Oggi Con Noi – Natascia Luchetti

Per la rubrica “Oggi Con Noi” diamo il benvenuto a Natascia Luchetti ed al suo romanzo

Natascia Luchetti - Cover di Lo specchio nero

Ciao Natascia e grazie per aver aderito all’iniziativa di Passione libri in gemellaggio con Le infinite vite di un’autrice di Eleonora Panzeri e Alice Jane Raynor. Direi di non perdere altro tempo e iniziare subito con le domande.

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1.Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Lo Specchio Nero nasce da una poesia che scrissi nel Duemilacinque. Ero ancora alle superiori e in quel periodo mi divertivo a comporre rime in inglese. Ne scrissi una che poi sviluppai con un paio di ballate, ma lasciai tutto nascosto all’interno di un quaderno, dimenticato in cantina. Questo fino al Duemilaquattordici, in cui raccolsi le mie idee per creare una storia. Pensavo ad un racconto breve e invece ne è uscito un romanzo di oltre quattrocento pagine. Se parliamo di ispirazione in generale, devo ammettere che la fonte primaria è la musica. La musica che è molto presente anche all’interno della stessa trama come vascello di emozioni. Tuttavia essa non è l’unica mia fonte di ispirazione. Ad accompagnarla ci sono i libri che ho letto, che hanno plasmato lo stile. Sono un’appassionata di romanzi gotici, ossessionata dal Dracula di Bram Stoker, quindi sottolineerei lui come mio più grande maestro. Non è finita qui. Io amo le leggende e spesso sono proprio alcune di esse, lette per caso su un giornale o su di una pagina web o semplicemente sentite alla tv, a darmi l’input, la scintilla creativa. All’interno dei miei romanzi potete trovare decine di leggende note riviste da me e reinterpretate, affiancate da una mitologia relativa all’universo che io stessa ho creato. Ci sono davvero tante altre cose ad ispirarmi, ma impiegherei pagine e pagine ad elencare ogni cosa.

2.In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

Lo Specchio Nero è ambientato a Espoo, in Finlandia e le vicende iniziano a dipanarsi durante gli anni Novanta. Il corpo principale del romanzo si svolge tra il Duemilaundici e il Duemilaquattordici, anche se le radici di alcuni personaggi richiedono dei flashback in un passato remoto che risale alla cristianizzazione del suolo finlandese.
Il motivo per cui ho scelto la Finlandia è perché è un Paese che adoro e la sua poca densità abitativa lo rende selvaggio. I suoi laghi, il suo clima gelido creano un’atmosfera ideale per il mio genere.

3.Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri? 

Offro davvero tantissimi personaggi e ognuno è importante per motivi diversi. Ovviamente, per me, ognuno di loro ha un senso profondo, intimo, rappresenta degli aspetti della mia vita e delle personali prese di posizione relativamente a temi che mi stanno particolarmente a cuore. Tuttavia ho posto una cura maniacale nel dettaglio della loro caratterizzazione sia fisica che psicologica. I miei personaggi sono sospesi tra il mondo reale e quindi la realtà di tutti i giorni, e lo straordinario della dimensione spirituale. Demoni, angeli, streghe condividono gli stessi spazi e gli stessi tempi delle persone normali, che vivono loro accanto, ignare della loro potenza. Ognuno di loro ha un’origine ben definita, fissata nel tempo. Ognuno di loro ha un trascorso ben delineato, che siano secondari o primari. Non ho trascurato nemmeno le brevi comparse. Tutti hanno il diritto di essere conosciuti e amati od odiati con cognizione di causa. Il personaggio a cui sono più affezionata è Aleksandr Latvila, il cantante chitarrista dei Child of Decadence perché fa da anello congiungente tra regolare umanità e mostruosità e riesce a suscitare riflessioni interessanti. Non scenderò nel dettaglio, ovviamente. Non voglio rovinare la sorpresa a chi legge, tuttavia lo sottolineerei come portatore del vero messaggio del mio primo romanzo.

4.Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

I punti di forza del mio romanzo? Un’ossatura forte per quanto riguarda la trama. Ogni contesto è definito e collocato sia a livello temporale che spaziale. I personaggi non escono mai dal nulla ma hanno tutti un background ben definito e una personalità spiegata nei minimi dettagli. Non vorrei risultare una vanitosa, però sono molto pignola nella formazione dei periodi. Sono attenta alla forma usata e alla struttura stessa della frase. Una cosa che scrivo deve essere scorrevole e bella da sentire.
Credo che il resto dipenda dal lettore. Non vorrei sbilanciarmi oltre, tanto da risultare antipatica.
I temi che vengono sviluppati ne “Lo Specchio Nero” variano dal concetto di “mostro” a quello di giustizia umana o divina. Scrivendo questo romanzo mi sono chiesta una cosa : può qualcuno amare un essere che supera la sua comprensione? Può amare una creatura che porta calamità e morte pur non volendo? Ho voluto parlare di questo, ma anche della forza dello straordinario e della sua capacità di risvegliare le coscienze e i lati sopiti degli esseri umani attraverso la paura. Sì, perché il vero ego dei miei personaggi fiorisce quando essi si trovano a dover fronteggiare qualcosa di più grande di loro, qualcosa che ad un primo sguardo sembra incomprensibile. Il salto nel buio. Ho provato a descrivere anche questo. Mettere un piede in un baratro e precipitare nell’ombra fino a farsi divorare completamente. Ho provato ad immaginare questa sensazione e a descrivervela attraverso le vicende.

5.Tra i tuoi romanzi già pubblicati, a quale sei legata/o in maniera particolare? 

Il primo romanzo che ho pubblicato è stato “Lo Specchio Nero” ed è il primo volume di una trilogia che prosegue poi ne “La Strega dei Corvi”, già pubblicato. Sto ultimando il prequel “Il Risveglio della Fenice che probabilmente uscirà sugli store Online il prossimo mese.
Colgo l’occasione per parlare un po’ anche di questo mio secondo lavoro, ambientato in Italia. Anche in questo caso la vicenda parte da un’antica leggenda poco nota che coinvolge due ruderi e un passaggio segreto, situati nel panorama da sogno dell’Alpe di Siusi. I nuovi personaggi introdotti, si legheranno a quelli già conosciuti nelle vicende de “Lo Specchio Nero” e porteranno la storia su un livello persino più epico. Sì, per la Strega dei Corvi, dovrei avere uno spazio apposito. Ci sono davvero tante altre cose da dire.

6.Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

Casa editrice. Cavinato Editore per sempre. Ovviamente non tolgo nulla ai Self, ma essendo dal tutto inesperta in materia ho preferito lasciare come ultima possibilità quella di autopubblicarmi. Prima di incontrare il mio Editore, ho ricevuto un paio di proposte da Case Editrici a pagamento da far arricciare i capelli. Quindi un consiglio che ho da dare a tutti gli esordienti che vogliono pubblicare attraverso Casa Editrice è di evitare a piè pari tutti quegli editoruncoli che non vogliono scommettere nemmeno un euro sul loro lavoro e che propongono stampe e diffusioni a cifre astronomiche. Non cedete all’entusiasmo! Mai! Se proprio nessuno è disposto a pubblicarvi, meglio il Self. Non buttate un euro per farvi leggere. Se la vostra opera vale davvero, non siete voi a dover pagare ma l’editore che vuole lavorare al vostro fianco.

7.Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Innanzi tutto credo che leggere Lo Specchio Nero sia interessante per le persone che amano i romanzi gotici e l’urban fantasy. Chiunque sia appassionato di leggende nordiche e demonologia cristiana, unita ad un pizzico di stregoneria, può tranquillamente passarci su un paio di giorni. Si gusta a pieno se si ha voglia di riflettere sulla vicenda che non scorre soltanto per arrivare alla fine, ma che in ogni sua parte offre uno spunto per fermarsi a pensare.

8.Piccolo estratto

Il disgelo era quasi completo. La neve aveva lasciato finalmente spazio all’erba e all’asfalto umido. Iniziava ad essere gradevole passeggiare sotto il sole decisamente più caldo della tardiva primavera. Sole che in quel momento volgeva al crepuscolo. Astrid osservava distrattamente l’orizzonte come se cercasse di vedere qualcosa che sapeva di non trovare. Era distratta dal un ricordo che non sentiva nemmeno suo. Si trascinava seguendo una volontà indefinita , lungo il sentiero che costeggiava il freddo lago. Il debole vento le spostava i lunghissimi capelli scuri.   Osservò il pelo dell’acqua leggermente increspato dal vento e si strinse fra le sue stesse braccia come se un brivido insensato la percorresse dalla testa ai piedi, una folata di vento decisamente più rigida.

Un lontano rumore di passi la risvegliò da quello strano torpore. Passi che volgevano in direzione di lei. Si voltò lentamente e i suoi occhi incontrarono il ghiaccio di uno sguardo oramai diventato familiare. In quelle settimane non vi era giorno che non incontrasse accidentalmente la vista di quegli occhi, nei momenti più svariati. Era davvero qualcosa di casuale, o quello sguardo la cercava costantemente, in silenzio?

«Non dovrebbe rimanere fino a quest’ora nei pressi di questo sentiero, signorina. L’aria diventa fredda quando la notte incombe.»

«So come proteggermene, Signor…»

«Latvila. Aleksandr Latvila.»

«Una celebrità come lei che passa del tempo in una cittadina umile come questa?»

«Io sono nato qui, vivo qui e qui traggo ispirazione per ogni cosa. Le acque di questo lago mi hanno dettato spesso strofe meravigliose. La poesia racchiusa nel testo di una canzone non nasce solo dalla mente dell’autore, ma anzi, viene a lui dettata dalla realtà che vive. Le immagini sono fotografie create dall’esperienza che trovano espressione solo nei versi.»

«Lei esprime ogni cosa in poesia. Ha un linguaggio a dir poco obsoleto per questa generazione. Non se ne abbia a male, ma a vederla sul palco, tutto si direbbe tranne che fosse capace di esprimersi in questo modo.»

«Il palco inganna. Per piacere alle masse, le persone sono costrette a modificare il proprio atteggiamento in modo da costruirsi una maschera giusta. Parolacce, imprecazioni e frasi fatte, idiomatiche per un genere di musica e uno stile di vita caratteristico sono doverose per chi deve farsi ascoltare. Crede che se io salissi sul palco con la calma e la pacatezza con cui mi rivolgo a lei in questo momento mi ascolterebbero, signorina…»

«Astrid, Astrid Hekkinen.»

«Bellissimo nome. Astrid significa “Divinità meravigliosa” viene dall’antica lingua norrena parlata dai vichinghi che abitavano queste terre. E’ strano e sorprendente allo stesso tempo come un popolo così barbaro e indelicato potesse creare qualcosa di così gradevole.»

«E quindi lei sa fare anche l’etimologia dei nomi?»

«E’ un campo che mi ha sempre divertito: trovare la radice delle parole e analizzarne la nascita.»

«Affascinante davvero. Anche a me interessa molto.»

Latvila accennò un lieve sorriso e Astrid non fece che rispondergli rimandandone uno decisamente più convinto.

«Io la apprezzerei anche se fosse se stesso sul palco.»

«Non avevo dubbi. Si comprende facilmente che non riesce a soffermarsi alla superficialità dell’aspetto esteriore. Da come guarda il pelo dell’acqua si direbbe che passa molto tempo a pensare.»

«Anche troppo. Le giornate scorrono nella melanconia prima ancora che me ne accorga.»

«Anche lei, come me ama la solitudine, non è così?»

«Non che la ami, ma a lei sono costretta. Non mi ritrovo con tutta quella marmaglia di gente che mi sta intorno. Quelli con la mentalità come la mia non hanno molto spazio nella società di oggi. Sono troppo all’antica, dicono.»

«Non è un male. In passato le cose erano molto diverse e non di certo peggiori, almeno per certi versi.»

«Lei parla come un vecchio, ma a guardarla si direbbe che abbia una trentina di anni al massimo.»

«E’ il coraggio e la forza di sperare che mantiene le persone giovani. E’ per questo motivo che si vedono ragazzi già vecchi e anziani ancora bambini.»

«I disillusi sono vecchi o ragazzini?»

«Dipende da quanto vogliono rischiare per provare ad essere felici.»

«E se io sia disposta a rischiare ogni cosa?»

«Allora lei è fuori dal tempo. Sarà giovane per sempre, anche quando le rughe le solcheranno il viso.»

Gli occhi di Aleksandr si posarono sullo specchio d’acqua increspato dal vento. Il silenzio cadde assieme alla luce. Le mura del vecchio maniero, sull’altra riva del lago, schermavano ormai i raggi di quel sole morente. Assottigliò lo sguardo, socchiudendo leggermente le palpebre come se dovesse focalizzare l’attenzione su qualcosa all’orizzonte.

«Mi dispiace dover interrompere la nostra conversazione, ma devo raggiungere un mio amico dall’altra parte della città. Spero di poterla incontrare ancora sulle rive di questo meraviglioso lago.»

«E’ una mia meta fissa. Adoro i laghi.»

«Allora sarà piacevole incontrarla ancora. Arrivederci e buona serata, Astrid.»

«Anche a lei, Signor Latvila.»

«Aleksandr.»

«Anche a lei Aleksandr.»

Corresse la frase con un sorriso sulle labbra e lo osservò allontanarsi a passo abbastanza sostenuto. Gli ultimi raggi del sole colpivano i suoi lunghi capelli biondo scuro. Qualcosa in lui l’aveva colpita. Forse la voce, forse lo sguardo: non sapeva identificare bene che cosa la spingesse a continuare a seguirlo con gli occhi, finché non superò il suo campo visivo. Con lui scomparve definitivamente l’ultima luce di quel pomeriggio che lentamente lasciava spazio alla sera. Il buio dilagava con estrema velocità e le acque del lago divennero presto uno specchio incapace di riflettere. Una strana sensazione la assalì, simile alla paura. Un flash, un ricordo, le tornò alla mente.

Accelerò il passo e si allontanò dalle rive del lago in modo da raggiungere presto la strada illuminata dai lampioni.

9.Trama del tuo libro

Astrid Hekkinen è una ragazza disillusa, troppo abituata ad una vita di routine in una tranquilla cittadina vicino Helsinki. Tutto cambia quando i suoi occhi incontrano lo sguardo di Aleksandr Latvila, un fascinoso cantante chitarrista di un gruppo death metal finlandese. Gli occhi, la voce e l’immagine di lui divengono ridondanti ed onnipresenti nella vita della giovane, ma questo non riesce a darle fastidio. Lei scopre solo in seguito che dietro quei modi dolci è magnificamente galanti si cela una creatura sovrumana da sempre al centro di un’antica disputa di dominio tra le forze dell’Inferno e antichi difensori della Luce. Uno scontro tra ragione e antiche leggende divenute reali sconvolgerà la vita di Astrid e di tutti coloro che ignari si sono avvicinati alla doppiezza di Aleksandr, trascinandoli in una guerra che spezza ogni legame con i limiti del possibile.

10.Link per l’acquisto

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Intervista a cura di TRANQUILLI MARIA DONATA

Oggi Con Noi – Alessandra Toti

Per la rubrica “Oggi Con Noi” diamo il benvenuto a Alessandra Toti ed al suo romanzo

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Ciao Alessandra e grazie per aver aderito all’iniziativa di Passione libri in gemellaggio con leinfinitevitediunautrice di Eleonora Panzeri e Alice Jane Raynor. Direi di non perdere altro tempo e iniziare subito con le domande.

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1.Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Questo romanzo è nato da una mia recente esperienza che mi ha avvicinata al mondo dello sciamanesimo, e sono proprio tutte le persone che ho conosciuto ad avermi ispirata nella stasura di questa nuova storia.

2.In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

La storia si ambienta tra Swann City, Lioness e Vessell in tempi moderni, città che esistono veramente sul territorio italiano, ma amando il fantasy ho voluto dare quel tocco di magia alla storia, facendo riferimento ai nomi veri e trasformandoli.

3.Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

Rifacendomi alle caratteristiche di chi mi ha ispirato nella creazione del personaggio, posso dire che i miei personaggi sono individui alquanto particolari, tutti legati al proprio cammino di crescita.

4.Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

Secondo me questo romanzo è un po’ una novità, in quanto i protagonisti ed i temi che tratto sono tutti legati allo sciamanesimo, alle materie olistiche ed alla natura, dove si mescolano l’amore, la paura dell’ignoto e la rivalità tra Spiriti.

5.Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

Come già dissi in un’altra intervista, ritengo che entrambe le possibilità vadano prese in considerazione, perché entrambe hanno il loro perché.

6.Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Perchè è semplicemente unico, una storia legata alla realtà dalla quale si possono trarre insegnamenti che io stessa ho appreso dal mio Maestro… e vi confesso che lui odia esser chiamato così :))

7.Piccolo estratto

«Non spero più, a dire il vero. Guardavo solo il movimento delle nubi» risposi con un sospiro.

«Mai smettere di sperare, il Caso non fa mai le cose a caso».

Rimasi in silenzio a studiare il suo volto: non lo avevo mai visto, prima di allora, ma dovetti ammettere che era un ragazzo anche molto carino, nella sua semplicità. Aveva un’espressione dolce e penetrante insieme.

«Sto passando brutti periodi, ultimamente».

«Lo vedo, i tuoi occhi sono cupi e tristi. Hai l’aria di chi è stato o si trova in un mare di guai».

Annuii. «Spero di guadagnare un posto in Paradiso, almeno».

Il giovane ridacchiò: «Non credo al Paradiso ma alla Reincarnazione»

Puntualizzò. «Beh, ma se proprio tu ci credi, posso darti un aiuto a fartelo guadagnare questo posto».

«Era per dire» feci un’alzata di spalle. «Sono scettica sull’idea che esista un luogo splendido dopo la morte».

«E della Reincarnazione cosa pensi?».

Lo occhieggiai di sottecchi, arricciando il naso: «Se è vero ciò che si dice… credo di aver fatto cose veramente brutte in una vita passata, per essermi ritrovata così ora».

Rise di nuovo: aveva un bel sorriso, raggiante ma beato allo stesso tempo. Dava l’idea di una persona che non sapeva minimamente cosa volesse dire provare rabbia, ansia e tristezza. Però riuscì a contagiarmi e gli domandai:

«Come me lo fai guadagnare il posto?».

«Dove devo recarmi per il Municipio?».

Mi venne istintivo trarre un sospiro e fare una risatina: aveva semplicemente bisogno di un’indicazione stradale, che fui lieta di dargli. Fu un modo bizzarro per attaccare bottone e chiedere dove si trovassero gli uffici amministrativi. Paradiso, Reincarnazioni. Discorsi ben lontani dal mio essere.

«Piacere, comunque, sono Astrid» dissi porgendogli la mano, che lui strinse con delicata fermezza.

«Io sono Connor».

Inclinai il capo, inarcando un lato della bocca. Era un nome ben poco comune il suo, quasi quanto il mio, ma mi piaceva molto.

«Hai un bel nome…» mormorai percependo un improvviso senso di impotenza e imbarazzo davanti a lui che, non so perché, mi sembrò improvvisamente l’icona di tutto ciò che al mondo non si poteva spiegare.

«Anche il tuo nome è carino» ammiccò senza malizia, ma fu un semplice gesto che riuscì a spiazzarmi in un istante.

8.Trama del tuo libro

Astrid è certa che la sua esistenza non abbia una minima ragione: si sente una nullità, pensa di non avere un futuro e invidia la sua amica Ginger che ritiene avere una vita che sembra completa. Eppure non immagina quanto il cambiamento possa essere vicino, nascosto negli occhi di un giovane dall’aspetto di un normale trentenne, Connor. Astrid non sa chi sia, non l’ha mai visto, ma dal primo incrocio di sguardi sentirà una sorta di attrazione e timore reverenziale verso di lui. Quando Astrid scoprirà la sua identità sarà per lei il momento di fare delle scelte, e sarà obbligata ad affrontare il misterioso Leopardo del Crepuscolo…

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Intervista a cura di TRANQUILLI MARIA DONATA

Oggi Con Noi – Simone Colombo

Per la rubrica “Oggi Con Noi” diamo il benvenuto a Simone Colombo ed al suo romanzo

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Ciao Simone e grazie per aver aderito all’iniziativa di Passione libri in gemellaggio con leinfinitevitediunautrice di Eleonora Panzeri e Alice Jane Raynor. Direi di non perdere altro tempo e iniziare subito con le domande.

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1.Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Radio Heads si è sviluppato a partire dall’assiduo ascolto della band semi omonima, con la domanda “se la testa funzionasse come una radio, cosa accadrebbe?”. Visualizzai una bambina ai confini del mondo che percepisce le onde radio provenienti da un satellite artificiale, finché non riceve anche un trasmissione anomala: una richiesta d’aiuto dall’altro capo del pianeta, che la spinge a partire per un viaggio. Il resto del romanzo è scaturito dalle problematiche intrinseche a questo soggetto di base: com’è possibile che una bambina viaggi da sola? Che mondo e che pericoli trova lungo il suo cammino? Ci sono altri come lei? Chi la sta chiamando? Ho cercato con tutte le mie forze di rispondere ad ogni domanda, anche la più scabrosa, per evitare ingenuità e dare corpo al romanzo.

Le mie ispirazioni sono varie, sia letterarie che non. In questo romanzo un ruolo fondamentale gioca l’immaginario post apocalittico tipico di manga e anime giapponesi, romanzi e film di fantascienza, ma soprattutto un mix di cultura pop di tutti i tipi. Le fonti sono veramente tante, c’è tanto citazionismo nascosto nel romanzo, dalla musica al cinema, dalla storia dell’arte al fumetto, dalla mitologia alla fenomenologia tecnologica. Radio Heads è anche un gioco di generi, l’ambientazione aperta mi ha permesso di inserire di tutto, persino il western e il pulp. La fantascienza per me è solo un modo per raccontare il nostro mondo in modo nuovo, magari più interessante e accattivante, è una potente metafora per mettere tutto sotto una lente di ingrandimento e cercare di capire dove stiamo andando.

2.In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

La storia si svolge in un futuro post-catastrofico, il mondo è stato praticamente resettato di ogni cultura e tecnologia. Gli insediamenti umani, sparsi e spesso isolati, vivono a diversi stadi evolutivi gli uni dagli altri. Il passato è leggenda, come gli antichi cyborg: si sa che sono da qualche parte ma nessuno li ha mai visti, l’unica prova è un satellite artificiale ancora attivo in orbita, che trasmette segnali radio ai cosidetti post-umani, individui in grado di percepirle. Il romanzo percorre questo mondo neo-primitivo da un capo all’altro, seguendo il viaggio dei protagonisti.

3.Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

I tre personaggi principali, Kim, Joshua e Rebecca, sono post-umani in grado di percepire onde radio. Hanno personalità molto diverse tra loro, le tre storie si svolgono su piani temporali diversi, ma sono mescolate nel romanzo e il loro intreccio fornisce paralleismi e ciclicità al lettore.

Kim la conosciamo da bambina e la vediamo diventare donna. L’impertinenza e la testardaggine infantile maturano, grazie alle esperienze e ai traumi che affronta, in un carattere forte e ribelle, cinico e tendenzialmente violento.

Joshua vive ai margini della società, sopravvivendo a malapena ai propri istinti suicidi. È un perdente, depresso, solo al mondo e non particolarmente sveglio, ma dalle risorse inaspettate. Avrà i suoi bizzarri momenti di gloria.

Rebecca è un’entusiasta, guarda il mondo con meraviglia ma ne riconosce le assurde contraddizioni. O la si ama o la si odia.

4.Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

Il maggior punto di forza credo sia la storia di fondo molto semplice, un viaggio, sulla quale crescono personaggi, situazioni e implicazioni complesse, in un arco di tempo ampio e in uno scenario molto vasto. Questo mi ha permesso di esplorare generi diversi e di giocarci, al limite della parodia in certi casi. Il sottofondo fantascientifico si interroga sul rapporto umano-artificiale, ma anche sulle implicazioni ecologiche, apocalittiche e religiose della tecnologia. Dai personaggi scaturiscono tematiche forti, politiche ma soprattutto umane: l’abbandono, la ribellione, la ricerca di sé, la maternità, la violenza, la religione, la depressione…

5.Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito

Ho inviato il manoscritto a molte case editrici. Una di queste mi ha contattato in tempo record, chiedendo un mucchio di soldi, “non pubblichiamo a pagamento, ma gli esordienti hanno bisogno di un grosso lavoro di editing, e gli editor costano” … devo fare nomi? Alla fine il mio manoscritto è stato letto (ed è già una discriminante, non è detto che avvenga sempre) e apprezzato dalle Edizioni Il Foglio, casa editrice dell’Associazione Culturale Il Foglio Letterario, attiva da molti anni e con un catalogo abbastanza vasto. Sono stati molto chiari e disponibili, è una piccola casa editrice, fiera del proprio status di underground che condivido, agguerrita e concentrata sulla qualità.

6.Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Perché è una grande storia, perché ad ogni bivio prende la strada meno scontata, perché ai personaggi può e succede di tutto, senza esclusione di colpi, nessuno è al sicuro. Perché vi prenderà alla testa e alle viscere al tempo stesso.

7.Piccolo estratto dalla quarta di copertina

“Striscia, Kim… ”

Striscia, come il serpente primordiale, come chi non può aspirare ad un’andatura dignitosa ma comunque la anela. Striscia nel bosco, tra pietre, ceppi, alberi accerchianti e creature incuriosite. Kim vede per lo più sagome indefinite, solo ogni tanto rischiarate da un velo di accessibilità. Ma probabilmente non capirebbe comunque cosa sono gli esseri che la osservano, che le passano a fianco, che la minacciano.

“Striscia Kim, ormai sei arrivata… ”

8.Trama del tuo libro

Un viaggio a tre voci in un mondo che cerca di rinascere, devastato e azzerato da Catastrofi leggendarie, attraverso un’umanità culturalmente e tecnologicamente rozza. Una lenta ri-evoluzione ha portato alla comparsa dei post-umani, individui in grado di percepire le onde radio trasmesse da un antico satellite ancora misteriosamente attivo, e dai cyborg celati dietro le quinte del mondo. Uno di loro chiama aiuto da chissà dove. Kim, Joshua e Rebecca, per ragioni diverse, partono per cercarlo. Kim intraprende il suo viaggio da bambina, dal tempio in cui i suoi genitori l’hanno lasciata affinché imparasse, attraverso la meditazione, a non subire la pressione delle onde radio nella sua testa, principale causa di morte per i post-umani. Irrequieta e testarda, affronterà un viaggio che la terrà impegnata per tutta la vita, affrontando pericoli e traumi che la renderanno violenta al limite della pazzia. Ormai adulta incontrerà Joshua, giovane emarginato nella città di New Bethlem. Solo al mondo e con tendenze suicide, Joshua avverte il richiamo del cyborg e parte inizialmente perché costretto alla fuga. Continuerà il viaggio senza sapere bene perché, forse solo per cercare il proprio posto nel mondo. All’altro lato della città di New Bethlem vive Rebecca, artista al servizio dell’ambigua setta del Credo Post-umano. Dubbiosa di tutto ciò che la circonda in città, partirà seguendo il richiamo via radio alla ricerca di risposte sul proprio passato. Un pezzo alla volta, mischiando le tre linee temporali, viene ricomposto il puzzle del presente e del passato del mondo.

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Intervista a cura di TRANQUILLI MARIA DONATA

Oggi Con Noi – Alessandra Toti

Per la rubrica “Oggi Con Noi” diamo il benvenuto a Alessandra Toti ed al suo romanzo

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Ciao Alessandra e grazie per aver aderito all’iniziativa di Passione libri in gemellaggio con leinfinitevitediunautrice di Eleonora Panzeri e Alice Jane Raynor. Direi di non perdere altro tempo e iniziare subito con le domande.

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1.Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Il mio romanzo è nato da un periodo alquanto buio della mia vita. Le persone che sentivo a me più vicini, sia come amici che come nemici, mi hanno dato l’ispirazione e gli spunti per creare questa storia, che ritengo un vincolo di sfogo dove ho scelto di trasformare la mia realtà, plasmandola con la fantasia.

2.In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

Il romanzo è ambientato nel mio paese natale, Sarnico, situato in provincia di Bergamo sul lago d’Iseo, ed è un racconto moderno, ambientato ai giorni nostri.

3.Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

Secondo me i tratti della personalità e le qualità che possiedono…

4.Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

La forza del mio romanzo è legata allo stile nel quale ho mischiato tutta questa fantasia alla realtà che mi circondava, mettendo su uno sfondo semplice come Sarnico, fatti quasi epici.

5.Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

Credo che entrambe le alternative meritino certi riguardi. Anche se ho pubblicato con casa editrice, che comunque da certe garanzie più sicure ai propri diritti d’autore, lavorare in self mi ha sempre fatto divertire parecchio.

6.Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Se vogliono leggere una storia carica di sentimento, magia e mistero, il mio libro è proprio quello che fa per loro.

7.Piccolo estratto

«Artemisia…».

«Dimmi» il mio invito suonò con un tono tremante ed agitato. Chiusi gli occhi facendo un respiro profondo, quando Roy mi lasciò la mano ed allungò la sua verso il mio viso per scostarmi i capelli. Dietro a quel silenzio sembrava si nascondesse qualcosa, pronto solo balzar fuori. Girai un poco la testa verso di lui, che disse senza troppo imbarazzo:

«Lo sai che ti voglio» pronunciò quella frase con un tono di voce basso e diretto. Sentii la gola serrarsi e la bocca impastarsi. Avrei voluto dire qualcosa per sviare la situazione che si era creata.

Mi prese dolcemente il collo, appena sotto il mento, e si chinò su di me, appoggiando le labbra alle mie, dandomi un bacio casto.

Si staccò per fissarmi alcuni istanti negli occhi, con una luce quasi selvaggia nei suoi. La mia voce era bloccata in gola, non sarei riuscita a parlare. Si avvicinò ancora e stavolta intuii che il suo bacio non sarebbe stato nuovamente così innocente. Fu allora che il clacson dell’auto dietro di noi strillò fastidiosamente, spezzando la magia.

«Ehm… É verde» mormorai mordendo il labbro, incerta se davvero avessi parlato, tanto la mia voce era sembrata uscirmi dalla bocca robotica. Roy emise una sottospecie di ringhio scocciato ma rise:

«Che semafori frettolosi avete qui in Italia».

Annuii sentendo le mie membra tutte agitate, come se mi stessero mettendo in allerta. Sentivo caldo e freddo ma anche un misterioso incremento di energia che aveva iniziato a scorrere nel mio sangue.

Mi percepivo agitata, sudavo e tremavo, la mia voce sembrava essersi persa da qualche parte nei meandri del mio organismo, temevo che non sarei più riuscita a parlare.

Stringevo le gambe e tenevo le mani congiunte in grembo, con la testa abbassata. La mia mente era confusa, l’intero corpo lo era: volevo pensare, ma a cosa avrei dovuto pensare? Volevo parlare, ma cosa potevo dire? Sospirai ed abbassai il parasole dell’auto per guardare che aspetto avesse il mio sguardo.

Spalancai gli occhi e misi una mano sulla bocca, per soffocare quel gemito di stupore che cercò di salirmi dal caro amico diaframma: le miei iridi erano d’oro e per la paura che mi assalì fui sul punto di piangere.

«Roy… che cosa mi hai fatto?» balbettai.

Lui si era fatto freddo e teneva lo sguardo fisso sulla strada. Il sorriso tornò subito e rispose: «Non sono io, honning. Sei tu così».

Stavo per ribattere ma notai che il colore stava tornando normale, e rimasi con volto ebete a guardare quella magia. Mi sfiorai le ciglia quando, infine, nuovamente i miei occhi furono verdi, e nonostante il panico iniziale, finalmente passato, non potei fare a meno di pensare a quanto erano diventati belli.

8.Trama del tuo libro e link per l’acquisto

Artemisia è una ragazza di venticinque anni, insoddisfatta della sua esistenza: ha poche amiche, i genitori vivono in un altra città, è single e non ha mai avuto grandi esperienze. Vive sola a Sarnico, un piccolo paese della provincia di Bergamo che lei definisce vuoto e monotono, dove la gente si affolla soltanto nel week end e nelle stagioni calde. Scoprirà grazie al suo intuito che la sua datrice di lavoro, nonchè migliore amica, Lisa Amaya, è una Janara: una strega dedita ai culti della dea Diana, praticante di magia bianca. In particolare la sua vita subirà un repentino mutamento quando casualmente conoscerà il misterioso Roy…

Link per l’acquisto: http://www.temperino-rosso-edizioni.com/catalogo-casa-editrice/il-giglio-nordico

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Intervista a cura di TRANQUILLI MARIA DONATA

Oggi Con Noi – Simone Turri

Per la rubrica “Oggi Con Noi” diamo il benvenuto a Simone Turri ed al suo romanzo

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Ciao Simone e grazie per aver aderito all’iniziativa di Passione libri in gemellaggio con leinfinitevitediunautrice di Eleonora Panzeri e Alice Jane Raynor. Direi di non perdere altro tempo e iniziare subito con le domande.

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Ciao e grazie per avermi dato questa splendida opportunità.

1.Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

L’idea di scrivere “Brandelli d’anima”, già disponibile in tutti gli store online in formato ebook, e fra qualche giorno anche in cartaceo, è nata da un profondo senso di rispetto e ammirazione per la figura femminile. Ritengo che senza la donna, il mondo sarebbe sicuramente orfano della sua parte migliore. Anche per questo motivo, se non ci fosse la collaborazione fra me e la mia compagna Daniela Mecca, questo e i nostri precedenti romanzi non avrebbero visto la luce. La maggior ispirazione, purtroppo o per fortuna, in questo caso l asi trae da ciò che si apprende dai fatti quotidiani di cronaca che mettono a dura prova la sicurezza e la spensieratezza dell’universo femminile. Diciamo che in questo romanzo abbiamo voluto schierarci proprio dalal loro parte e ne siamo fieri.

2.In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

Il romanzo è ambientato nella Dublino dei giorni nostri, con alcune finestre che si aprono in un passato tormentato che riguarda da vicino i protagonisti.

3.Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

I personaggi dei nostri romanzi devono avere la caratteristica fondamentale di essere vivi. Nel senso che devono emergere a tal punto dal romanzo da diventare parte integrante della mente del lettore, che grazie alla sua immaginazione, diventa a sua volta protagonista accompagnandoli lungo il percorso del racconto.

4.Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

I punti di forza di “Brandelli d’anima sono molti, ma penso che quello che prevalga maggiormente sia proprio la forza che la protagonista fa scaturire da se stessa nell’affrontare le difficili situazioni che la vita le riserva. I temi toccano le corde dell’emotività, dell’empatia e, del dolore, del rancore, per nulla facili da trasporre in materia vivente sulla carta, ma altrettanto potenti e attuali come messaggi.

5.Tra i tuoi romanzi già pubblicati, a quale sei legata/o in maniera particolare?

Siamo legati a tutti i romanzi e racconti che sono stati pubblicati fino a questo momento. Credo di essere legato anche a quelli che devono ancora vedere la luce, perchè di fatto sono già presenti nella mia mente… Abbiamo iniziato il nostro cammino letterario nel 2012 con la raccolta di racconti horror “Il fiore nero”, per poi passare al thriller psicologico con il romanzo “Il tatuatore”, che ha avuto e mantiene tutt’ora un ottimo successo di pubblico e critica. Abbiamo intervallato questi due lavori con alcuni racconti horror e thriller facenti parte di alcune raccolte a più autori per poi approdare al thriller drammatico di “Brandelli d’anima”. Tutti occupano un posto speciale nel nostro cuore e tutti sono stati scritti con vera passione e impegno.

6.Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

Fino a questo momento ci siamo sempre affidati alla collaborazione di case editrici perchè crediamo che il lavoro di squadra sia una carta vincente per proporre un prodotto efficace e accattivante. Con GDS, che ha curato “Il tatuatore” e “Brandelli d’anima” si è creata una forte sinergia e complicità e di questo siamo parecchio soddisfatti.

7.Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Perchè no?! Scherzi a parte, penso che “Brandelli d’anima”, come anche “Il tatuatore2, siano due romanzi avvincenti, carichi di suspence, che tengono il lettore incollato al romanzo fino all’ultima pagina per stupirlo poi con un finale col botto. Penso che la curiosità che suscitino spinga il lettore a volerne sapere di più e questo è molto importante per chi scrive perché così facendo si crea uno stretto legame fra autore e lettore.

8.Piccolo estratto

“La mattina dopo una sbornia, è sempre un momento arduo da affrontare. Il traumatico risveglio, come avvolti da un pesante strato di bambagia, contribuisce ad affievolire i sensi e rendere impossibili anche i più semplici movimenti. Per non parlare del vorticoso turbinio di pensieri e ricordi che gravitano in testa e del senso di nausea che si sposa perfettamente all’orribile gusto che rimane in bocca. Un insieme di sensazioni che Michelle, affascinante trentottenne di Blackrock, pittoresca cittadina affacciata sul mare della periferia sud di Dublino, conosceva alla perfezione. Non sapeva spiegare il motivo di quel vizio, ma rammentava molto chiaramente la sensazione di puro piacere che provò, da adolescente, la prima volta che le sue labbra incontrarono il sapore deciso dell’Irish Mist, un liquore a base di quattro alcol forti e altrettante erbe aromatiche, con aggiunta di miele di brughiera. Quel sabato mattina si alzò di cattivo umore, per aver terminato la serata senza essere riuscita ad abbordare nemmeno uno straccio d’uomo. Nuda, si diresse in bagno con un’ andatura da zombie, accese la luce e si sedette sulla tazza del water. Una volta terminato, si lavò energicamente il viso, si specchiò e si scarmigliò i capelli rosso fuoco, vista la condizione sciupata in cui serbava.”

9.Trama del tuo libro e link per l’acquisto

Michelle, giovane donna di Dublino, decide di riprendere in mano la propria vita, affrontandola e scontrandosi con una torbida realtà che le ha lasciato un marchio indelebile. Avrebbe dovuto essere un percorso semplice e spensierato, ma un susseguirsi di strani incontri ed eventi rendono tutto molto complicato, fino a quando si troverà costretta a ricomporre il puzzle della sua anima.

Link per l’acquisto: http://www.amazon.it/Brandelli-danima-Simone-Turri-ebook/dp/B01CTITXNK

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Intervista a cura di TRANQUILLI MARIA DONATA