Recensione L’acqua del lago non è mai dolce

Prima di scrivere questa recensione ho dovuto rifletterci. Non è un testo facile da digerire e la protagonista, non è riuscita a suscitare la mia simpatia. Tuttavia, questo non significa affatto che l’autrice non sia capace, anzi. La scrittura di Giulia Caminito è precisa e puntuale, anche se talvolta il lessico diventa un po’ roboante e complesso. All’inizio mi infastidiva la sua scelta di non usare gli articoli davanti ad alcuni nomi, ma col tempo ho iniziato a comprenderne l’effetto stilistico. Nel complesso trovo che la storia sia ben strutturata ma inconcludente, un risultato che, immagino, voglia riflettere la difficoltà di molti giovani della nostra epoca nel prendere decisioni o nell’emanciparsi davvero dalla propria famiglia, per quanto lo desiderino. L’atmosfera mi ha ricordato, in parte, La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano. Nel complesso pur non avendomi entusiasmato, non è comunque una brutta lettura, e credo che meriti i premi e le candidature che ha ottenuto per il suo forte contenuto drammatico e introspettivo.