Recensione Vampyria: La Corte delle Tenebre

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Il romanzo Vampyria: La Corte delle Tenebre è un romanzo fantasy per ragazzi scritto da Victor Dixen. Racconta la storia di una giovane del popolo che vive in una realtà alternativa alla nostra, in cui la monarchia francese non è mai caduta e il Re Sole, grazie a pratiche mediche occulte, è riuscito a diventare immortale. Questa condizione, però, ha un prezzo: il vampirismo. La corte di Francia e anche gli altri paesi, esclusa l’America, vivono sotto il giogo infernale di questo tiranno che si fa chiamare l’Immutabile. Il popolo, i cui membri sono noti come “servi del sangue”, di cui Jeanne fa parte, è costretto a sottostare a regole assurde: oltre al loro lavoro, ogni cittadino deve versare ogni mese la sua decima in sangue, non può lasciare il proprio villaggio e deve rispettare il coprifuoco notturno. In caso contrario, la pena è sempre la morte. Jeanne ha una vita relativamente tranquilla a Rovo dei Ratti, una terra desolata lontana da Versailles. Improvvisamente, però, l’idillio si infrange con l’arrivo degli inquisitori del re, che uccidono brutalmente la sua famiglia. In questo frangente, la ragazza scopre che i suoi genitori erano dei ribelli facenti parte di un’organizzazione chiamata La Fronda, che in segreto ordisce piani per sovvertire il regime dell’Immutabile. Il romanzo di Victor Dixen mi ha molto colpito. La trama, nel complesso, è ben articolata e originale. La protagonista non mi sta particolarmente simpatica, ma del resto incarna la perfetta adolescente. Il mondo in cui si muove è terrificante, ma per certi aspetti affascinante e intrigante. Ho trovato elementi senza una spiegazione coerente, come ad esempio gli uomini violino o le spade vampiriche. Posso concepire la trasmutazione su esseri viventi, piante o animali, ma su oggetti inanimati non mi suona benissimo. Ho apprezzato molto l’epilogo e i diversi colpi di scena della storia. Benché non sia un mistero che si tratti di una saga, almeno le vicende del primo romanzo sono auto-conclusive. L’unico dispiacere è che i successivi capitoli non sono ancora stati tradotti in italiano.