Non è un paese per single: Perché abbiamo ancora bisogno di credere nell’amore

Regia: Laura Chiossone
Produzione: Italia (Amazon MGM Studios e Italian International Film)
Durata: 108 minuti circa

Questo film mi ha resa particolarmente orgogliosa perché è un altro prodotto italiano che mi ha piacevolmente sorpresa.

Non è un paese per single è una commedia romantica, ma affronta l’amore in modo diverso rispetto a molte storie contemporanee.

Negli ultimi anni ho avuto spesso la sensazione che cinema e serie TV raccontassero la realizzazione personale come qualcosa che, per forza, va a ostacolare l’indipendenza individuale. Elisa, una delle protagoniste della storia, affronta la vita proprio in questo modo, benché sia comunque supportata da sua madre, sua sorella e sua figlia.

Faccio questa precisazione perché il mito della donna indipendente, che non deve chiedere mai, spesso trascura un aspetto fondamentale: il problema di oggi è che, talvolta, manca una rete di collaborazione e, per questo motivo, alcune persone, uomini o donne, si trovano sole. A forza di mitizzare l’indipendenza, del resto, era difficile immaginare una strada diversa.

Detto questo, molte produzioni evitano il romanticismo oppure lo trattano quasi come una pestilenza (basti pensare a Barbie). Non sto dicendo che le relazioni tossiche siano un mito, tutt’altro, ma penso che sia bello sognare e che abbiamo ancora bisogno di amore, di speranza e d’immaginazione.

Ultimamente, infatti, stanno tornando di moda storie dal sapore un po’ anni Novanta, basti pensare al successo di Off Campus. Questo film, inserendosi in un filone simile, mi ha restituito proprio quella sensazione. È una commedia leggera, ma che fa bene al cuore.

Inoltre, ho trovato il cast davvero molto bravo e convincente, con una recitazione, una regia e una sceneggiatura che non hanno nulla da invidiare alle commedie d’oltreoceano, senza cadere nelle classiche commediole all’italiana un po’ stampellate e volgarotte.