The 100 (settima stagione)

La serie di Jason Rothenberg giunge al suo epilogo. Sono rimasta piacevolmente colpita da come il regista ha finalmente chiuso il cerchio, non era scontato e seppure permangono elementi surreali ho trovato la settima stagione interessante e avvincente. Il cast si è notevolmente sfoltito e alcuni personaggi hanno avuto un’evoluzione positiva. In questa stagione troveremo una realtà che richiama quella descritta da Orwell in 1984, dove i sentimenti e l’attaccamento vengono aborrati in nome di una fede cieca verso il pastrore, in un sistema in cui non esiste più la famiglia considerata covo d’amore egoistico. A dispetto dei personaggi troppo spesso eccessivamente brillanti da risulatare in alcuni momenti caricaturali (Clarke Griffin) sono stati sviluppati scenari interessanti che indagano la natura agressiva e parassitaria del genere umano, alla perenne ricerca del potere e di qualunque sistema, anche il più aberrante, per sopravivvere. Una serie che ho apprezzato e che sicuramente consiglio agli amanti del genere.

The 100 una serie di Jason Rothenberg

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The 100 è una serie fantascientifica statunitense strutturata in 5 stagioni (3 delle quali disponibili sulla piattaforma Netflix). La serie racconta le vicende della popolazione terrestre dopo un disastro atomico. Gli esseri umani per sopravvivere e salvare la specie sono costretti a lasciare il pianeta e a vivere nello spazio, su una base orbitante chiamata Arca. Le cose dopo quasi 100 anni dalla dipartita dalla Terra non vanno bene. Vige un regime spietato che punisce con la morte tutti i crimini dopo i 18 anni e le decisioni spettano a un tirannico consiglio ristretto. I problemi però sono più gravi di quelli che sembrano e il consiglio decide di rimandare sulla terra 100 giovani, per verificare se il pianeta è atto alla vita. Dopo un travagliato atterraggio i ragazzi approdano sul pianeta e qui dovranno organizzarsi per sopravvivere e superare numerose insidie. La serie, soprattutto nella prima stagione porta con sé moltissime perplessità, incongruenze, situazioni improbabili e salvataggi più mistici che plausibili. Con lo scorrere delle puntate tuttavia, vengono inserite delle idee brillanti e originali, che raggiungono il loro culmine nella terza stagione, nella guerra contro un terribile e inaspettato nemico. Affiancano i volti nuovi, attori con esperienza in campo di serie tv come Isaiah Washington, già protagonista in Grey’s Anatomy nel ruolo di Preston Burke e Henry Ian Cusack nel ruolo di Desmond in Lost. Nel complesso una serie che ho guardato con interesse benché una delle attrici principali, Eliza Taylor nel ruolo dell’antieroina Clarke Griffin, non mi abbia mai convinta o appassionata. Gradita la presenza seppur risicata di Zach McGowan (già visto in Black Sails). In attesa delle ultime due stagioni! 

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