The 100 (settima stagione)

La serie di Jason Rothenberg giunge al suo epilogo. Sono rimasta piacevolmente colpita da come il regista ha finalmente chiuso il cerchio, non era scontato e seppure permangono elementi surreali ho trovato la settima stagione interessante e avvincente. Il cast si è notevolmente sfoltito e alcuni personaggi hanno avuto un’evoluzione positiva. In questa stagione troveremo una realtà che richiama quella descritta da Orwell in 1984, dove i sentimenti e l’attaccamento vengono aborrati in nome di una fede cieca verso il pastrore, in un sistema in cui non esiste più la famiglia considerata covo d’amore egoistico. A dispetto dei personaggi troppo spesso eccessivamente brillanti da risulatare in alcuni momenti caricaturali (Clarke Griffin) sono stati sviluppati scenari interessanti che indagano la natura agressiva e parassitaria del genere umano, alla perenne ricerca del potere e di qualunque sistema, anche il più aberrante, per sopravivvere. Una serie che ho apprezzato e che sicuramente consiglio agli amanti del genere.

Recensione The Ferragnez

The ferragnez più che una serie tv la definirei una sorta di documentario. Ho visto solo il primo episodio e l’ho trovato uno strano incrocio tra una puntata di Black Mirror e il Grande Fratello, capace di alternare emozioni che vanno dalla noia all’inquietudine. Chiara non ha inventato nulla, già nella corte del Re Sole l’ostentazione della ricchezza e il rendere pubblico ogni aspetto della vita dei reali era una forma di atto di potere. C’è da dire che Re Luigi XIV per fortuna dei sui sudditi non aveva Instagram e che i Ferragnez pur non essendo nobili rappresentano nei fatti l’aristocrazia moderna, pertanto stupirsi della superficialità dei contenuti della loro realtà è come meravigliarsi che il mare sia salato. Di interessante c’è l’evidente ribaltarsi dei ruoli al comando, in queste famiglia il potere è in mano alle donne, un fronte unito e determinato, mentre gli uomini sono pressapoco dei fantocci sullo sfondo. Se non altro la lotta femminista in questo caso a colpi di fard, piastra, rimmel e abiti firmati ha SUPER vinto. Non c’è comunque da stupirsi del successo di Chiara in una società edonistica come la nostra, in cui anche se si parla molto di comprendere le nostre fragilità, le persone non hanno tempo né voglia di profondità, ci si accontenta di vedere il bello che probabilmente non si potrà mai avere sognando una realtà SUPER in cui avere un figlio diventa un plus e la gestione delle problematiche comuni viene affidata a uno staff pronto ed efficiente. L’unico personaggio un po’ sarcastico in grado di attirare le simpatie del pubblico è Fedez che tuttavia ha indubbi vantaggi nella sua posizione, dopotutto per anni ci sono state le First Lady, Federico è il pioniere dei First Lord.

Recensione “YOU” – TERZA STAGIONE

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Se nelle stagioni precedenti mi sono espressa positivamente su questa serie ora è opportuna una netta virata. Il peggioramento è stato drastico, come se ormai su Joe ci sia poco da raccontare, sembra che le leggi del mercato e del profitto abbiano spinto gli autori a tirare fuori il coniglio bianco da un cilindro ormai privo di magia. Il tentativo di conciliare i coniugi Goldberg con la placida e tranquilla vita familiare è parso sin dal principio azzardato. Ampio il proliferarsi di situazioni così irrealistiche da essere grottesche. Drammatico il peggioramento della giovane Love, che da assassina sporadica fa dei tentativi d’omicidio il suo vizietto nell’armadio. Sempre più antipatico Joe che mostra troppo spesso quest’aria di saccente superiorità (magari anche parte del suo personaggio) diventando così sgradevole. In pochi episodi abbiamo così una serie noiosa, prevedibile, ripetitiva e con personaggi piatti che per forza di cose sono destinati all’oblio, nella speranza che nella quarta stagione ritorni la magia perduta.

Recensione di Guida astrologica per cuori infranti

Guida astrologica per cuori infranti - Serie TV (2021)

La serie in questione s’ispira al romanzo italiano dell’autrice Silvia Zucca e racconta la storia di Alice Bassi, interpretata dalla brava Claudia Gusmano. Alice è la classica protagonista dei romanzi rosa: impacciata e incapace di raggiungere il successo in nessun ambito della vita, soprattutto in quello amoroso. Ogni cosa cambia quando il simpatico Tio entra nella sua vita e in ufficio si trova ad avere un nuovo affascinante capo. Di originale questa storia non ha praticamente nulla e ogni aspetto dell’evolversi della trama è facilmente intuibile, tuttavia la genuina interpretazione di Claudia Gusmano rende la pellicola interessante. Il resto del cast ad eccezione del solo Michele Rosiello, lascia un po’ a desiderare. Nel complesso però questo tipo di storia tocca corde profonde, soprattutto nelle ragazze romantiche che in cuor loro sognano una fiaba moderna, che oggi non è più quella del principe azzurro ma della donna indipendente riconosciuta nella sua professionalità. A differenza di altri paesi molto nazionalisti, in Italia spesso si snobbano i romanzi e le serie di genere locali. Nei fatti, soprattutto quando si parla di cinema si nota una grande differenza d’interpretazione, molti attori italiani recitano in maniera artefatta a dispetto del vero e del plausibile, in questa serie sono ancora in molti ad avere questo difetto d’interpretazione, la protagonista tuttavia non ha nulla da invidiare ad altre interpreti in ruoli similari.

Guida astrologica per cuori infranti 2 ci sarà. Netflix conferma la seconda  stagione

Recensione di Sex Education

Sex Education è una serie tv britannica strutturata ad oggi in tre stagioni, racconta le vicende del giovane Otis Milburn, figlio di una nota sessuologa e di alcuni dei suoi compagni di scuola. Il taglio della storia è comico satirico e mira a sdoganare il tabù della sessualità adolescenziale, spesso trattata con imbarazzo, vergogna e poca competenza. Nel complesso, benché si raggiungano frequentemente picchi di assurdità, ho apprezzato questa serie soprattutto per la scelta del cast. Giovani attori non bellocci e pettinati, ma strani, particolari e atipici, con personalità distinte e strutturate. Non ho trovato tutti i personaggi ben caratterizzati allo stesso modo, quelli che mi hanno colpito maggiormente sono quelli di Maeve e Isaac, ritengo tenera l’interpretazione del personaggio di Aimee e molto convincente quella di Gillian Anderson nei panni della madre di Otis. Una serie non certamente impegnata che ho avuto il piacere di vedere.

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