Recensione La Ruota del Tempo

La Ruota del Tempo è una serie tv statunitense creata da Rafe Judkins e basata sul romanzo fantasy omonimo scritto da Robert Jordan e Brandon Sanderson. In sintesi si può dire che in un regno magico è prevista la venuta di una sorta di messia, il Drago Rinato, la cui anima ritorna al mondo in un moto perpetuo. Questo fantomatico drago ha il compito di sconfiggere una potente forza del male, il Tenebroso, oppure unirsi a lui e distruggere il mondo. Un antico ordine di potenti maghe, le Aes Sedai, cerca di contrastare il Tenebroso impedendo così che trovi per primo il drago. L’impalcatura narrrativa è abbastanza articolata, ma nei fatti ci troviamo davanti la primordiale dicodomia fra bene e male. Il cast è giovane e poco magnetico, in particolare l’interpretazione di Rand al’Thor (Josha Stradowsk) non mi ha convinta per nulla. L’unico personaggio che a mio avviso cattura l’attenzione e tiene attaccati allo schermo è quello dell’Aes Sedai Moiraine Damodred (Rosamund Pike) e in parte anche quella di Daniel Henney nel ruolo di Al’Lan Mandragoran. Punto d’eccellenza le magnifiche location, i costumi e gli effetti speciali. A differenza di altre serie fantasy molto più zoppicanti (si veda ad esempio la recensione di Tenebre e Ossa) questa è capace di suscitare interesse e curiosità sulle stagioni successive e sui romanzi da cui è tratta.