

Uglies è un film di fantascienza americano diretto dal regista Joseph McGinty Nichol, basato sull’omonimo romanzo di Scott Westerfeld. La storia è ambientata in un’apparente utopia del futuro, in cui l’umanità, dopo le guerre per le risorse energetiche, riesce a sviluppare un fiore capace di fornire energia illimitata e rinnovabile. Inoltre, grazie ai progressi tecnologici, ogni abitante ha diritto, al compimento dei sedici anni, a un intervento che lo rende perfetto dal punto di vista estetico. Il film, di per sé, non è realizzato male, ma la trama mi lascia con molte perplessità. Il monito di Scott Westerfeld è probabilmente quello di mettere in guardia contro una società troppo edonistica e sottolinea l’importanza del libero arbitrio e dell’autodeterminazione. Per quanto, idealmente, sia facile concordare con l’autore, per come è rappresentata la situazione nel film, in fin dei conti, mi trovo dalla parte della dottoressa Dr. Nyah Cabl che, a suo modo e con glamour, ha creato la pace nel mondo. L’estetica dei ‘pretty’ può essere discutibile, così come la loro scarsa emotività (già dilagante nella realtà contemporanea senza l’aiuto della chirurgia), ma una realtà senza angosce, malattie, invecchiamento, divari economici e sociali mi sembra comunque meravigliosa. Certo, qualche difetto ci sarà, ma si parte comunque da una buona base.
