Exodus – Dei e Re un film di Ridley Scott

OH MY GOD

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(Voto 4 su 10)

Da vedere? No

Grande è stata la delusione per questo ultimo lavoro di Ridley Scott, una colossale caduta di stile. Un film che non aggiunge nulla e a tratti risulta ridicolo se messo a paragone con “I dieci comandamenti” diretto da  Cecil B. DeMille nel 1956, che per assurdo vanta degli effetti speciali migliori di quelli impiegati oggi. Nessuna apertura salvifica delle acque, ma solo una maldestra chiusura che misteriosamente non uccide né Mosè né Ramses. Per non parlare poi della ridicola invasione dei coccodrilli assassini e di Dio personificato in un bambino cattivo e capriccioso. Dubbia la scelta degli attori, nonostante apprezzi Bale nel complesso non lo vedo per nulla adatto a questa parte e anche Joel Edgerton nel ruolo di Ramses non mi convince. Inutile e stonata la presenza di Sigourney Weaver nel ruolo della regina madre ed immancabile e ridicola la parte di Ben Kingsley, che ad ogni modo in questi film non può mai mancare, mi stupisce solo che non abbiano pensato a Morgan Freeman per fare Dio. L’unica cosa che salvo di questo film è la dolcezza romantica di Mosè con la sua bellissima sposa.

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Posh un film di Lone Wrede Scherfig

SPOILER PER RISPARMIARVI TEMPO E FATICA

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Da vedere? NO

(Voto 2 su 10)

Un gruppo di studenti universitari abbienti e (passatemi il termine) deficienti è parte di uno storico club segreto, il Riot Club. Durante la festa di iniziazione di due nuovi membri i ragazzi si ubriacano, devastano un bar e spediscono in ospedale il titolare del posto. Grazie alla loro posizione agevolata la fanno franca. Un film noioso, banale e fastidioso, i protagonisti restano per tutto il tempo dei perfetti sconosciuti, sfido a ricordare il nome di uno dei personaggi principali. Gli attori decisamente troppo vecchi per sembrare degli studenti universitari e a parte i tre bellocci su cui gira il film gli altri decisamente troppo sfigati per essere credibili. L’unico merito che posso dare al film è quello di chiarire ancora una volta che l’élite del potere è composte da uomini misogini e idioti privi di etica e valori morali, altro che illuminati. Visto il messaggio chiave per cui i soldi comprano tutto, la regista avrebbe dovuto creare situazioni ancora più perverse ed ambigue. In pratica non succede niente di più che una zuffa in un bar, per cui i ragazzi con la coda tra le gambe si danno addosso l’uno contro l’altro al fine di non sporcare l’immacolata fedina penale.

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Ex Machina un film di Alex Garland

Penso dunque sono?

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voto 7,5 su 10

Da vedere? Si 

La trama del film ha tradito le mie aspettative discostandosi da pellicole dello stesso genere come Io Robot, Lei e Trascendent  in cui l’atteggiamento positivo verso l’intelligenza artificiale viene rimarcato a più riprese. Qui ci troviamo ad assistere ad un imprevedibile thriller psicologico che sebbene d’impatto mi abbia lasciata insoddisfatta con il senno di poi mi ha regalato diversi spunti di riflessione. La trama è semplice: Caleb è un programmatore timido, solo ed insicuro che viene all’apparenza sorteggiato per visitare la dimora del suo datore di lavoro Nathan, ricchissimo genio informatico e padre del più formidabile motore di ricerca, un uomo eccentrico, arrogante, misogino e vizioso. Ben presto verrà rivelato a Caleb il vero scopo del suo soggiorno: testare l’ultima invenzione di Nathan, la prima intelligenza artificiale creata dall’uomo.  E’ così che il giovane conosce l’enigmatica Ava. Inizia un gioco perverso, in cui non è chiaro chi sia la vittima e chi il carnefice. Teatro delle vicende è una bellissima ed inquietante villa ultramoderna piena di confort e di congegni elettronici, che si sviluppa nel sottosuolo all’insegna di una costante sensazione di claustrofobia. Un film che scorre piano, in cui a conti fatti succede ben poco ma che riesce a mantenere alta l’inquietudine dello spettatore. In Ex Machina non vengono approfonditi né gli aspetti tecnologici né tantomeno quelli psicologi dei personaggi che restano superficiali, fatta eccezione per il povero Caleb in cerca presumibilmente di qualcuno da amare. Un film che si presta a diverse interpretazioni, in cui si può riconoscere un mix fra un moderno dottor Frankenstein e un malvagio sociopatico incapace di relazionarsi con l’altro sesso. La trama nel complesso ed in particolar modo il finale lasciano sgomenti e fanno riflettere sull’essenza stessa dell’umanità.

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Gemma Bovery un film di Anne Fontaine

LA MALEDIZIONE DEL TRADIMENTO

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Da vedere? SI

Voto 7 su 10

Un film particolare, con un asse narrativo differente dal consueto. Una storia sbirciata e in buona misura immaginata da Martin Joubert, narratore e coprotagonista, annoiato lui stesso dalla vita di panettiere attempato nelle campagne della Normandia. Tra pane e splendide inquadrature dei rustici paesaggi di campagna, si consuma come una macabra profezia la storia di tradimento e noia della bellissima Gemma Bovery, destinata a ripercorrere in chiave moderna i passi falsi dalla sua omonima letteraria del famoso romanzo di Gustave Flaubert. Un realismo che resta invariato nel tempo e che si fa beffa del pubblico, giocando con morte e tradimento. Ineccepibile la genuina e naturale interpretazione di Gemma Arterton, che grazie alla sua incontenibile sensualità riesce a rendere piacevole ed erotico il suo personaggio, senza trucchi e fronzoli.

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