Recensione Sei nell’anima

“Sei nell’anima” è una miniserie italiana che s’ispira alla vita della nota cantante Gianna Nannini. La regia è di Cinzia TH Torrini e la serie vede Letizia Toni interpretare il ruolo principale. Gianna, prima figlia di una famiglia benestante, è chiamata dalla musica sin dalla più tenera età. Nonostante la situazione economica privilegiata, la sua strada nella musica e nella vita sarà tutt’altro che facile. In principio osteggiata dal padre, che avrebbe voluto fare di lei una tennista, e successivamente dalle diverse vicissitudini e dal suo voler mantenersi fedele a sé stessa opponendosi a uno show business che la voleva più conforme ai canoni del periodo. Una vera ribelle e anticonformista, che però, a discapito del successo, ha pagato lo scotto di una vita spericolata. Una serie molto ben fatta che tratta temi interessanti e mette in luce la vita, benché romanzata, di molti personaggi reali. Il difetto principale della serie è la brevità e il taglio netto che c’è alla fine, come se gli anni successivi della cantante fossero irrilevanti e tutto termini come una sorta di fiaba. La serie mi ha anche portato a riflettere sul fatto che molti degli astri del panorama musicale hanno avuto la fortuna di sopravvivere ai loro eccessi e mi chiedo quanti prodighi meno fortunati non ce l’abbiano invece fatta. Questa riflessione per me è importante poiché c’è il rischio che quello della star che impone il suo modo di essere e se ne frega delle regole diventi un modello di vita. Tale stile, però, è un po’ come un terno al lotto: non è detto che funzioni per tutti, anzi, lo fa per pochissimi.