Tutti preferiscono i battesimi

Recensione del film “La mafia uccide solo d’estate” di PIF

(VOTO 10 su 10) 

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Vedo come giusto che sia che questo film ha totalizzato un numero incredibile di recensioni, la mia non servirebbe, però non posso far a meno di scrivere, non mi capita spesso di piangere così dopo la fine di un film. La mafia uccide solo d’estate è uno dei film che mancava al nostro paese, dato che parla di un problema gravissimo in un modo semplice e compressibile per tutti, anche a un bambino, un po’ come fece Benigni con «La vita è bella». La storia benché triste e amara, dice una cosa molto importante che tutti preferiscono i battesimi, perché certi funerali non dovrebbero proprio esserci, nessuno dovrebbe morire in nome della verità. Amo scrivere, ma non vorrei mai fare la giornalista, in un mondo come il nostro ci vuole troppo coraggio. Non bisognerebbe scegliere di mettere in pericolo la propria famiglia in nome di un ideale, che è semplicemente dovuto, ossia la nostra libertà di parola e di pensiero. Non mi sono mai interessata di politica e questo perché non mi sembra che al potere qualcuno si sia mai interessato veramente di noi, troppo sangue ha macchiato le strade del nostro bel paese. Non mi voglio dilungare perché questo film parala da solo, penso che dovrebbe essere candidato all’Oscar, senza nulla togliere «Alla grande bellezza», che ho provato a vedere senza riuscire, che sarà forse un film di elevato contenuto intellettuale ma a mio modesto parere un film per essere bello deve arrivare al cuore delle persone, all’anima. Il film di Pif con me lo ha fatto! Spero che non sia come diceva un commento che ho letto, «Non ne farà molti, questo resterà il migliore» sembra quasi una minaccia, perché se qualcuno deve fare il regista, quel qualcuno è proprio Pif.

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Che fuggissero

Recensione del film ” Fuga di cervelli” 

(Voto 1 su 5)

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L’esordio alla regia di Ruffini per me è da dimenticare, il film tocca i picchi della comicità di più basso livello. Che non fosse un granché lo si era già capito dagli infiniti promo e spot mandati in onda durante Colorado; un film se piace fa parlare di se da solo, far vedere in anteprima alcuni tra i pochi pezzi “esilaranti” ha solo l’effetto di bruciare gli unici momenti in cui magari lo spettatore avrebbe potuto sorridere. La trama del film è molto semplice,un gruppo di amici, accomunati dall’essere emarginati fanno di tutto per far realizzare i sogni romantici del loro amico Emilio. Potrebbe in un certo senso trattarsi di una sorta di American Pie all’italiana. Viste però le tematiche che il film si è messo a trattare sicuramente la sensibilità avrebbe dovuto essere maggiore. Credo che lo scopo del film avrebbe voluto essere quello di normalizzare la vita di ragazzi sfortunati, che per il loro essere “diversi” si trovano emarginati, ma nonostante tutto non perdono la voglia di vivere come ogni ragazzo della loro età. L’idea forse non era così malvagia, ma in molti momenti il film sembra proprio fare l’opposto, una satira cattiva e amara sulle persone diversamente abili.
Mi dispiace che il risultato sia stato cosi deludente dato che il cast poteva a mio avviso essere valorizzato molto di più, i Pampers in particolare penso che possano mettere in piedi qualcosa di molto più divertente,con una sceneggiatura migliore.Non ho apprezzato minimamente la scelta di Olga Kent come personaggio femminile, trovo allucinante dover prendere un’attrice straniera per poi doppiarla, sono dell’idea che ci siano tantissime ragazze italiane altrettanto belle, sarebbe stata un’occasione per vedere qualche volto nuovo, inoltre proprio in un film che dovrebbe denunciare la necessità di spazio per emergere nel proprio paese viene ingaggiata una modella straniera? Il tema dell’esodo di molti ragazzi costretti a dover lasciare il proprio paese per trovare delle prospettive di vita migliori è di grande attualità, poteva dare vastissimi spunti, non ho visto assolutamente nessun “cervellone” nel gruppo di amici, impegnati solo a non fare nulla, dando l’idea che se il lavoro non c’è è perché non ci sono più ragazzi in grado di farlo, cosa che non condivido. Non mi rispecchio assolutamente in questa gioventù che viene dipinta solo come pigra e lavativa. Non trovo difatti nessuna attinenza tra il titolo e il contenuto del film. Forse Ruffini questa volta ha peccato un po’ di ambizione, attore e presentatore avrebbero potuto bastare, provare a fare il regista è stato un po’ eccessivo.

Pubblicato anche sulla sezione pubblico su:

http://www.mymovies.it/film/2013/fugadicervelli/pubblico/?id=682523

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Lo spazio dell’anima

Recensione del film Lucy di Luc Besson

( Voto 3 su 5)

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Sicuramente un film particolare e che merita di essere visto, mi sarei aspettata qualcosa di diverso e sopratutto un finale migliore. La trama è molto semplice, una giovane studentessa ha la sventura di frequentare un tipo losco che la incastra e la fa diventare a suo malgrado, un corriere della droga. Accidentalmente, Lucy ( interpretata dalla bellissima e ineccepibile Scarlet Jhoanson) assume questa droga è acquista il controllo completo della sua intelligenza. Impossibile non pensare a Limitless, che per certi versi convince di più. L’ormone magico di Lucy, se in principio può risultare accattivante, sopratutto quando le permette di mette al suo posto lo schifoso quasi stupratore  e di cambiare a suo piacimento colore e lunghezza dei capelli ( cosa che non credo dispiacerebbe a nessuna ragazza). Lascia un po’ di amarezza quando la porta a perdere la sua umanità … Cosa serve la super intelligenza? Cosa c’è di interessante nell’essere un super computer? Io credo proprio nulla… Il tempo infatti sembra essere la sola cosa di cui valga la pena occuparsi! Lucy però con la sua super intelligenza trascende tempo e spazio essendo tutto o a mio avviso anche niente! Sono d’accordo sull’idea di tramandare la conoscenza, di progredire lentamente verso una civiltà più civile, ma più umana! Nel film però non vi era moltissima differenza tra il cinismo e il disinteresse per gli altri di Lucy e del mostruoso Boss cinese.  Quello sostanzialmente che ci dovrebbe rendere la specie dominate, a mio personale parere dovrebbe essere l’anima, il sentimento, la capacità di amare ed emozionarsi e di provare compassione…  Insomma cose molto più profonde e importanti che dubito un super computer possa anche solo lontanamente spiegare o immaginare, meno che meno convertirete in formato binario. Avrei preferito un epilogo diverso, una seppur fugace storia d’amore e magari la fine di Lucy a favore di un altro piccolo essere umano, nato per essere più evoluto e capace di dare una svolta positiva all’umanità! Un film interessante ma che si brucia sul finale.

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http://www.mymovies.it/film/2014/lucy/pubblico/?id=702659

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Recensione di “Black Sails”

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Black Sails è un’altra delle serie che fa capire che i produttori stanno virando sul piccolo schermo, finanziando serie che hanno poco da invidiare a film più articolati e impegnativi.

Jon Steinberg e Robert Levine sono riusciti a mettere in piedi una trama seducente e coinvolgente, con un cast eccezionale. Non si è badato a spese nemmeno nella realizzazione dei set: stupefacenti velieri, costumi e il numero incredibile di comparse impiegate per questo gioiellino del piccolo schermo. Le storie di pirati sono per loro natura affascinanti, come la vita senza regole e morale. Non credo siano realmente esistiti pirati sensuali come il capitano Charles Vane o donne di malaffare dalla fresca e dolce bellezza di Eleanor Guthrie, ma il mondo dell’immaginazione permette anche questo. La serie è  articolata in quattro stagioni.  La prima serie resta per me la più avvincente e coinvolgente, grazie alla complicata storia d’amore tra il capitano Charles Vane e la bella Eleanor Guthrie. Nella seconda e nella terza le dinamiche relazionali amorose perdono piano piano di consistenza, fatta eccezione per il triangolo amoroso tra MaxAnne Bonnie e Jack Rackham che non mi ha mai entusiasmato. Nei fatti la trama e la storia virano più su azione, battaglia e strategie di guerriglia a terra e per mare perdendo dal mio modo di amare le storie l’appeal passionale e romantico che avevano in principio. La sceneggiatura è viziata da cultura e aulicismo fuori luogo che rendono molte scene troppo pesanti e forbite. Mi va benissimo la fantasia ma stiamo comunque parlando di pirati stolti, ignoranti e per la maggior parte analfabeti, trovo stonati i frequenti diverbi filosofici e psicoanalitici che ogni due per tre vengono messi in scena.

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I PROTAGONISTI 

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Zach McGowan classe 1981, è il capitano Charles Vane:

Personaggio ambivalente, sadico e brutale ma profondamente innamorato, disposto a perdere tutto pur di riconquistare il rispetto della donna che ama. La sua figura perde purtroppo  d’attrazione, magnetismo ed importanza nell’evolversi della storia. A dispetto di questo tuttavia Vane rimane per me il cuore pulsante delle vicende a e la sua martirica uscita di scena nella terza stagione lo renderà comunque memorabile per gli eventi futuri.

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Toby Stephens classe 1969, è il Capitano James Flint:

Flint tra tutti  è probabilmente il personaggio più complesso ed introspettivo.  In principio pare essere solamente un uomo egocentrico e pieno di sé, privo di qualsiasi sentimento capace solo di fare grandi discorsi, arrogante e presuntuoso, con una visone utopica della realtà. Tuttavia con l’evolversi della storia Flint riesce a regalare grandi rivelazioni e a gestire un ruolo controverso. Porta al centro della scena il tema dell’omosessualità con grande dignità ed ad incarnare la disperazione, la rabbia e la sete di vendetta e potere in maniera magistrale. Il suo essere criptico ed inespressivo è necessario a celare il tumulto interiore e i sogni infranti che mai torneranno.

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Luke Arnold classe 1984, è John Silver:

Personaggio furbo e scaltro, abile nell’arte del raggiro e dell’arrangiarsi. Apparentemente  cinico ed egoista, diventerà gradualmente un personaggio chiave. A mio avviso resta sempre e comunque un “estraneo”, il suo interprete non riesce a dare a Silver una vera emotività e il non aver approfondito la sua storia lo rende poco leggibile. Il copione affidato ad Arnold è a mio parere troppo forbito e pesante. Non arriva allo spettatore e spesso appare come fumo negli occhi e senza sostanza. Spero che nella quarta stagione il personaggio acquisti più umanità e passionalità.

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Hannah New
classe 1984, è Eleanor Guthrie:

Eleanor Guthrie, essendo uno dei pochi personaggi femminili del cast, gode di molta attenzione ed interesse nella storia. Hannah New tuttavia non interpreta bene questo ruolo,  pare costantemente fredda, apatica e poco passionale. Il suo spadroneggiare in un mondo rozzo e maschilista, con un temperamento di così basso profilo non è credibile. Questo personaggio dovrebbe esprimere un profondo mondo interiore che l’attrice non riesce a fare emergere.

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Jessica Parker Kennedy classe 1984,  è Max:

Il personaggio di Max è meraviglioso, un mix di paure e desideri che si animano in tutta la prima stagione. Lei è come la fenice che risorge dalle sue ceneri: sola, senza mezzi e soprattuto senza amore riesce a farsi strada in un mondo che non regala niente a nessuno. Tuttavia, una volta raggiunto l’agognato successo, il personaggio muore in termini di espressività, sensualità, personalità e passionalità, diventando sterile ed antipatico. Probabilmente lo scettro del comando su Nassau ha il potere di spegnere chi lo detiene.

 

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Toby Schmitz (classe 1977) & Clara Paget  (classe 1988) sono Jack Rackham Anne Bonnie:

Rackham è un personaggio molto interessante, con una tortuosa evoluzione ed involuzione nell’arco della serie, ma dotato di brio ed energia che lo rendono credibile. Diverso è il discorso per Anne Bonnie, a cui nonostante l’evolversi della storia ha dato molto spazio resta sempre una specie di troll schivo e poco loquace e a suo malgrado protagonista della storia d’amore più romantica della serie. Un’altra interprete avrebbe potuto dare più dignità e passionalità a questo personaggio che purtroppo risulta insipido.

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Con l’evolversi della storia vengono inseriti anche nuovi personaggi che tuttavia lascerò a voi la sorpresa di scoprire…

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