

Il romanzo di Pulixi inizia lento e placido, esaltando in primo luogo la sua terra d’origine, apparentemente un oasi felice a confronto del caotico continente. Le protagoniste sono due poliziotte, Eva e Mara, che condividono la sorte comune di reiette del commissariato e si trovano impiegate nella neonata sezione “casi insoluti”. Entrambe con passati difficili e tormentati instaurano un rapporto inizialmente molto sarcastico (forse eccessivamente) che con il tempo porrà le basi per una solida amicizia. La scrittura è ben curata, scorrevole ma al contempo ricercata. Ho apprezzato molto la suddivisione del testo in tanti brevi capitoli e ho trovato affascinante l’analisi dell’altra Sardegna: ancestrale e misteriosa, un mondo nascosto che sopravvive a dispetto del tempo con usi e costumi arcaici e macabri. Molti i drammi umani, alcuni solo accennati, altri più approfonditi come la tematica dell’ossessione. Non mi sarebbe dispiaciuto fosse stato dedicato più spazio a Melis e alla sua setta, questa figura mi risulta un pò stereotipata e quando si entrerà nel vivo della storia gli eventi diventeranno così rapidi da dare la sensazione di un taglio precipitoso e prematuro tralasciando molti fatti importanti. Nel complesso una lettura che consiglio e che potrebbe mettere le basi per l’inizio di un ciclo poliziesco.