per indurre le altre tribù ad unirsi formando così un unico grande esercito. Tra le file dei Romani c’è un giovane, Arminio: si verrà a scoprire che l’uomo ha origini barbare e un tempo era amico di Thusmelda e Folkwin.
Una serie lampo, con riferimenti a personaggi storici, veramente ben fatta, coinvolgente e appassionante che si guarda fin troppo velocemente. Consigliata vivamente a chi ama questo genere.