“E allora non sarà facile anzi sarà molto difficile.
E dovremo lavorarci ogni giorno.
Ma io voglio farlo perché io voglio te!
Io voglio tutto di te, per sempre.
Io e te ogni giorno della nostra vita”
Da le migliori pagine della nostra vita
RECENSIONE DI HUNGER GAME – LA RAGAZZA DI FUOCO
(Voto 3 su 5)
Il secondo capitolo della trilogia degli Hunger Game segue in modo molto fedele il libro da cui è tratto; Katniss e Peeta tornano al loro distretto come vincitori, ma si trovano ben presto a dover fare i conti con la nuova edizione dei giochi della memoria. Il film a differenza del libro, da più spazio al presidente Snow e agli organizzatori dei giochi, permettendo così di avere più rapidamente una quadro generale degli eventi. Il risultato è molto convincente, c’è da dire però che chi non ha letto il libro, potrà in certi momenti non capire alcune parti del film, rendendolo così meno apprezzabile. L’idea di un reality dove il premio è la propria vita è di per se inquietante e non così irrealistico, questo concetto tuttavia è già stato il fulcro centrale del primo episodio. La novità in questo secondo capitolo è per me la vera faccia dell’eroe. Katniss è preoccupata solo della sorte dei suoi affetti, per lo più è incurante nei confronti della causa di cui a suo malgrado è simbolo. Emerge dunque che il più delle volte gli eroi, siano solo dei burattini, manovrati da mani più esperte e ambiziose. Le ambientazioni sono molto realistiche e ho apprezzato l’uso misurato degli effetti speciali. Sin dal primo capitolo non condivido molto la scelta degli attori che interpretano Peeta e Gale, che secondo me si somigliano troppo e si confondo tra loro. Mi ha colpita molto il personaggio di Johanna Mason interprato da Jena Malone, che da un po’ di brio a momenti che sarebbero altrimenti un po’ troppo melensi e artificiosi. Trovo superficiale chi giudica questo solo come un film per ragazzi, perché al di la di qualche scena poco credibile e a una sceneggiatura alla lunga un po’ troppo meccanica cela dei messaggi appassionanti e profondi.
Anche su Mymovies.com nella sezione pubblico:
http://www.mymovies.it/film/2013/hungergameslaragazzadifuoco/pubblico/?id=681892
Il primo video di cui vorrei parlare è quello di Sia con il brano “Chandelier” <- video
Il video di primo acchito può non sembrare bello, infatti l’ambientazione è grottesca e inquietante, una squallida casa oscura …
Sospesa dentro a una porta, come dentro alla sua “scatola” di bambola c’è lei, la piccola Maddie Ziegler ( ballerina straordinaria di soli 12 anni). L’esibizione inizia, ci troviamo ad assistere a una danza disperata eseguita da una bambola vivente: bellissima e agilissima ma terribilmente triste e sola. Il video mi da l’idea di voler trasmettere lo sdegno contro la standardizzazione della figura femminile, in un mondo che ci vorrebbe tutte uguali: per sempre belle, giovani al punto di dover quasi restare bambine, scattanti e dinamiche per sempre ma senza un anima, prive della propria personalità. Prigioniere di una realtà oscura e claustrofobica senza via d’uscita, che nella fattispecie potrebbe essere addirittura la nostra casa. Sul frigo della cucina, infatti sono appesi i nostri disegni, ma che denunciano abusi, soprusi e violenze. Un messaggio forte e agghiacciante che spero arrivi a chi deve arrivare. Chiaramente è solo il mio punto di vista, l’arte è soggettiva, emoziona solo chi ha bisogno di esserne toccato. C’è chi può dire che il video è orrendo e come me persone che dicono che non è affatto così. Ognuno ha il suo modo di vedere la realtà, nell’arte non c’è bello o brutto, c’è solo quello che colpisce.