Recensione di “Mia madre è un fiume”

Questo è il romanzo d’esordio di Donatella Di Pietrantonio, un’autrice che ha fatto parlare di sè arrivando persino a essere tra i candidati al premio Strega con il romanzo Bella mia e vincendo diversi premi importanti con quasi ognuno dei suoi testi. Detto questo, devo dire che questo piccolo ma intenso romanzo mi ha messa in difficoltà, tutt’ora non so dire se mi è piaciuto o se ne ho colto il senso. A mio avviso rientra in quella che viene considerata la letteratura “saputa”, che parla di cose modeste in modo aulico e che alterna prosa a poesia. In molti punti mi sono persa e lo stile continuo senza dialoghi in alcune fasi mi è un pò pesato. Il testo mi ha ricordato lo stile usato da Teresa Ciabatti in Sembrava bellezza, ricco di flussi di coscienza pesanti e brutali. Non nego che ci siano contenuti di spessore e credo che l’autrice meriti il suo successo, avvenuto tra l’altro in tarda età, altro elemento che me la rende simpatica, poichè in contrasto a quanto dice King in On writing qualche eccezione per fortuna c’è. Le pagine di Donatella mi hanno fatto pensare ai racconti d’infanzia di mio padre, a quella vita rurale, ignota e surreale per la gente di città. Una realtà regolata dalle stagioni, dalle colture e dall’allevamento degli animali, in cui sgozzare un maiale e spennare un pollo per mangiare è più che normale oggi come allora. Un testo che mi ha emozionato e in certe fasi anche angosciato e benchè la lettaratura ha questo scopo avrei preferito in questo periodo qualcosa di diverso, più un’evasione che un’invasione com’è poi accaduto.

Recensione L’età dello Tsunami

Per me leggere è evasione, svago e divertimento pertanto non amo moltissimo i libri di auto-aiuto o simili. Negli anni tuttavia ne ho presi diversi ma di rado sono arrivata a leggerli nella loro interezza questo perchè spesso i consigli che vengono dati sono troppo astratti e poco pratici. Benchè anche questo testo per certi aspetti non sia diverso ne ho apprezzato l’idea di usare i film come strumento neutro di comunicazione. Vedere dei film che trattano questa fase di vita diventa in primo luogo un buon momento per passare insieme del tempo e uno spunto concreto per aprire un dialogo costruttivo su certi argomenti o comportamenti. Devo inoltre confessare che dopo la lettura mi sento più tranquilla poichè certi comportamenti che trovavo inspiegabili in mio figlio sono stati puntualmente giustificati dal testo, ho così realizzato che gli stessi non sono il frutto di una “cattiva” educazione ma di una normale fase dello sviluppo. Lo consiglio dunque a chi ha un figlio o una figlia in questa fase d’età (fascia che nel testo viene fatta coincedere con l’inzio delle medie ma che in certi casi può avvenire un pò prima o un pò dopo), non perchè sia una bacchetta magica o doti di pazienza supplementare che non guasterebbe, bensì perchè in grado di sciogliere certi dubbi e lacune su una fase di vita poco discussa ma molto significativa per la formazione dell’individuo.

Il teschio parlante

Il secondo volume di Jonathan Stroud non ha deluso le mie aspettative, un degno sequel del primo capitolo, con il pregio di strutturare la storia in maniera da essere svincolata e indipendente dallo stesso. Anthony Lockwood, Lucy Carlyle e George Cubbins si troveranno alle prese con un incarico misterioso e un fantasma dal passato oscuro e raccapricciante. Ho trovato intrigante il personaggio del teschio parlante e Stroud riescie sempre a solleticare la curiosità del lettore. Non è facile fare episodi all’altezza del primo ma questo autore ci è riuscito. L’unica cosa che mi dispiace è che per il momento le traduzioni del testo in Italiano sono solo dei primi due capitoli, i successivi si trovano solo in lingua originale.

Recensione di L’ombra del vento

L’ombra del vento è probabilmente il testo più noto di Zafon, la storia tuttavia non mi ha appassionata come avrei voluto. I personaggi per quanto ben descritti non mi hanno conquistato. La trama è abbastanza contorta e le coincidenze che fanno un pò da “fil rouge” tra passato e presente sono il più delle volte forzose e intuibili. Ho trovato il testo noioso fino al giro di boa, mi ricordava fin troppo altri libri che ho letto dello stesso autore. Quando la storia si è concentrata sul passato in modo chiaro è diventata invece più appassionante. Spesso Zafon mette nei suoi testi scrittori irrisolti o esseri mostruosi che non sempre sono malvagi, il che va nella direzione di creare personaggi complessi, in cui la distinzione tra buono e malvagio diventa labile. I suoi soggetti sono sempre veri e vitali, paradossalmente ho notato un’attenzione particolare a quelli secondari. In questo romanzo ho amato il disvelamento del personaggio di Julián Carax, quello di Nuria e di suo marito. Ho trovato forzosa invece la storia parallela con Beatriz poichè Daniel appare un pò volubile e troppo sensibile alle grazie femminili. Devo inoltre dire che finalmente l’epilogo non è fumoso o struggente ma porta con sè speranza, mi sono commossa, il che penso sia il complimento più sincero da fare a uno scrittore.

Recensione “La scala urlante” un romanzo di Jonathan Stroud

Ambientato in una realtà dove la barriera tra il mondo dei vivi e dei morti si fa labile e i fantasmi non solo esistono ma possono diventare pericolosi, diverse genarazioni di bambini e giovani adulti sono chiamate in prima linea a fronteggiare la minaccia. Pare infatti che solo i più piccoli abbiano la capacità di vedere e/o sentire i Visitatori. Lucy Carlyle, protagonista e voce narrante della storia, è costretta a crescere anzi tempo e a fronteggiare l’orrore e il pericolo. La ragazza tuttavia non dovrà fare tutto sola, troverà in Anthony e George, presso l’agenzia metapsichica Lockwood & Co, degli amici, una famiglia e forse persino l’amore. Un romanzo fantasy molto coinvolgente la cui trama è intrigante e originale. L’unica nota negativa è che il testo è fin troppo ben scritto sia in termini di descrizoni di ambienti e personaggi da non essere credibile che a parlare sia una ragazzina. Jonathan Stroud fa sentire troppo la sua voce. A parte questo la lettura è godibile e benchè per praticità editoriale il testo sia inserito nella categoria dei romanzi destinati ai giovani adulti credo sia un romanzo che possa piacere a tutti gli appassionati di romanzi Fantasy.