Recensione di “I rami del tempo” di Luca Rossi

 

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Titolo: "I rami del tempo"
Autore: Luca Rossi
Casa Editrice: self-publishing
Genere: Fantasy
Numero Pagine: 175 
Costo versione e-book: 0.99 euro
Costo versione cartacea: 13,44 euro
Link per l'acquisto: 
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SINOSSI: Una pioggia di schegge stermina il popolo dell’isola di Turios. Si salvano Bashinoir, gravemente ferito, sua moglie Lil e la sacerdotessa Miril. Vorrebbero dare degna sepoltura ai propri cari, ma i cadaveri sono scomparsi. L’unica speranza di salvezza risiede nelle protezioni magiche del Tempio. Tuttavia devono far fronte a minacce oscure. Un’ombra infesta i loro cuori per dividerli e distruggerli. I loro corpi sembrano perdere sempre più consistenza. Alla vicinanza tra le due donne si contrappone il sempre più marcato isolamento di Bashinoir.  Nel regno di Isk, maghi e consiglieri devono sottostare all’insaziabile ingordigia di sesso, guerra e potere di re Beanor. L’ultima delle sue giovani mogli, tuttavia, non si dà pace per la libertà e l’amore perduti. Potranno i giochi e gli inganni sotto le lenzuola essere la chiave di svolta di una guerra millenaria?

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RECENSIONE: UNA STORIA SOSPESA

Avevo molte aspettative nella lettura di questo romanzo ma purtroppo anche se la storia di base potrebbe essere interessante non mi ha colpita come avrei voluto: la trama è confusa, i salti temporali sono troppi e talvolta risultano sconclusionati. I personaggi non acquistano mai caratteristiche tali da suscitare empatia o simpatia e a conti fatti ad eccezione della pioggia di schegge iniziale, la storia scorre piatta, in special modo nell’isola dei tre sopravvissuti. Trattandosi di una saga è plausibile pensare che il non chiarire la maggioranza delle circostante sia funzionale allo scopo di creare interesse nei capitoli successivi, tuttavia l’autore avrebbe potuto essere più generoso in termini di descrizioni e scenari. I dialoghi risultano talvolta troppo contemporanei e stridenti nel contesto di stampo medioevale in cui la storia è ambientata. Devo dire comunque che la curiosità di leggere il secondo capitolo della saga scatta, restando la storia sospesa a metà proprio sul più bello. Nel complesso non considero questa una pessima lettura ma nemmeno il capolavoro di cui molti parlano. D’altro canto la letteratura è arte e come tale di soggettiva interpretazione. Mi fa piacere ad ogni modo che un autore italiano sia riuscito ad imporre un genere come il fantasy attraverso l’auto pubblicazione e a raggiungere numeri importati in termini di vendite e recensioni positive. Altro punto a favore di Rossi sono i generi che tratta, fantasy e fantascienza, che io amo e che in Italia fanno fatica a decollare per mano di autori locali.

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Recensione di “I figli dell’ombra” di Cassandra GREEN

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Titolo: "I figli dell'ombra"
Autrice: Cassandra Green
Casa Editrice: self-publishing
Genere: Gialli e Thriller
Numero Pagine: 415
Costo versione e-book: 0.99euro
Costo versione cartacea: 18.98euro
Link per l'acquisto: 
http://amzn.to/1VMFx0o
Blog Autrice: 
http://www.mariadonata.net
Intervista all'autrice per la rubrica
"A tu per tu con l'autore":
http://wp.me/p5nCov-1BU

SINOSSI: Quando durante una corsa mattutina un giocatore di football, si imbatte nel cadavere della piccola Flo Gomez scomparsa il giorno prima, Victor Bell teme che quello sarà l’inizio di una serie di macabri delitti. Il suo intuito di poliziotto non sbaglia e il ritrovamento di altri corpi sarà per lui un’ulteriore conferma che quanto raccontatogli da suo padre era vero. Intanto la vita degli abitanti di Whitesouls scorre come da copione. Ognuno impegnato a svolgere i proprio doveri, così come il reverendo Morales ha imposto loro di fare per essere un bravo cristiano, per entrare nelle grazie di Dio. Quello che nessuno immagina è che un’oscura e antica presenza da sempre attratta dalla loro ipocrisia e falsità è tornata per spingere sette anime scelte per l’occasione alla dannazione eterna. Bell dovrà dare prova di grande fede per riuscire a scacciare i demoni che abilmente stanno contaminando i cuori dei suoi compaesani e quando tutto sembrerà ormai perduto tre portatori di luce accorreranno in soccorso dei “Giusti”. Ma tutto ciò basterà ad estirpare il male dall’apparente tranquilla cittadina di Whitesouls?

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RECENSIONE: L’ACCATTIVANTE FASCINO DEL MALE

Whitesouls, piccola e gretta cittadina di provincia, diventa teatro di una serie di efferati crimini che sembrano sconvolgere l’apparente quiete della comunità. Un romanzo articolato, che analizza molto bene le bieche e fastidiose dinamiche tipiche dei paesini di provincia. Mi sono tornate alla mente le cupe e retrograde atmosfere del romanzo Carrie di Stephen King, pensando nel dettaglio al personaggio di Euphemia Morales, capace di trasformare la religione in una spaventosa ed ipocrita prigione più che in un uno strumento di speranza. Nella prime fasi la trama richiama i tratti del realismo e del possibile: i misteriosi fatti accaduti in passato nel luogo in cui la vicenda è narrata appaiono come lontane leggende. Tutto cambia con l’arrivo in città dei fratelli Bailey: si inizia così a virare sul soprannaturale e si ha la sensazione di avere per le mani un romanzo spaventoso e perverso ma allo stesso tempo avvincente ed eccitante. I dialoghi e le circostanze diventano più crude, volgari e spinte, allo scopo di sottolineare la depravazione dell’eccesso. Sullo sviluppo delle vicende e sulla risoluzione tra l’eterno conflitto tra bene e male preferisco non addentrarmi per non rovinare l’effetto sorpresa, importante in ogni thriller degno di questo nome. 

Nel complesso I figli dell’ombra è un romanzo ricco di dettagli, al punto da essere quasi filmografico. La lettura delle 415 pagine non mi è personalmente pesata e benché vi siano dei refusi qua e là bisogna tenere presente che stiamo parlando di un romanzo lungo, complesso e per di più auto pubblicato. L’incredibile numero di personaggi richiede una buona dose di concentrazione da parte del lettore per poter seguire proficuamente le vicende, elemento tuttavia tipico di romanzi caratterizzati da fitti intrecci relazionali. L’unico appunto che mi sento di fare all’autrice riguarda la sinossi: non rende merito alla storia come dovrebbe. Per gli amanti del genere, senza dubbio da leggere.

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Recensione di “Tentazioni” di Argeta Brozi

 


copertina-argeta.jpgTitolo: “Tentazioni”

Autrice: Argeta Brozi

Casa Editrice: Newton Compton Editori

Genere: Contemporary Romance

Numero Pagine: 384

Costo versione e-book: 3.99euro

Link per l’acquisto: http://amzn.to/1rA3xav

 

SINOSSI: Ylenia ha venticinque anni ed è già profondamente delusa dagli uomini. Non crede più nell’amore e non ha alcuna fiducia nel genere maschile. Proprio per questo decide insieme alla sua amica Laura di prendersi una rivincita: sedurre i fidanzati delle ragazze che si rivolgono a lei per mettere alla prova la fedeltà dei loro uomini. Comincia tutto come un gioco eccitante, condito da un pizzico di pericolo e spregiudicatezza, ma Ylenia non tarda a rendersi conto che chi scherza col fuoco rischia di bruciarsi… E poi c’è Brian. Un incontro casuale, praticamente amore a prima vista. Ylenia tenta con tutte le proprie forze di ignorare i suoi sentimenti, per evitare l’ennesima delusione, ma l’attrazione è tale che non riesce a resistergli. E proprio quando le sue difese cominciano ad abbassarsi, anche lui, come tutti gli altri, si rivela un ragazzo da cui è meglio stare alla larga. Ylenia è a pezzi, ma c’è ancora un sogno a tenerla viva, ad aiutarla a continuare a sperare: New York…

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RECENSIONE: UN AMORE COME POCHI

Ho amato e odiato questo libro, o meglio dire la sua protagonista: Ylenia. In principio la storia mi è apparsa surreale e sconnessa dalla realtà, un racconto per adolescenti interpretato da “attori” troppo cresciuti, il manifesto poco lusinghiero di una generazione senza ambizioni bloccata al tempo del liceo alla ricerca di un fantomatico amore utopistico ed irraggiungibile. Pagina dopo pagina, viene sviscerata la complicata e logorroica psiche femminile, fatta di assurdi stereotipi e di profonde insicurezze. Ylenia parla di storie disastrose che le hanno fatto perdere fiducia negli uomini e nell’amore, basandosi su esperienze profondamente superficiali. Una vita che arranca e un desiderio di vendetta ingiustificabile per una ragazza che in realtà avrebbe molto di cui essere felice: amiche che le vogliono bene, una famiglia amorevole e volendo anche l’amore, che tuttavia lei rifugge come la peste. La sua apatia viene scossa da una bizzarra iniziativa della sua migliore amica, che la supplica di sedurre il suo ragazzo per avere la prova del sincero amore di quest’ultimo. La trappola delle due amiche ha inspiegabilmente successo e dà il via a quella che diventerà un’attività. La storia subisce quindi una svolta inaspettata che porterà la protagonista a lasciare il suo nido, la tanto amata Roma, per approdare nella grandiosa New York. Nella Grande Mela una ventata di novità e felicità inimmaginabili la spingeranno finalmente a crescere e lasciare così spazio all’amore.

Un romanzo complesso e articolato, un viaggio nella mente di una giovane ragazza figlia di una modernità che sembra darle poche opportunità, al punto da renderla un’eterna ragazzina. Un libro che ho letto con piacere e che non ha mancato di divertirmi e di farmi sognare. Devo tuttavia ammettere che ciò che mi ha colpito di più al punto da farmi commuovere sono stati i ringraziamenti dell’autrice, una vera e propria storia nella storia: poche pagine che descrivono una passione difficile e complicata, un progetto che nasce e cresce nell’arco di diversi anni, un sogno impossibile che diventa realtà grazie al supporto di tante persone che hanno visto nell’autrice qualcosa in più di una semplice ragazzina che sogna di fare la scrittrice, non rendendo vani la sua passione, il suo impegno ed il coraggio di esporsi in un mondo critico povero di belle parole che vive d’invidia.

Quelle di Argeta e Ylenia sono due storie a lieto fine in una, che mi danno la speranza di credere che anch’io forse un giorno potrò trovare il mio posto nel mondo della letteratura come è accaduto all’autrice di questo libro.

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Recensione di “Ti guardo da quassù” di Elena Sinigaglia

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Titolo: "Ti guardo da quassù"
Autrice: Elena Sinigaglia
Casa Editrice: Self-publishing
Genere: Rosa
Numero Pagine: 220
Costo versione e-book: 2.99euro
Link per l'acquisto: 
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SINOSSI: Ginny sedeva al suo tavolo preferito bevendo latte macchiato. Aspettava le amiche di una vita per una serata fatta di pettegolezzi e risate spensierate. Il telefono prese a squillare e il suo mondo si ritrovò, d’un tratto, in bilico sul bordo di un baratro. Caroline, la ragazza con cui aveva condiviso tutto fin dai primi mesi di vita, giaceva immobile sull’asfalto con i capelli sporchi di sangue. Un pirata della strada l’aveva strappata alla vita e alle braccia delle sue amiche. 
Da quel giorno per Ginny, nulla fu più lo stesso. I sorrisi avevano lasciato posto ai tormenti e i sogni erano stati sostituiti dal dolore. Ginevra si era chiusa nella sua bolla dove i ricordi erano banditi e il passato dimenticato, ma qualcosa o qualcuno l’avrebbero costretta ad affrontarli. 
Ian, con la sua schiettezza disarmante, cercherà di far tremare il suo mondo inventato, facendole scoprire il potere di un bacio e di un abbraccio. 

“La testa le diceva di scappare da quei disarmanti occhi blu, ma il cuore scelse di seguire un’altra via.” 

Un’emozionante storia che racconta come l’amore può curare le crepe di un’anima ferita.

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RECENSIONE: AMORE, AMICIZIA & UTOPIA

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La dolce ed elegante copertina di questo romanzo mi ha colpita e spinta alla lettura, una scelta superficiale che tuttavia non mi pento di aver preso. Quella di Ginny è una storia molto ben strutturata, che racconta la vita della protagonista in tutti i suoi dettagli più o meno imprevedibili. Un romanzo che a tratti fa bene al cuore, ma che riprende troppo gli stereotipi tipici dei romanzi rosa, i quali hanno la colpa di creare false ed allucinanti aspettative sull’amore e sull’amicizia. Una ragazza bellissima, introversa e solitaria che cerca di scappare da un mondo che non la vuole lasciar fuggire. Un rampante ed avvenente uomo di successo, insensibile ed inarrivabile che improvvisamente abbandona tutte le difese e si innamora pazzamente di lei. Il tutto inserito in una realtà a tratti complicata, fatta di dolore e di sofferenza. Ho trovato spesso detestabile la piccola Ginny, ingrata ed incurante delle attenzioni degli altri. Nel mondo reale difficilmente esistono uomini così profondi, ingegnosi e perfetti da star dietro ai patimenti di una ragazza tanto complicata, come risulta del resto un po’ improbabile la doppia coppia creatasi tra la sorella di Ginny ed il collega di Ian. Appaiono irrealistici i luoghi di lavoro così cordiali ed ospitali in cui tutti riescono a fare quello che da sempre avrebbero voluto. Un romanzo nel complesso molto naif che descrive amore ed amicizia in maniera semplicistica ed utopistica. Non mi pento di averlo letto, a volte è bello sognare che nella vita esista sempre e comunque un lieto fine.

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Recensione di “Il peccato porta il tuo nome” di Maria Luisa Moro

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Titolo: "Il peccato porta il tuo nome"
Autrice: Maria Luisa Moro
Casa Editrice: Self-publishing
Genere: Dark Romance
Numero Pagine: 97
Costo versione e-book: 1.81euro
Link per l'acquisto: http://amzn.to/1Wjj1fs
Blog Autrice: http://scrittricemarialuisamoro.blogspot.it

SINOSSI: Marta, studentessa neo diplomata, incontra casualmente un’aitante guardia forestale ed é passione cieca a prima vista. Però, fin dall’inizio, la relazione che instaura non la rende felice. Segnali d’allarme, che cerca di tacitare, la rodono dentro suo malgrado suscitandole ansia e disagio. Ma neanche nei suoi incubi peggiori, la giovane Marta potrebbe immaginare quale realtà si celi dietro l’uomo da cui si sente, a scapito di tutto, follemente attratta.

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RECENSIONE: ACCATTIVANTE

Ho scoperto per caso questa prolifica autrice e ne sono veramente entusiasta: Maria Luisa Moro riesce ad usare le parole per descrivere i complessi meccanismi della mente umana e a dar voce alle emozioni per quanto siano ambigue ed ambivalenti. Un noir che ti rapisce dall’inizio alla fine, che diventa così vivido e realistico nella mente da sembrare più un film che un libro, visti i generosi dettagli descrittivi e psicologico-emozionali che l’autrice ci offre. Una lettura che consiglio assolutamente, con un finale chiaro e definito. Nonostante non sia mai scattata da parte mia una vera e propria empatia per nessuno dei personaggi, devo ammettere che non è colpa del romanzo in sé ma probabilmente dal mio stato d’animo al momento della lettura. Una storia godibile con contenuti forti e promiscui celati dal perbenismo di una piccola città di provincia.

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