Mamma o papà un film Riccardo Milani

GENITORI IMBARAZZANTI

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Ad una sola settimana dalla visione già non si ricordano i nomi e la trama si fa labile e sfocata. A dispetto di ciò la coppia Albanese/Cortellesi diverte e regala poco più di un’ora di relax. Un quadro tradizionale e contemporaneo del nostro paese che guarda avanti attaccato ai valori del passato, dove le donne arrancano tra figli e lavoro, gli uomini non crescono ed i bambini sono confusi e apatici, persi in un mondo virtuale solo loro. Forte è la denuncia contro il buonismo idiota che parla di divorzio morbido e di sacrifici che sovente pendono sulle spalle del “gentil sesso”, che a furia di essere disponibile vede la sua vita scorrere senza essere vissuta. Amara ed oggettiva la difficoltà di essere genitori, che spesso sembra tarpare le ali ai sogni ed a grandiosi progetti, come per contro l’essere figli di uomini e donne interrotti e non liberi di essere sé stessi. Dopo mirabolanti ed improbabili imprese per il non affido le trama raggiunge uno sfavillante epilogo in cui a vincere è niente di meno che l’amore.

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Utilità collaterale

Nella vita bisogna avere un obiettivo importante da raggiungere, ma spesso siamo confusi e ci poniamo le mete sbagliate. Lo capiamo che non sono giuste perché ci sentiamo soli anche con chi ci vuole bene, tristi arrabbiati e scoraggiati. A questo punto cosa fare ? Come trovare il nostro posto nel mondo ? La nostra strada. La gelosia che da sempre ha una connotazione negativa è anche un campanello d’allarme verso la nostra destinazione. Che comunque per essere raggiunta richiede, fiducia, dolore e sacrificio, al di là di ogni comprensione.

Nora P.

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Psiche infida

La mente è un labirinto, un gioco di specchi, ombre e percezioni. Ti fa credere cose per proteggerti con il minimo sforzo e sacrificio. Può ferirti, farti ammalare e arrivare a ucciderti. Può farti credere di essere un assassino innocente, un bugiardo coerente, un ladro onesto o un cuore diviso. In realtà è solo paura. Paura di cambiare, soffrire e faticare. Paura di arrivare dritti al cuore per scopre altri infiniti labirinti.

Nora P.

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Suicide Squad un film di David Ayer

L’AMORE VINCE SEMPRE

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Ambientato in una fantomatica realtà fumettistica, dopo la morte di Superman, l’umanità rischia grosso non avendo più un super eroe disposto a combattere i meta umani. La spietata Amanda Waller decide così di attuare un folle e contorto piano per salvare l’umanità, creare una squadra speciale composta dai super cattivi del pianeta. Simile per certi versi all’idea che si cela dietro ad Avengers, in Suicide Squad il male in qualche modo diventa il bene, mostrando che luce ed ombra sono sempre e comunque due facce della stessa medaglia. Notevole il cast, spicca in particolare Margot Robbie nel ruolo di Harley Quinn (buca lo schermo) e non delude il Joker di Jared Leto (restando tuttavia un personaggio secondario). Gli altri personaggi si confondono e si stenta a ricordarne i nomi, fatta eccezione per Killer Croc/Waylon Jones e per l’incantatrice, solamente per evidenti ragioni estetiche. Will Smith s’impegna ma non convince fino in fondo, portando con sé quella profonda aura da bravo ragazzo che stride con il ruolo di Deadshot. Nel complesso la trama è zoppicante, per non dire senza senso e lo svolgimento della missione appare surreale, simile ad un videogioco in cui viene attivato il trucco per accedere a munizioni illimitate. A dispetto di questo ho comunque trovato interessanti i flash back del folle amore tra Joker ed Harley Quinn, pare infatti che per quanto si possa essere pazzi e cattivi non si possa fuggire all’amore neanche volendolo.

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