Recensione di Diabolik 

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Ispirato all’omonimo fumetto nato dalla fantasia delle sorelle Angela e Luciana Giussani, il film si focalizza sull’incontro della coppia più famosa del noir italiano. Nel complesso vi sono moltissime sequenze improbabili, talvolta anche ridicole, tuttavia i personaggi principali, Eva, Diabolik e l’ispettore Ginko sono interpretati molto bene dai rispettivi attori. Miriam Leone é semplicemente perfetta nel ruolo di Eva Kant, lo stesso vale per l’imperscrutabile Luca Marinelli nei panni del famigerato Diabolik. Ho spesso notato nei film nostrani una sorta di artificiosità nella recitazione che rende tutto poco fluido, devo ammettere però che questo succede molto meno nella pellicola dei Manetti Bros. Nel complesso ho apprezzato questo film che mi ha indotto a cercare notizie sulla nascita di questo personaggio così cinico e spietato. Ho scoperto così che Diabolik nasce nel 1962 raggiungendo nel breve tempo un grande successo e diventando precursore del genere noir. Una bella soddisfazione avere un filone tutto nazionale che non ha nulla da invidiare a produzioni estere, ma che nel caso specifico è stato frutto d’ispirazione.

Recensione Mr Robot

Mr. Robot è una serie statunitense che vede come protagonista il talentuoso Rami Malek nei panni di un abilissimo hacker. La trama sulle prime pare avvincente, ma ben presto s’impantana su episodi lenti, noiosi e surreali che creano solo confusione. Non ho apprezzato come è stata implementata la questione delle molteplici identità del protagonista, a mio avviso c’erano così tanti spunti narrativi che questo tentativo di creare suspense è stato abusato mettendo a dura prova la sospensione di credulità del pubblico. Ciò che salvo è il cast, abile ed espressivo. Molti sono i personaggi che restano impressi: Christian Slater nel ruolo di Mr Robot, Carly Chaikin nel ruolo di Darlene, Elliot Villar nel ruolo di Fernando Vera, BD Wong nel ruolo di Whiterose e Michael Cristofer nei panni di Phillip Price. Una serie di attori eccellenti per un progetto che arranca sugli specchi della credibilità.

Recensione di Sex Education

Sex Education è una serie tv britannica strutturata ad oggi in tre stagioni, racconta le vicende del giovane Otis Milburn, figlio di una nota sessuologa e di alcuni dei suoi compagni di scuola. Il taglio della storia è comico satirico e mira a sdoganare il tabù della sessualità adolescenziale, spesso trattata con imbarazzo, vergogna e poca competenza. Nel complesso, benché si raggiungano frequentemente picchi di assurdità, ho apprezzato questa serie soprattutto per la scelta del cast. Giovani attori non bellocci e pettinati, ma strani, particolari e atipici, con personalità distinte e strutturate. Non ho trovato tutti i personaggi ben caratterizzati allo stesso modo, quelli che mi hanno colpito maggiormente sono quelli di Maeve e Isaac, ritengo tenera l’interpretazione del personaggio di Aimee e molto convincente quella di Gillian Anderson nei panni della madre di Otis. Una serie non certamente impegnata che ho avuto il piacere di vedere.

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Recensione Valeria

Valeria è una serie tv spagnola creata da María López Castaño e basata sulla saga di romanzi scritti dall’autrice Elísabet Benavent. Racconta la storia di un’aspirante scrittrice e del suo tentativo di riuscire in questo mestiere tanto affascinante quanto complicato. A prescindere dalla trama, la serie descrive la generazione dei trentenni contemporanei, alle prese con tante incertezze, in cui il trade-off tra carriera e sfera famigliare è netto. Forti le tinte romance e la fiducia nei rapporti d’amicizia tra donne, relazioni che possono risolvere nel lungo periodo qualsiasi dramma. Marcata invece la sfiducia nelle relazioni amorose, che dopo un epilogo sfavillante rischiano quasi sempre di perdere di brillantezza e stabilità. Il cast è ben congeniato e mi piace l’approccio libertino usato per le scene erotiche. Ho guardato con piacere questa serie e amato molto il modo in cui Diana Gómez interpreta la protagonista. Per contro ho trovato gli attori maschili bellocci e privi di personalità. Nella serie tutto è sempre ammantato da una magica polverina che rende tutto possibile, come in una fiaba, dove tuttavia il principe azzurro non è quasi mai un partner.

Recensione di Replay: Una vita senza fine

Jeff Winston si ritrova intrappolato dopo la sua prima morte in un loop temporale che gli ripropone la sua vita da un certo punto in poi, avendo però coscienza del suo passato e di molti degli eventi che andranno a condizionare il futuro. Chi non ha mai sognato di agire o fare cose diverse dopo aver visto l‘esito di alcune scelte? Chi non vorrebbe avere accesso a informazioni che gli darebbero illimitate risorse economiche grazie alla consapevolezza degli eventi futuri? Immagino che in molti vorrebbero vivere una situazione simile, la vita dopo tutto è un crogiuolo di strade non percorse, un percorso alla cieca verso un orizzonte indefinito, senza un navigatore o un libretto d’istruzioni. Lo chiamano libero arbitrio, ma spesso sembra più un procedere per inerzia con il rimpianto di ciò che avrebbe potuto essere e che invece non è stato. Le descrizioni dei tempi, dei luoghi e degli eventi sono minuziose e accurate tuttavia mai ridondanti, viene facile immergersi nella storia e rivivere con Jeff le tappe più importanti della sua lunga esistenza. Le vicende sono così vivide da vedere nell’autore quasi un “profeta” della condizione umana che dietro l’espediente narrativo vuole comunicare una verità più profonda. Un libro che consiglio anche a chi non è appassionato del genere.

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