Recensione Serie Blackwater

La serie Blackwater è stata scritta da Michael McDowell nel 1983 e pubblicata in Italia nel 2023 da Neri Pozza in sei accattivanti volumi pocket. Il primo romanzo, intitolato La Piena, introduce il lettore in questa realtà familiare in un’epoca immediatamente successiva alla prima guerra mondiale. Sin dalle prime pagine, però, l’autore vuole farci sapere che c’è qualcosa di soprannaturale grazie al personaggio della bellissima e misteriosa Elinor. A dispetto però dei primi capitoli, la storia poi vira su una trama piatta e tutt’altro che mistica, concentrando l’attenzione sulla rivalità che nasce tra Mary Love, matriarca della facoltosa famiglia dei Caskey, e la giovane Elinor, che ambisce a farne parte benché spiantata e con un passato enigmatico. La lettura è scorrevole, ma avendo McDowell giocato la carta dell’horror, riportare tutto a una banale guerra fredda familiare, fatta di piccoli dispetti, occhiate malevole e ricatti silenti, è un po’ come aspettarsi uno spettacolo pirotecnico e vedere esplodere un petardo. Nel primo libro, difatti, non succede granché, lasciando da un lato insoddisfazione e dall’altro la curiosità di dove l’autore voglia andare a parare. Nel secondo romanzo, La Diga, la solfa però non cambia e la trama evolve in maniera ordinaria, una vera e propria House of Caskey, in cui a tratti ti dimentichi che stai leggendo un horror, fino a quando succede qualcosa d’insolito che ti riscuote per farti ricadere subito dopo nella placida vita ordinata e ordinaria delle campagne del sud. Non dico che sia una serie pessima, McDowell scrive bene ed è abile nella caratterizzazione dei personaggi, tuttavia per quelli che sono i contenuti della storia risulta a lungo andare prolissa, ridondante e ripetitiva; molti eventi potevano essere risolti prima senza sforzo, pertanto a metà del quinto libro ho abbandonato la lettura. Non so se in futuro la riprenderò, ma per il momento non mi ha appassionato abbastanza.