

L’ombra del vento è probabilmente il testo più noto di Zafon, la storia tuttavia non mi ha appassionata come avrei voluto. I personaggi per quanto ben descritti non mi hanno conquistato. La trama è abbastanza contorta e le coincidenze che fanno un pò da “fil rouge” tra passato e presente sono il più delle volte forzose e intuibili. Ho trovato il testo noioso fino al giro di boa, mi ricordava fin troppo altri libri che ho letto dello stesso autore. Quando la storia si è concentrata sul passato in modo chiaro è diventata invece più appassionante. Spesso Zafon mette nei suoi testi scrittori irrisolti o esseri mostruosi che non sempre sono malvagi, il che va nella direzione di creare personaggi complessi, in cui la distinzione tra buono e malvagio diventa labile. I suoi soggetti sono sempre veri e vitali, paradossalmente ho notato un’attenzione particolare a quelli secondari. In questo romanzo ho amato il disvelamento del personaggio di Julián Carax, quello di Nuria e di suo marito. Ho trovato forzosa invece la storia parallela con Beatriz poichè Daniel appare un pò volubile e troppo sensibile alle grazie femminili. Devo inoltre dire che finalmente l’epilogo non è fumoso o struggente ma porta con sè speranza, mi sono commossa, il che penso sia il complimento più sincero da fare a uno scrittore.
