A TU PER TU CON L’AUTORE – LA PAROLA A ELENA ROSE

Con questo articolo vado a presentare a tutti voi una nuova sezione del blog:  

“A TU PER TU CON L’AUTORE”

Per inaugurarla ho scelto di intervistare Elena Rose che con il suo “TI GUARDO DA QUASSÙ mi ha molto colpita.

Il bello di leggere un esordiente infatti è la possibilità di poter parlare con lui. Di conoscere le emozioni che hanno mosso la sua penna e hanno dato vita ad una nuova storia da conoscere e vivere. Mi sembra quindi giusto dare la parola alla nostra autrice e comprendere cosa per lei è ed è stato scrivere questo libro.

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  • Una domanda un po’ banale e scontata, da quando covi dentro di te il desiderio di scrivere?

Leggo da quando sono piccolina, ma scrivere è una cosa nata negli ultimi anni. Amo così tanto le emozioni che mi danno i libri che ho provato a scriverne uno di mio.

  • Ti andrebbe di raccontare ai lettori qualcosa di te per poterti conoscere meglio

Certo! Ho 22 anni e sono dipendente dai libri. Amo leggere, scrivere e gestire il mio piccolo blog. Mi piace scattare foto e uscire a camminare all’aria aperta. Odio il lunedì e i broccoli.

  •  Elena Rose, un nome decisamente evocativo che credo sia per scelta un nome d’arte. Cosa ti ha spinto ad usarlo e come mai hai scelto proprio questo nome?

Ho scelto questo pseudonimo perché adoro le rose e l’eleganza che trasmettono. Mi piace pensare che i miei libri siano delicati come questo fiore, o almeno lo spero.

  •  “Ti guardo da quassù” è il tuo primo romanzo?

Sì, il mio primo esperimento.

  • Nel libro vengono toccate tantissime tematiche di grande attualità come la depressione, un male subdolo ed insidioso che ancora oggi crea sgomento e paura anche solo a nominarlo. Parli di una tua personale esperienza o è solo frutto di immaginazione?

Fortunatamente, è tutto inventato. Non so come mi sarei comportata al posto di Ginny, forse come lei mi sarei chiusa a riccio aspettando il momento giusto per uscire.

  • Un tema silentemente strisciante e centrale del romanzo è la prematura perdita di una persona cara, un’amica in particolare. La triste narrazione di una vita interrotta sul più bello. Come ti è venuta questa idea, il tuo scrivere è stato un modo per esorcizzare un dolore personale, un omaggio a qualcuno a cui voluto bene che ora non c’è più?

No, ancora una volta è frutto della mia immaginazione. Mi ritengo molto fortunata a non aver subito lutti importanti. Il messaggio che volevo dare è quello di continuare a sperare, anche dopo le più grandi disgrazie e credo che il tema lo possa trasmettere.

  • Ho apprezzato molto la descrizione del rapporto tra le sorelle protagoniste, immagino che per essere descritto così bene ci deve essere molto della tua esperienza in questo, sbaglio?

Assolutamente. Sono molto legata alla mia famiglia. Il rapporto tra sorelle è uno dei cardini della mia vita e ho voluto riportarlo anche nella storia del mio libro.

  • Londra, la città teatro dell’evento. Posso capire cosa ti ha spinto ad ambientare la tua storia in un paese estero essendo tu un’autrice italiana?

Londra si è presa un pezzo del mio cuore durante un viaggio che ho fatto quasi due anni fa. È così suggestiva ed emozionante, che ho voluto sceglierla come ambientazione per la mia storia. Londra è magica.

  • “Ti guardo da quassù” ha come altro elemento chiave l’amore e la sua forza, rappresentato molto bene dal viscerale rapporto tra Ginny e Ian. Cosa pensi dell’amore, credi davvero possa aiutare a superare tutto o può essere una debolezza che ci rende più fragili come teme Ginny?

Per come la vedo io l’amore è forza allo stato puro. La stessa che ti fa toccare il cielo con un dito e che subito dopo può sbatterti a terra. L’amore può fare male ma non per questo dobbiamo rinunciarci. È un sentimento da vivere e basta.

  •  Nel libro parli della gelosia come di un sentimento positivo, credi davvero che lo sia e che sia indispensabile in un rapporto?

A livelli gestibili sì. Non parlo della gelosia morbosa o asfissiante. Parlo di quella che ti fa sentire importanti e speciali. La gelosia buona esiste e ci aiuta a far capire quanto contiamo per una persona.

  •  Ti rivedi nella protagonista del tuo romanzo?

Sì, sono testarda come Ginny e anche un po’ solitaria quando ne ho bisogno.

  • La copertina del tuo libro è molto bella e ad effetto, da chi è stata realizzata?

È una foto scattata da me. Io e la mia sorellina l’abbiamo ideata e realizzata. Mi piace anche per il lavoro che abbiamo fatto io e lei assieme. È bello sapere che è una nostra creazione.

  • Nuovi progetti per il futuro?

Sicuramente altri romanzi e, perché no, una serie fantasy.

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Ringrazio la misteriosa Elena Rose per la sua pazienza e per aver sopportato e supportato la mia vivida curiosità. Ammetto che dopo quest’intervista sono ancora più entusiasta di aver letto TI GUARDO DA QUASSÙ e di aver scoperto i misteri che si celano dietro la storia che rendono questo romanzo ancora più speciale. Auguro alla giovane autrice Elena Rose di continuare a scrivere e di cimentarsi in altri generi.

E voi? Quando comincerete a leggere questo romanzo? 

Recensione di “Ti guardo da quassù” di Elena Sinigaglia

Ti guardo da quassù - Cover

Titolo: "Ti guardo da quassù"
Autrice: Elena Sinigaglia
Casa Editrice: Self-publishing
Genere: Rosa
Numero Pagine: 220
Costo versione e-book: 2.99euro
Link per l'acquisto: 
http://amzn.to/1rE5WRA

SINOSSI: Ginny sedeva al suo tavolo preferito bevendo latte macchiato. Aspettava le amiche di una vita per una serata fatta di pettegolezzi e risate spensierate. Il telefono prese a squillare e il suo mondo si ritrovò, d’un tratto, in bilico sul bordo di un baratro. Caroline, la ragazza con cui aveva condiviso tutto fin dai primi mesi di vita, giaceva immobile sull’asfalto con i capelli sporchi di sangue. Un pirata della strada l’aveva strappata alla vita e alle braccia delle sue amiche. 
Da quel giorno per Ginny, nulla fu più lo stesso. I sorrisi avevano lasciato posto ai tormenti e i sogni erano stati sostituiti dal dolore. Ginevra si era chiusa nella sua bolla dove i ricordi erano banditi e il passato dimenticato, ma qualcosa o qualcuno l’avrebbero costretta ad affrontarli. 
Ian, con la sua schiettezza disarmante, cercherà di far tremare il suo mondo inventato, facendole scoprire il potere di un bacio e di un abbraccio. 

“La testa le diceva di scappare da quei disarmanti occhi blu, ma il cuore scelse di seguire un’altra via.” 

Un’emozionante storia che racconta come l’amore può curare le crepe di un’anima ferita.

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RECENSIONEAMORE, AMICIZIA & UTOPIA

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La dolce ed elegante copertina di questo romanzo mi ha colpita e spinta alla lettura, una scelta superficiale che tuttavia non mi pento di aver preso. Quella di Ginny è una storia molto ben strutturata, che racconta la vita della protagonista in tutti i suoi dettagli più o meno imprevedibili. Un romanzo che a tratti fa bene al cuore, ma che riprende troppo gli stereotipi tipici dei romanzi rosa, i quali hanno la colpa di creare false ed allucinanti aspettative sull’amore e sull’amicizia. Una ragazza bellissima, introversa e solitaria che cerca di scappare da un mondo che non la vuole lasciar fuggire. Un rampante ed avvenente uomo di successo, insensibile ed inarrivabile che improvvisamente abbandona tutte le difese e si innamora pazzamente di lei. Il tutto inserito in una realtà a tratti complicata, fatta di dolore e di sofferenza. Ho trovato spesso detestabile la piccola Ginny, ingrata ed incurante delle attenzioni degli altri. Nel mondo reale difficilmente esistono uomini così profondi, ingegnosi e perfetti da star dietro ai patimenti di una ragazza tanto complicata, come risulta del resto un po’ improbabile la doppia coppia creatasi tra la sorella di Ginny ed il collega di Ian. Appaiono irrealistici i luoghi di lavoro così cordiali ed ospitali in cui tutti riescono a fare quello che da sempre avrebbero voluto. Un romanzo nel complesso molto naif che descrive amore ed amicizia in maniera semplicistica ed utopistica. Non mi pento di averlo letto, a volte è bello sognare che nella vita esista sempre e comunque un lieto fine.

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