Oggi Con Noi – Soraya Tiezzi

Per la rubrica: “Oggi Con Noi” diamo il benvenuto a Soraya Tiezzi e il suo romanzo:

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Ciao Soraya e grazie per aver aderito all’iniziativa di Passione libro in gemellaggio con leinfinitevitediunautrice di Eleonora Panzeri e Alice Jane Raynor. Direi di non perdere altro tempo e iniziare subito con le domande.

  1.  Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Il mio romanzo è nato soprattutto dalla passione che ho per le cose antiche, amo i personaggi di Omero, e da sempre mi piacciono le storie su gli Dei e sulla Grecia, mi affascina. Ermione di Sparta è nato anche perché non riuscivo a dormire e mi sono creata una storia che poi ho messo su un documento word. Da cosa traggo ispirazione… be’ dipende non è sempre la stessa cosa, può essere un posto visto, o una strada, o dei colori… dipende dal mio stato d’animo.

  1. In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

Grecia antica, il periodo della Guerra di Troia, è ambientata in Asia Minore dove si trovava Ilio (detta anche Troia), il regno di re Priamo…dove ci sono battaglie, corti, amori, intrighi, sete di sangue e di vendetta e anche amore.

  1. Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

Ermione è diversa da tutte le principessine noiose e piagnucolone, prende le redini della sua vita e va, prende proprio il largo, raggiunge Troia solo per poter avere finalmente la sua vendetta.
Poi ogni personaggio è speciale. Ce ne sono molti.

4. Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

Non so sinceramente, io amo tutto del mio libro è ben fatto e non perché l’ho scritto io… i temi che tocca sono la guerra e la vendetta soprattutto, ma anche l’amore che si vedrà tra Ermione e Oreste.

5. Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

Self, per il semplice fatto che le case editrici con cui ho parlato volevano spennarmi e quindi ciao ciao, ho scelto Amazon. Mi trovo bene al momento, quindi si vedrà…

6. Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Perché nonostante i personaggi siano stati usati molte volte nei secoli, ognuno di loro è speciale e diverso e semplicemente perché merita di essere letto e non di restare chiuso dentro ad un pc. Il mio libro vale e io lo so.

  1. Piccolo estratto

Non versai nemmeno una lacrima, anche quelle si erano prosciugate.
« E’ solo un altro dei tuoi inganni, un modo per distruggermi, per rimandarmi a Sparta! »
« E’ lì che dovresti essere »
« Tu non sei nessuno per decidere della mia vita! Che gli altri ti ubbidiscano, che muoiano ai tuoi ordini se sono così stupidi da non capire che razza di re li stia guidando e perché, ma io non lo farò, non mi sottometterò mai a te! »
« Mai è un tempo molto lungo, forse dovresti riconsiderare questa parola, non credi? »
« Non meriti di essere il grande re, né di guidare questo esercito! »
« Sei solo una ragazzina insolente che non sa nemmeno qual è il suo posto! »
Era vero, non sapevo nemmeno più chi fossi.
Ero sempre la principessa di Sparta, ma una parte di me mancava.

  1. Trama del tuo libro + link acquisto

Ermione di Sparta, figlia della donna considerata dai greci la più bella del mondo.
Dopo l’abbandono della madre e trascorsi sette anni dall’inizio della guerra di Troia, decide di salpare per l’Asia Minore per vendicarsi di Paride, l’uomo che ha distrutto la sua famiglia e che in un certo senso è responsabile della morte di sua cugina Ifigenia, uccisa dal padre Agamennone per permettere alle navi di salpare da Aulide.
Ma a Troia non troverà solo la vendetta, ma scoprirà qualcosa che cambierà per sempre la sua vita.
L’odio verso suo zio, il rancore verso la madre saranno spazzati via dall’amore di Oreste, dai gesti affettuosi di Eirene, la donna che l’ha cresciuta, dalla gentilezza di Patroclo e dalla protezione di Achille, il tormentato principe acheo, il suo maestro di spada, una figura importante ma condannata alla morte.
Un racconto per spiegare i sentimenti di quella bambina costretta a crescere forse troppo in fretta, a diventare una donna prima ancora di esserlo, che è stata capace di superare l’abbandono di Elena, la partenza di Menelao, la morte di quella cugina tanto amata e piena di voglia di vivere e la perdita di Achille.
Amore e odio si intrecciano come in una spirale, uniti per sempre fino alla fine dei suoi giorni.

 

Link d’acquisto: http://www.amazon.it/Ermione-di-Sparta-Soraya-Tiezzi/dp/1523783885/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1453483005&sr=1-1

 

INTERVISTA A CURA DI TRANQUILLI MARIA DONATA

OGGI CON NOI – Silvia Devitofrancesco

Protagonista di oggi della rubrica OGGI CON NOI di Maria Donata Tranquilli è l’autrice Silvia Devitofrancesco con il suo romanzo:

LO SPECCHIO DEL TEMPO

Prima di lasciarvi all’intervista vi confesso che è stato il primo libro ad essere recensito su questo blog!

Link alla recensione 

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  1.  Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Traggo ispirazione dagli eventi che accadono intorno. “Lo specchio del tempo” è nato durante lo studio matto e disperatissimo per la tesi di laurea, mentre “Ultimo accesso alle…” è nato in una calda giornata di inizio estate, durante un momento di riflessione.

  1. In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

“Lo specchio del tempo” è ambientato a Bari tra Medioevo e giorni nostri. “Ultimo accesso alle…” è ambientato nell’epoca della comunicazione via chat, quindi non in un luogo geografico specifico.

  1. Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

Cerco sempre di creare personaggi reali. Non eroi o creature irrangiungibili, ma persone con pregi e difetti, debolezze e crisi proprio come tutti noi.

4.  Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

“Lo specchio del tempo” sviluppa la tematica della lotta per l’indipendenza femminile. Tematica importante e alla quale tengo particolarmente, considerati gli eventi di cronaca. Punto di forza credo che sia nel manoscritto che snoda la trama.

“Ultimo accesso alle…” sviluppa la tematica della vita sempre più legata al virtuale, quando tutto passa attraverso una chat. Suo punto di forza è indubbiamente l’ironia che conduce alla riflessione.

5.  Tra i tuoi romanzi già pubblicati, a quale sei legata/o in maniera particolare?

Sicuramente a “Lo specchio del tempo” è stato il mio primo pargoletto!

6. Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

“Lo specchio del tempo” è stato per un anno e mezzo edito da casa editrice. Purtroppo oggi questa casa editrice non esiste più e quindi ho regalato al romanzo una seconda vita da self. “Ultimo accesso alle…” è nato self. Avendo provato entrambe le esperienze posso dire che sono in un certo senso complementari. La casa editrice offre più l’idea di essere scrittori, mentre col self bastano cinque minuti per pubblicare la propria opera. Col self mi sento più libera, questo sì.

7.  Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Innanzitutto per evadere e per rilassarsi. Poi penso che i giovani debbano avere un’opportunità.

 

  1. Piccolo estratto.

Da “Lo specchio del tempo” Noi donne non potevamo comprendere i meccanismi politici. Il nostro sentimentalismo era destinato a prevalere sempre. Non riuscivo ad accettare lo spargimento di sangue innocente. Se ci fosse stata la crociata, avrei visto gli uomini partire. Avrei visto madri, logorate dalle lacrime e dal dolore, invecchiare precocemente. Che senso aveva, allora, avere figli, sopportare i travagli del parto, se poi bisognava consegnarli a un triste destino? Probabilmente ragionavo da egoista, ma tutto quel dolore non volevo provarlo.

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A quel tempo esisteva una strana logica che governava il mondo umano: il destino di un individuo dipendeva dal suo sesso. Se fosse nato un piccolo uomo, questi, sarebbe stato destinato alla guerra, a un ruolo di prestigio, oppure a mestieri mercantili. Se, invece, fosse stata una piccola donna a nascere, questa sarebbe stata destinata all’oblio e a generare, a sua volta, nuovi piccoli uomini e donne. Io appartenevo a una famiglia di conti, una famiglia importante, vicina all’imperatore. Ero diversa dalle donne del popolo. Non soffrivo la fame, avevo bei vestiti, la servitù a mia disposizione, ma un cuore gelido e un destino infelice. Il mio palazzo era una gabbia dorata. Non avevo libertà e la malinconia era la mia migliore amica. I giorni e i mesi mi passavano accanto senza che me ne rendessi conto. Ogni nuovo giorno era identico a quello che l’aveva preceduto. E io ero sempre tanto sola. Avevo trovato una via di fuga dalla realtà nei libri. Ero una delle poche donne del territorio a essere in grado di leggere e scrivere. Mio padre aveva preteso che studiassi, ma che non m’interessassi della vita contemporanea. Leggere mi permetteva d’immaginare un mondo libero dalle convenzioni sociali, senza soprusi e prese di potere. Un mondo senza sangue gettato per le vie. Tenendo il rosario ben stretto in mano, chiedevo a Dio, ovunque Egli fosse, di ascoltare la mia preghiera. Lo invocavo con tutta la forza e la fede che trovavo in me. Basta sangue, basta pianti di bambini orfani: avrebbe potuto prendere me e risparmiare loro.

Da “Ultimo accesso alle…” Tutti noi oggi viviamo in funzione di Whatsapp; la prima parola che i bambini tra qualche anno impareranno a pronunciare non sarà più “papà” ma “Whatsapp”; persino la Terra gira seguendo l’orbita denominata “Whatsapp”. No, non sto esagerando.

Whatsapp è la nuova frontiera della comunicazione, capace di suscitare dipendenza tanto quanto un pacchetto di sigarette e lo dimostra il fatto che per strada basta un suono acuto per far scattare un controllo di massa al proprio smartphone.

In tempi di crisi, il prodigioso sistema di messaggistica consente un risparmio incredibile nel momento in cui una romantica storia d’amore raggiunge il capolinea. Addio SMS, i fidanzati adesso si lasciano su Whatsapp attraverso un messaggio vocale, decisamente meno freddo delle scontate parole di commiato, oltre che ricordo perpetuo della suadente voce dell’ormai ex partner.

Immaginiamo che una creatura proveniente da un altro pianeta un bel giorno decida di compiere un viaggetto sulla Terra. Cosa si troverebbe davanti agli occhi? Tanti umanoidi con la bocca attaccata al microfono del cellulare intenti a mandare messaggi vocali servendosi del mitico Whatsapp, che almeno, grazie a questa potentissima funzione, preserva le dita dal rischio tendinite. I medici applaudono, entusiasti.

Se con Facebook tutti erano stati colpiti dalla sindrome visualizzato alle…, con Whatsapp la sindrome è ancor più grave e deleteria.

Bravi, avete colto il nocciolo della questione. È tutta una questione di ultimo accesso alle…

     Una tragedia, un morbo pericoloso più dell’influenza aviaria, un’entità misteriosa sulla quale i filosofi del nostro tempo si stanno interrogando e alla quale verrà dedicato uno speciale di Superquark.

Perché il soggetto x, pur essendosi collegato, non ha contattato il soggetto y?

Le risposte a questa domanda sono molteplici e vanno dal vittimismo cosmico: “X mi odia”,“X preferisce altri a me” e “X parla con altre persone, ignorando me”, alle ipotesi più suggestive: “Si è verificata l’apocalisse ed io non ne sono al corrente” oppure “È iniziata la Terza Guerra Mondiale e x è stato chiamato al fronte tramite messaggio vocale”, fino a “X è asociale”, “Io contatto ogni giorno tutti i miei amici whatsappini” e “Io dispenso cuoricini e faccine sorridenti, poiché credo nei rapporti interpersonali”.

  1. Trama del tuo libro

Riporto le sinossi ufficiali: “Lo specchio del tempo” Due donne diverse dai destini intrecciati, l’una lo specchio dell’altra. Un manoscritto le farà incontrare mettendo così a confronto due epoche diverse e due donne simili, vittime di un padre padrone, ancorate a un amore romantico, capaci di lottare per la vita.
Due storie legate dallo specchio del tempo, dove il passato incontra il presente e in cui due donne lontane eppure vicine, lottano per rivendicare il diritto di scegliere il proprio destino e il loro sogno d’amore.

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Intervista a cura di Tranquilli Maria Donata

OGGI CON NOI – Lay Ramirez

 

Protagonista di oggi della rubrica OGGI CON NOI di Maria Donata Tranquilli è l’autrice

Lay Ramirez con il suo romanzo:

UNA RAGAZZA TRANQUILLA 

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  1. Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Il mio primo romanzo “Una ragazza tranquilla” è nato molti anni fa, prendendo spunto da emozioni ed esperienze vissute realmente e poi ricamate di tanta fantasia. Non c’è nulla di più stimolante della realtà…Spesso rielaboro gli accadimenti della mia vita che più mi hanno segnata e coinvolta e li trasformo in storie, sogno ad occhi aperti e ricostruisco persone, luoghi e sentimenti.

  1. In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

La storia si snoda tra Staranzano e Trieste, la mia città. Non c’è una data precisa, ma è chiaro che si svolga ai giorni nostri, anche se qualche lettore mi ha confidato di essersi immaginato si svolgesse decenni fa…

  1. Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

L’umanità. Le mille sfumature e contraddizioni. Gli errori e la vitalità.

4. Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

Margherita, la protagonista, è alla ricerca di una identità e della vita, una vita piena di cui riappropriarsi. Questa ricerca la porterà ad affrontare sé stessa, quella che è veramente, le infrangerà il mondo dei sogni e le restituirà la realtà. Sotteso nel romanzo è anche un senso di solitudine e di isolamento, anche per il fatto che nessuna delle persone che la circonda la conosce veramente. Poi c’è anche il legame affettivo col cane, un sentimento limpido e spontaneo che le permetterà di affrancarsi.

5. Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

Per ora mi sono arrangiata in tutto da sola. Sono una selpublisher al 100%. E un po’ mi sono pentita, perché dietro c’è un grande lavoro e io mi sono tuffata in questo mondo alla cieca, senza sapere e senza programmare nulla. Non ho mai avuto contatti con CE ma in futuro credo che mi darò da fare.

6.  Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Alcuni, leggendo velocemente la sinossi o dando un’occhiata superficiale qua e là, credono che il mio sia un romanzo rosa, dal finale ricco di fiori e cuoricini. Non lo è affatto. I protagonisti e il finale non sono affatto scontati e nulla è ciò che sembra realmente. Dimenticate le storie in cui tutto alla fine è facile e sereno.

7. Piccolo estratto

“Stava forse per urlare o per ucciderlo ma si ritrovò a baciarlo. Una bocca caldissima. Un sapore aspro. Le sembrava di affondare in lui come la lama del suo coltello.
Non baciava un altro uomo da anni e in quel momento credette di non averlo mai fatto prima.”

8. Trama del tuo libro

La ragazza tranquilla è Margherita, una giovane che vive un’estate infuocata tra Trieste e Staranzano. La sua non è una storia qualunque e nasce in una provincia addormentata dove il rumore della sera si posa sui prati e culla i sonni di una famiglia perbene, ignara dei veri sentimenti di Margherita e delle sue avventure . E’ anche la storia di una scoperta e di un cambiamento, quando uno sconosciuto si insinua nella sua vita e distrugge lentamente il piccolo mondo di consolidati affetti che circonda da sempre la ragazza. L’uomo non ha nemmeno un nome ma alla protagonista ciò non importa: sarà lei a chiamarlo, a conferirgli un’identità, in qualche modo quasi a crearlo, riempendolo delle sue aspettative e delle sue speranze. La loro comunicazione è prima di tutto sessuale e per questo nessuno dei due sente l’esigenza di porsi delle domande sul domani, o sulla vita dell’altro. Dopo il loro incontro nulla sarà più come prima e anche Margherita dovrà fare i conti con una sé stessa inaspettata e, a tratti, crudele.

 

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“Turbamento” di  Pierangela Bilotta

 Intervista a cura di Tranquilli Maria Donata

OGGI CON NOI – Diego Zappaterra

Protagonista di oggi della rubrica OGGI CON NOI di Maria Donata Tranquilli è l’autore

Diego Zappaterra con la suo raccolta di racconti:

L’ORO DEL PASSATO

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  1. Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Il mio libro è fatto di più storie, slegate fra loro ma unite dal tema del sogno e da quello dei sentimenti. Su tutte “L’oro del passato” è di certo la storia più importante, oltre che la più lunga, e per questo anche quella su cui ho lavorato di più. Trattandosi di tante storie, ciascuna è nata in momenti diversi; credo sia questa la cosa che più adoro dei racconti e che mi ha portato a farne un libro, la capacità di vederli nascere in qualsiasi momento e da qualunque cosa ci sia intorno a noi. Direi che l’ispirazione per me è osservare al meglio ciò che mi circonda e interpretarlo in modo diverso, più fantasioso forse.

  1. In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

“L’oro del passato” è una storia raccontata in due momenti diversi ma nello stesso luogo, la Parigi anni 20 e quella attuale. Le due epoche si alternano l’un l’altra per seguire le vicende dei protagonisti fra com’erano allora a come sono adesso, uniti anche da un oggetto misterioso che, in qualche modo, li tiene “legati” al loro passato. Per gli altri racconti invece ho scelto luoghi immaginari o momenti nel tempo non sempre definiti.

  1. Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

Quando cerco una storia spesso e volentieri la cerco negli altri, nelle persone che mi circondano o che ho conosciuto in passato, che mi hanno comunicato qualcosa, permettendo alla mia mente di viaggiare su loro e sulle loro vite. Non saprei dire se i miei personaggi sono buoni ma cerco sempre di renderli veri, simili a coloro che ho conosciuto ma rendendoli unici, rendendoli miei.

  1. Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

Nelle mie storie cerco sempre di raccontare quello che è semplice. La semplicità nel sognare attraverso i pensieri di un bambino (“C’è un bimbo appeso alla luna”), la semplicità dietro il desiderio ossessivo di essere migliore di tutti, anche a discapito di qualcun altro (“Il canto del gallo della signora Delgado”), ma anche la semplicità di un rapporto padre figlio (“La teoria del cowboy”) o di un amore per un passato che, forse, non tornerà mai (“L’oro del passato”).

 

  1. Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

Fin’ora ho pubblicato solo in self con Youcanprint e ho trovato il loro servizio piuttosto buono. L’ho scelto per i miei racconti in quanto soluzione più adatta al tipo di libro, meno richiesto dagli editori e anche dai lettori, e quindi più vicina al mio esordio come scrittore in questo genere letterario.

  1. Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Intanto perché leggere è la cosa più bella del mondo, ve lo dice uno che ci lavora nei libri, che li vende e li maneggia, e non credo ci sia nulla di più affascinante. E poi perché i racconti, anche se spesso vengono snobbati, molte volte dicono più di un romanzo di mille pagine o ti lasciano dentro anche un ricordo più forte. Nelle mie storie cerco sempre di metterci qualcosa che possa restare dentro al lettore, che si possa portare con se almeno per un po dopo che ha chiuso il mio libro.

  1. Piccolo estratto.

Dato che nel mio libro ci sono più storie, ho scelto due diversi estratti a cui sono particolarmente legato.

“Erano gli anni delle follie e dei grandi cambiamenti. La guerra aveva lasciato un segno profondo e si cercava di cancellarlo con ogni mezzo possibile, fosse utile o meno. Parigi, in questo, ne fu regina. Le sale da ballo, i locali e i ristoranti, le ville degli individui più influenti di Francia; non c’era angolo di Parigi che non offrisse divertimento e voglia di dimenticare. Il vino era una delle grandi fortune della Ville Lumiere, se ne importava di continuo e altrettanto se ne consumava. Per questo il quartiere Bercy, nonostante non offrisse alcun tipo di divertimento o distrazione, era divenuto così importante per tutta Parigi.

Quando molti anni prima Teresa mise piede per la prima volta nel XII Arrondissement non avrebbe mai pensato di trovarvi un amico, tanto meno di trovarvi qualcosa che fosse un minimo interessante per una giovane ragazzina per bene come lei in mezzo a tanta confusione…”

(da “L’oro del passato”)

“C’è un bimbo appeso alla luna.

Ha una bretella della salopette impigliata nella punta inferiore dell’enorme spicchio. Braccia e gambe ciondolano nel vuoto. Porta un cappellino blu scuro che ogni tanto gli scivola sulla fronte; quando succede se lo rimette a posto con un gesto tranquillo, per nulla spaventato dall’altezza o dal rischio di cadere. I suoi occhi sono celesti come il cielo di primavera. Sotto di se le strade del paese, gli ampi giardini delimitati da staccionate e siepi, le grandi piante e i lampioni che illuminano qualche vicolo. Lui lassù nel cielo fra le stelle, il resto del mondo sotto i suoi piedi.”

(da “C’è un bimbo appeso alla luna”)

  1. Trama del tuo libro

“In un immaginario museo di Parigi è custodita una misteriosa bottiglia che proviene dagli anni Venti. Al suo interno un roseo bagliore attira i visitatori più incuriositi. Di quel segreto tanto grande in pochi ne sanno qualcosa e fra loro c’è Pablo, il narratore di questa storia. Sarà lui a guidarci nel Musée de l’Or du Passé, per scoprire cosa si cela dietro quell’oggetto e ritrovare il proprio oro del passato.

E poi Almunda Delgado, una donna di famiglia e di fede, attenta e diligente, che forse non è soltanto quello che da a vedere. C’è anche un padre che fa il cowboy, un anziano burbero, una donna con la pettinatura pessima e un ukulele magico. Sono loro e molti altri gli ingredienti scelti per questa raccolta di racconti. Un’insieme di storie ambientate in svariati luoghi, periodi storici e contesti sociali, nei quali ricorre e sembra unirli idealmente il tema del sogno.”

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Intervista a cura di Maria Donata Tranquilli

 

Recensione di “I figli dell’ombra” di Cassandra GREEN

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Titolo: "I figli dell'ombra"
Autrice: Cassandra Green
Casa Editrice: self-publishing
Genere: Gialli e Thriller
Numero Pagine: 415
Costo versione e-book: 0.99euro
Costo versione cartacea: 18.98euro
Link per l'acquisto: 
http://amzn.to/1VMFx0o
Blog Autrice: 
http://www.mariadonata.net
Intervista all'autrice per la rubrica
"A tu per tu con l'autore":
http://wp.me/p5nCov-1BU

SINOSSI: Quando durante una corsa mattutina un giocatore di football, si imbatte nel cadavere della piccola Flo Gomez scomparsa il giorno prima, Victor Bell teme che quello sarà l’inizio di una serie di macabri delitti. Il suo intuito di poliziotto non sbaglia e il ritrovamento di altri corpi sarà per lui un’ulteriore conferma che quanto raccontatogli da suo padre era vero. Intanto la vita degli abitanti di Whitesouls scorre come da copione. Ognuno impegnato a svolgere i proprio doveri, così come il reverendo Morales ha imposto loro di fare per essere un bravo cristiano, per entrare nelle grazie di Dio. Quello che nessuno immagina è che un’oscura e antica presenza da sempre attratta dalla loro ipocrisia e falsità è tornata per spingere sette anime scelte per l’occasione alla dannazione eterna. Bell dovrà dare prova di grande fede per riuscire a scacciare i demoni che abilmente stanno contaminando i cuori dei suoi compaesani e quando tutto sembrerà ormai perduto tre portatori di luce accorreranno in soccorso dei “Giusti”. Ma tutto ciò basterà ad estirpare il male dall’apparente tranquilla cittadina di Whitesouls?

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RECENSIONEL’ACCATTIVANTE FASCINO DEL MALE

Whitesouls, piccola e gretta cittadina di provincia, diventa teatro di una serie di efferati crimini che sembrano sconvolgere l’apparente quiete della comunità. Un romanzo articolato, che analizza molto bene le bieche e fastidiose dinamiche tipiche dei paesini di provincia. Mi sono tornate alla mente le cupe e retrograde atmosfere del romanzo Carrie di Stephen King, pensando nel dettaglio al personaggio di Euphemia Morales, capace di trasformare la religione in una spaventosa ed ipocrita prigione più che in un uno strumento di speranza. Nella prime fasi la trama richiama i tratti del realismo e del possibile: i misteriosi fatti accaduti in passato nel luogo in cui la vicenda è narrata appaiono come lontane leggende. Tutto cambia con l’arrivo in città dei fratelli Bailey: si inizia così a virare sul soprannaturale e si ha la sensazione di avere per le mani un romanzo spaventoso e perverso ma allo stesso tempo avvincente ed eccitante. I dialoghi e le circostanze diventano più crude, volgari e spinte, allo scopo di sottolineare la depravazione dell’eccesso. Sullo sviluppo delle vicende e sulla risoluzione tra l’eterno conflitto tra bene e male preferisco non addentrarmi per non rovinare l’effetto sorpresa, importante in ogni thriller degno di questo nome. 

Nel complesso I figli dell’ombra è un romanzo ricco di dettagli, al punto da essere quasi filmografico. La lettura delle 415 pagine non mi è personalmente pesata e benché vi siano dei refusi qua e là bisogna tenere presente che stiamo parlando di un romanzo lungo, complesso e per di più auto pubblicato. L’incredibile numero di personaggi richiede una buona dose di concentrazione da parte del lettore per poter seguire proficuamente le vicende, elemento tuttavia tipico di romanzi caratterizzati da fitti intrecci relazionali. L’unico appunto che mi sento di fare all’autrice riguarda la sinossi: non rende merito alla storia come dovrebbe. Per gli amanti del genere, senza dubbio da leggere.

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