Recensione di Gypsy

Gypsy è una serie televisiva statunitense creata da Lisa Rubin per Netflix. Racconta la storia della psicologa Jean Holloway, interpretata dalla brava e sensuale Naomi Watts. Ho trovato affascinante questa serie tv, benché in alcuni episodi sia un po’ lenta. La professione dello psicologo oggi sta trovando sempre più risalto pertanto è interessante vedere cosa si potrebbe nascondere dietro l’apparente velo di perfezione e sicurezza di questi professionisti. Jean è una donna di successo, il tipico modello femminile dell’epoca moderna: equilibrata, elegante, gentile, raffinata e indipendente, sposata con un rampante avvocato e madre di una bimba di nove anni. Come in qualunque famiglia vi sono delle difficoltà, il marito sembra essere molto dedito alla carriera, mentre la figlia Dolly soffre di deficit d’attenzione. Jean sembra comunque padrona di tutta la situazione e pare solo seccata dagli scarsi progressi dei suoi pazienti, che mediante il classico percorso d’analisi non riescono ad avere miglioramenti significativi. Motivata forse da questa frustrazione decide di adottare una seconda identità e incontrare in segreto i presunti responsabili del malessere dei suoi assistiti. L’incontro con la giovane e accattivante Sydney Pierce sarà la scintilla di una serie di eventi e l’espediente che manderà in frantumi la maschera di perfezione e controllo che Jean ha abilmente costruito. Lo consiglio, mi dispiace soltanto che sia stata prodotta una sola stagione.

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