Recensione di COME SCRIVERE UN THRILLER DI SUCCESSO un romanzo di Andrea Del Castello

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Titolo: Come scrivere un 
thriller di successo 
Autore: Andrea Del Castello
Casa Editrice: Lupi editore
Genere: Manuale sulla scrittura di genere 
Numero Pagine: 145
Versione e-book: 2,99 €
Versione cartacea:8,50 €
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La scrittura al pari della pittura, della musica e della recitazione è una forma d’arte. Come lo stesso Romano De Marco ribadisce nella sua sintetica ma esaustiva prefazione, sono in molti a snobbare una formazione specifica e a trovare bizzarri corsi o manuali di scrittura creativa o di genere.  L’abilità nella scrittura è considerata infatti da molti assodata e si arriva a pensare che quello che conta dopotutto sia solo la fantasia o il talento.

“Il talento naturale è come la forza di un atleta. Si può nascere con maggiori o minori capacità, però nessuno diventa un atleta perché è nato alto o forte o veloce. A fare l’atleta, o l’artista, è il lavoro, il mestiere e la tecnica. L’intelligenza con cui nasci è solo una dotazione di munizioni. Per riuscire a farci qualcosa è necessario trasformare la tua mente in un’arma di precisione.» 

Come tuttavia esprime Zafròn in maniera incisiva  in questo estratto del romanzo “Il gioco dell’angelo”, l’ illusione della fiamma divina della scrittura che tocca i soli prescelti non arderà a lungo dopo aver fatto anche solo i primi passi nella foltissima giungla delle parole stampate, dell’editoria e della spietata concorrenza. Alla luce di tutto questo ho trovato molto interessante il vademecum scritto da Andrea del Castello. Denso di contenuti utili a chi si cimenta nella stesura di un giallo, ma in qualche maniera anche della stesura in generale di qualunque storia. Rassicurante la conoscenza letteraria dell’autore che in poche parole dimostra una valente competenza della materia trattata. Un valido strumento, che non può sostituire un corso, ma che può essere di supporto per fare la quadra delle cose veramente importanti del dietro le quinte della nascita di un romanzo, che non è semplicemente il getto a cuore libero di un pensiero o una vicenda ma un lavoro di tessitura minuzioso e impegnativo. 

Il gioco dell’angelo un romanzo di Carlos Ruiz Zafón

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Una torta quasi perfetta

A prescindere dalla storia in sé stessa credo che Zafron abbia un modo unico e coinvolgente di dipingere con le parole. Non avevo idea che “Il gioco dell’angelo” fosse il volume centrale di una trilogia e devo dire che non si nota affatto durante la lettura. Il romanzo inizia con una narrazione pratica, pragmatica e verosimile della vita dello scrittore David Martin per poi introdurre capitolo dopo capitolo elementi gotici, horror e surreali, facendomi pensare a una versione moderna e positiva di Dorian Gray. Magari non tutti potranno concordare con il mio parallelismo ma per stessa ammissione di David “Ogni libro ha un’anima. L’anima di chi lo ha scritto…” va da sé quindi che Zafron ha sostituito il decadente desiderio dell’eterna bellezza a qualunque costo con ambizioni differenti. L’impalcatura narrativa è molto complessa (direi eccessivamente complessa per il modo in cui si sviluppa la storia), i personaggi sono pochi e molto ben descritti, ma paradossalmente superficiali su un piano piscologico ed emotivo tanto da suscitare di rado simpatie o affezionamento. Questo tuttavia può dipendere dall’anafettività egoistica del narratore protagonista che nel romanzo avrà un evoluzione in tal senso. Nel racconto spicca l’amore, i tradimenti, le delusioni, i repentini ribaltamenti di situazioni tragiche, gli intrighi misteriosi, i complotti e persino lo zampino del diavolo in persona, benché mai se ne parlerà apertamente. Vi è davvero tantissima carne al fuoco, condita con frasi d’effetto, filosofia e location davvero suggestive, descritte talmente bene da essere realmente visive. Al momento tuttavia di tirare le fila la storia prende una piega a mio avviso troppo surreale lungi dal trovare una quadra verosimile. Per una scrittura così puntale e precisa mi sarei aspettata un epilogo altrettanto puntiglioso e coerente, in parole povere una risoluzione del caso alla Sherlock Holmes, in cui tutto trova la sua ragion d’essere, cosa che assolutamente non succede grazie al jolly del mistico. Nel complesso è stata una lettura piacevole ma devo ammettere che c’è una certa delusione in relazione agli elementi sopracitati, come una torta preparata con ingredienti di qualità seguendo passo dopo passo la ricetta migliore per trovarla alla fine un po’ bruciacchiata sul fondo.

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Lucky 77 e altri racconti di Simone Draghetti

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Titolo: Lucky 77 e altri racconti

Autore: Simone Draghetti

Casa Editrice: Linee infinite

Genere: Horror

Numero Pagine: 264

Costo versione cartacea: 10,80 euro

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Una raccolta di racconti è un mosaico variopinto di storie che in poche parole deve riuscire a colpire il lettore. Tendenzialmente quello che lega una storia all’altra è un tema o un filo conduttore di fondo, mentre i personaggi e le cornici cambiano.In Lucky 77 e altri racconti il filo è il lato oscuro dell’umanità, tra demoni, incubi e menzogne. Forte l’impatto del grande maestro dell’horror Stephen King, che per stessa ammissione dell’autore è per lui fonte d’ispirazione. Le storie di Draghetti sono crude e pregne di una cruenza a volte fisica ma più sovente psicologica. Non mancano tematiche ricorrenti, come l’aspra critica contro la società moderna, il suo cinismo, la sua anaffettività e indifferenza.

“Le emozioni vengono sostituite dai beni di consumo e tutto scompare. Nei secoli passati gli esseri umani si affidavano ai sensi per godere la vita… La società moderna, corrotta fino al midollo, ha distrutto questo stile di vita. I sensi, le emozioni le sensazioni sono gradualmente sparite ed al loro posto gli uomini si nutrono di futile paccottiglia tecnologica che ci viene imposta attraverso la società. I nuovi Dei del nuovo millennio” – da L’oscura eternità

La sostituzione delle priorità nella vita, che marciano verso la ricchezza, il potere, l’illusorio benessere e il piacere perverso di schiacciare, umiliare e persino distruggere gli altri. In un mondo così sterile da apparire come “... un alveare umano che tutti i giorni brulica di persone indaffarate a guadagnare sempre di più, obnubilate ed accecate dal denaro e da tutto quello che esso comporta.” – da Mostri di Periferia

In questa realtà gentilezza e sensibilità sono debolezze nella lotta all’ultimo sangue per la sopravvivenza, è necessario spiccare ed innalzarsi dalla mediocrità con qualunque mezzo.

“Mauro amava quello sport, era la ragione per cui si era iscritto al club. Cacciare gli conferiva un senso di supremazia, un senso di onnipotenza che con altre discipline non avrebbe provato… Mauro si avvicinò alla preda, la guardò negli occhi. Poi puntò la Beretta alla testa e fece fuoco. In breve la donna di colore smise di tremare.” da I cacciatori

Le storie nel complesso sono ben scritte ed è evidente che l’autore ha esperienza nel settore editoriale, tuttavia sono spesso presenti troppe parti raccontate e non mostrate, non vi è un giusto bilanciamento dello show don’t tell. Per questo motivo molti racconti sono meno coinvolgenti di quello che potrebbero essere, un vero peccato visto che Draghetti osa e presenta vicende originali, attuali e mai scontate.

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Sulle ali del sogno un romanzo di Domenico Del Coco

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Titolo: Sulle ali del sogno
Autore: Domenico Del Coco
Casa Editrice: LFAPublisher
Genere: Fiaba per bambini
Numero Pagine: 100
Costo versione cartacea: 11,48euro
Link per l'acquisto: http://amzn.to/2zIK5jS

 

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SINOSSI: Arnor, figlio di un brigante, nato e cresciuto in un castello medioevale circondato da una foresta carica di magia, è un ragazzino curioso e cauto, che si muove senza timore tra creature fatate e i pericoli di una natura incontaminata e selvaggia. Sarà la forte amicizia con Grethe, figlia del capobrigante rivale a portare la pace, tranquillità e serenità nella foresta facendo appianare i contrasti che da lungo tempo dividevano le due bandi rivali. Con un racconto fantastico pieno di dolcezza e tenerezza Domenico Del Coco ci parla di valori come la solidarietà, l’amicizia, l’amore per la natura e il rispetto nei confronti dei genitori disegnando il ritratto di un bambino diverso da tutti gli altri. Età di lettura: da 10 anni.

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LA MAGIA DEL SOGNO

Un nuovo genere per il poliedrico autore Domenico del Coco, quello della fiaba. In principio narrata oralmente e poi regina della carta stampata, la fiaba intrattiene grandi e piccoli da generazioni. Con le storie è possibile fuggire anche solo per un momento dalla dura realtà, sentendosi unici e speciali. Questo accade anche ai protagonisti di questo racconto,  Arnor e Grethe. L’autore riprende molti elementi dei racconti che amiamo e conosciamo facendoli propri. Capita dunque che spettatori del turbolento e contrastato amore dei protagonisti siano il “vento” parlante Eskil, gli alberi, gli animali, le fate, i nani, i folletti e le strigi. Centrale la perenne lotta tra il bene ed il male e la perversa natura belligerante dell’uomo in cerca di un perenne pretesto per giustificare la propria voglia di fare la guerra. Non manca nemmeno un inaspettato colpo di scena, che confonde le acque e rivela il vero senso del romanzo. D’effetto le illustrazioni di Pamela Invernizzi che hanno arricchito il romanzo con uno schizzo d’arte che aiuta l’immaginazione. 

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Nora un romanzo di Giacomo Ferraiuolo

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Titolo: Nora 
Autore: Giacomo Ferraiuolo
Casa Editrice: Dark Zone 
Genere: Horror 
Numero Pagine: 173
Costo versione e-book: 0,99 euro
Costo versione cartacea: 12,90 euro
Link per l'acquisto: http://amzn.to/2z5MfqU

 

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SINOSSI: Un omicidio irrisolto, una donna rinchiusa in un ospedale psichiatrico. Nora, prigioniera della sua stessa mente cerca di essere libera da un passato macchiato di sangue che non riesce a dimenticare. Troverà nell’infermiere Christian un amico fedele a cui confidare l’orrore celato nel profondo. Un orrore che striscia ancora tra le ombre della casa di Nora. Un orrore che cerca di uscire da quelle mura. Nessuno è più al sicuro. Lei li aveva avvisati. Sarà compito di Christian scoprire cosa c’è di vero nelle farneticazioni della donna e cosa è invece frutto della follia. Cos’è successo veramente a Nora in quella casa? È possibile conoscere fino in fondo chi ci sta attorno? Una storia di pazzia e dolore, di morte e paura, e che porterà a una verità ancora più cupa e terribile.

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LA VENDETTA DEI SENZA NOME …

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Afosa ed irrespirabile era l’aria che tirava in quel gretto paese campano. Un’estate torrida ed infernale in un luogo piatto e monotono dove non sarebbe mai successo nulla se non fosse stato per Nora, la vecchia pazza del quartiere, che tra urla, vaneggiamenti, strepitii ed azioni inconsulte regalava immancabilmente a sua insaputa spettacoli alle vicine pettegole e bigotte. La cultura dell’orrore che punta il dito giudice senza conoscere la verità, senza esserne mai paga. Questa volta accade tuttavia qualcosa di irreversibile a casa di Nora, che diventa teatro di un delitto. Sgomento, frenesia ed adrenalina scuotono gli animi delle comari che improvvisamente si spacciano per amiche di una donna che hanno in principio invidiato per la sua bellezza e poi disprezzato senza scrupolo alcuno. Inizia così il romanzo di Giacomo Ferraiuolo tra la banale e stantia quotidianità di paese, vecchi articoli di giornale ed una visione dell’animo umano deforme ed aberrante. Pagina dopo pagina logica e realismo lasciano spazio ad angoscia e paura che fino alla fine trascinano il lettore in vite distorte ed allucinate, in bilico tra il reale ed il surreale. Una lettura che consiglio agli amanti del genere, alcune parti sono forti e la grande abilità narrativa dell’autore le rende decisamente vive e realistiche.

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