L’alienista

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L’alienista (The Alienist) è una serie televisiva statunitense basata sul romanzo omonimo di Caleb Carr. Veniamo così introdotti nella gretta, perbenista e laccata New York dei primi del novecento, che ricorda molto le tinte fosche e cupe delle strade Londinesi già dipinte molto bene da Arthur Conan Doyle. Sotto i completi eleganti e i modi raffinati, si nota subito che si cela il torbido e una strisciante omertà che arriva nelle strade periferiche in cui la vita umana perde di valore e significato e chiunque diventa facile preda di chi ha denaro e potere. In questo clima oscurantista e corrotto il Dr. Laszlo Kreisler sembra essere una voce fuori dal coro, determinato nella sua battaglia a ricercare la verità e le ragioni sottese dietro alla stessa tinte dalle più aberranti azioni umane. Assistiamo così alle prime pionieristiche indagini basate sull’analisi psicologica e alla collaborazione di un’improbabile squadra di detective, tra cui la tenace e imperscrutabile Mrs Howard prima assistente donna del comandante della polizia e l’avvenente e aristocratico John Moore, disegnatore del Times. Tra immagini grottesche e ricostruzioni peculiari degli ambienti, ci troviamo così sulle tracce di un terribile serial killer, che ha preso di mira i giovani “monelli” della città. Ho trovato la serie molto trascinante, esaurendone la visione in pochissimo tempo. Nell’Alienista ricoprono ruolo di primo piano figure che richiamano perversioni scabrose tutt’oggi. Bambini offerti come prostituti, che improvvisamente iniziano ad essere assassinati. Le tematiche sono dunque d’impatto e molto delicate. Gli attori sono molto bravi, tuttavia l’evoluzione delle indagini diventa poco plausibile nel corso degli ultimi episodi e la forzata austerità dei protagonisti rende la serie un po’ scontata e sul finale inconcludente. 

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