
Titolo: L’erede del mago
Autore: Stefano Mancini
Casa Editrice: Linee infinite edizioni
Genere: Fantasy
Numero Pagine: 448 p.
Versione cartacea: 14,25

L’erede del mago è il primo romanzo che leggo di Stefano Mancini, prolifico scrittore fantasy. Nel nostro paese questo è un genere di nicchia molto sottovalutato che tuttavia richiede molto lavoro e passione. Vi è la necessità di creare da zero un mondo nuovo, badando bene a mantenere per tutto il tempo la coerenza interna della storia. In molti casi creare delle leggende primordiali, lingue e geografie. Dettagli importanti che l’autore non ha trascurato.
L’erede del mago è il primo capitolo di una trilogia e racconta la storia di un bizzarro gruppo d’avventurieri: un guerriero Bronwen, un elfo Athrwys, un nano Theroc e una ladra Ashe. Nel corso della storia il gruppo annetterà altri interessanti componenti che darò a chi legge il piacere di scoprire e conoscere. Ho apprezzato molto lo stile narrativo di Mancini, diretto e scorrevole, indispensabile per affrontare una lettura di quasi 500 pagine. La trama nel complesso incuriosisce benché segua il filone più classico del fantasy: duelli epici, rivalità di razza e magici manufatti ancestrali. Poetica e accattivante la capacità dell’autore di descrivere minuziosamente gli ambienti, dettagliate le scene di movimento e combattimento, numerose nel corso del primo volume.
L’unico contro per mio gusto personale è l’assenza totale dei un filone sentimentale che in un’epopea del genere avrebbe a mio avviso caricato di tensione e aspettativa, a discapito magari di alcune battaglie che seppur descritte molto bene alla lunga appaiono ridondanti e ripetitive. Se da un lato i personaggi sono ben caratterizzati dall’altro appaiono al lettore come dei bambini troppo cresciuti che non hanno mai sperimentato l’amore. Visto il titolo mi sarei aspettata una maggiore centralità della magia e del mago, che entra in gioco solo verso la fine in maniera molto marginale. Trattandosi tuttavia di una saga, questi aspetti potrebbero essere protagonisti nei capitoli successivi.
Nel complesso ritengo che quello di Mancini e del suo editore sia un lavoro incredibile, ho apprezzato moltissimo la grafica e le illustrazioni di copertina ad opera di Corrado Vanelli, capace come lo stesso Mancini nella sua narrazione di dare un volto concreto ai personaggi in linea con quello dipinto dalla mia mente.