Recensione di Unbelievable

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Unbelievable è una miniserie televisiva statunitense creata, diretta, prodotta e sceneggiata da Susannah Grant che si ispira a una storia vera e narra una serie di stupri avvenuti negli stati di Washington e Colorado. La prima vittima, Marie Adler, denuncia di aver subito violenza, ma a causa della sua posizione all’interno di una comunità per giovani in difficoltà, la sua parola viene messa in dubbio da poliziotti poco empatici che la inducono a ritrattare la versione dei fatti causandole amare conseguenze nella vita quotidiana. Lo stupratore non risparmia altre donne attirando così l’attenzione di due brave detective, Karen Duvall e Grace Rasmussen. Le due si scontrano ben presto con un modus operandi insolito, studiato e accorto ma non si danno per vinte e lavorano per dare giustizia alle vittime. Una mini serie molto ben strutturata, un cast valido e convincente. Una denuncia a un sistema macchinoso e poco comunicativo, dove spesso e volentieri i criminali riescono a farla franca. Ovviamente non dev’essere facile fare i poliziotti ma se alcuni usano la propria posizione per prevaricare e compiere efferate nefandezze, altri si dedicano alla professione con impegno e dedizione. Una serie che consiglio vivamente.

Netflix

Recensione di Atypical

Atypical (TV Series 2017– ) - IMDb

Atypical è una serie televisiva statunitense creata da Robia Rashid per la piattaforma on demand Netflix, racconta la storia della famiglia Gardner focalizzando l’attenzione sul giovane Sam, ragazzo affetto d’autismo. La serie riesce a raccontare in modo molto ironico e delicato come la malattia vada ad impattare sulla vita della famiglia. I personaggi sono tutti molti interessanti, a partire dalla sorella minore Casey, strafottente e sarcastica, fino ai coniugi Gardner che a loro modo risentono dell’isolamento sociale e di una sorta di pudore che genera l’avere un figlio come Sam. Immagino che nella realtà la vita di questi ragazzi e delle loro famiglie sia molto più dura e che in Atypical il tutto sia inserito in un’atmosfera ovattata con personaggi stravaganti e fuori dalle righe come gli amici di Sam, Zahid e Paige, che a loro modo riescono a garantire al ragazzo una normalità che altrimenti non avrebbe. A prescindere dal fatto che la pillola venga indorata è interessante che qualcuno parli di autismo, ma soprattutto dell’amore con cui la famiglia aiuta il ragazzo ad affrontare la propria vita.

Atypical' Gets Season 2 Premiere Date On Netflix – Deadline

Recensione di La Regina degli scacchi

La Regina degli scacchi è una miniserie televisiva americana creata dal regista Scott Frank, sulla base del testo di Walter Tevis. Ambientata alla fine degli anni ’60, racconta la storia della giovane Elisabeth Harmon, rimasta orfana prematuramente a causa del suicidio della madre. La piccola viene affidata alle cure di un orfanotrofio, gestito con rigore ma anche umanità. In questa bolla fuori dal mondo, grazie al custode dell’istituto Elisabeth scopre un gioco che l’appassionerà e che cambierà la sua vita per sempre: gli scacchi. Una serie a mio avviso particolare, originale, curata e molto ben realizzata. Nel seguire le vicissitudine di questa bimba prodigio, ci troviamo catapultati nel suo mondo ossessivo. L’eccesso infatti per Beth è uno stile di vita, cosa che la rende facile preda di diverse dipendenze, capaci di stroncare la sua brillante e ambiziosa carriera. Nel mondo della ragazza c’è poco spazio per amore e sentimenti poiché le sue ossessioni sono tali da alienarla dai rapporti umani, se non quelli strettamente essenziali. Trovo l’interpretazione di Beth Harmon fatta da Anya Taylor-Joy molto affascinante. Brava anche la piccola attrice che ha interpretato Beth da piccola. Una serie che merita di essere vista, che ha tra tutti il pregio di rendere un gioco come gli scacchi appassionante anche per chi non ha mai giocato.

Recensione di Vis a Vis

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Vis a Vis è una serie tv spagnola, che seguendo la falsa riga della serie americana Orange is the New black, racconta la vita di alcune detenute all’interno di un carcere privato. La serie si articola in quattro stagioni e vede come protagoniste in principio la timida, ingenua e sprovveduta Macarena che sedotta e abbandonata dal suo sedicente datore di lavoro si trova invischiata in una situazione più grande di lei. La giovane ritiene di essere innocente ma le prove sembrano essere schiaccianti e la ragazza si renderà presto conto che la via della legge non è dalla sua parte e una serie di imprevisti la metteranno a dura prova. La sfida più grande sarà quella con Zulema, carcerata intelligente, imprevedibile e pericolosa che vuole a tutti i costi evadere di prigione. Nel proseguire della serie questo personaggio diventerà principale sostituendo addirittura quello di Macarena. Le prime due stagioni, benché i più pignoli le potrebbero definirle artificiose e irrealistiche, sono godibili e il finale di stagione suggestivo. La terza e la quarta stagione che vedono un cambio carcere con la relativa sostituzione dell’intero cast dei secondini, perde molto d’appeal e le cinesi come antagoniste sono tutt’altro che interessanti. Nella quarta stagione si tenta di rimediare mettendo nuovamente in pista uno dei personaggi a mio avviso più riusciti e interessanti, il cinico e misogino dottore del carcere,  Sandoval. La sua presenza riesce a ripristinare una buona dose di adrenalina, benché la veridicità delle vicende cada a picco episodio dopo episodio. Della serie ho apprezzato molto la scelta del cast di detenute, quasi per nulla avvenenti ma dall’aspetto comune e ordinario. Positivo e molto credibile il personaggio di Teresa interpretato dall’attrice spagnola Marta Aledo.  Continua a leggere

Recensione di Barbari

Barbari è una serie televisiva tedesca che narra le vicissitudini di una tribù germanica ai tempi dell’Impero Romano. I protagonisti sono Thusnelda e Folkwin Wolfspeer. Le tribù barbare, per mantenere i propri territori sono costrette a scendere a patti con i romani, ma quest’ultimi, forti della loro supremazia, iniziano a non rispettare gli accordi e a pretendere dei tributi eccessivamente salati. La giovane, coraggiosa e audace Thusnelda, in contraddizione con il suo capo clan che vuole mantenere la pace a tutti costi e di suo padre, un uomo ambizioso, subdolo e spregevole, si oppone alle prepotenze di Roma ed escogita un piano per indurre le altre tribù ad unirsi formando così un unico grande esercito. Tra le file dei Romani c’è un giovane, Arminio: si verrà a scoprire che l’uomo ha origini barbare e un tempo era amico di Thusmelda e Folkwin.
Una serie lampo, con riferimenti a personaggi storici, veramente ben fatta, coinvolgente e appassionante che si guarda fin troppo velocemente. Consigliata vivamente a chi ama questo genere.