Oggi Con Noi – Domenico del Coco

Per la rubrica “Oggi Con Noi” diamo il benvenuto a Domenico del Coco ed al suo romanzo

Nessun Amore Più Grande - Domenico del Coco

Ciao Domenico e grazie per aver aderito all’iniziativa di Passione libri in gemellaggio con Le infinite vite di un’autrice di Eleonora Panzeri e Alice Jane Raynor. Direi di non perdere altro tempo e iniziare subito con le domande.

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1.Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Il mio romanzo è nato sotto richiesta di alcune persone per non far dimenticare il dramma dei desaparecidos argentini. Mi sono ispirato a fatti realmente accaduti per poter descrivere quel dramma che purtroppo in Italia non è tanto sentito. Il dramma dei desaparecidos a distanza di quaranta anni non è ancor ben presente in Italia.

2.In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

La storia è ambientata tra la Buenos Aires di oggi e quella del 1976 anno in cui iniziò la dittatura di Videla e il dramma dei desaparecidos.

3.Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

Sono personaggi comuni. Non hanno caratteristiche speciali. Li creo apposta perché la lettrice e il lettore si possano subito rispecchiare.

4.Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

I punti forza sono la storia dei desaparecidos. Il lettore leggendo il libro capirà bene cosa è avvenuto veramente in quegli anni (Argentina 1976-1983) oltre ai desaparecidos si parla anche di altre tematiche minori come l’amore, i rapporti famigliari e tanto altro.

5.Tra i tuoi romanzi già pubblicati, a quale sei legata/o in maniera particolare?

Sicuramente al Quaderno di Madrid (Gilgamesh Edizioni solo formato e-book) perché c’è stato un lavoro durato quattro anni sulla guerra civile spagnola.

6.Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

Casa editrice. L’esperienza è positiva e proprio perché l’editore Cavinato è contento dei miei scritti uscirà a settembre Redenzione un mio racconto in un’antologia di ben 50 autori

7.Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Per capire cosa significhi amare un figlio che è nato in una circostanza drammatica ma anche capire che il lavoro di madre non è semplice. Il libro è soprattutto indirizzato a donne, madri che ogni giorno si fanno in quattro per tenere salda la famiglia. Penso che sia un libro adatto più alle donne che agli uomini. Le donne hanno maggiore sensibilità e colgono immediatamente le emozioni

8.Piccolo estratto

Argentina 2016. Mi chiamo Esteban. Esteban Ezequiel Rodriguez Puccini. Ho 40 anni. Sono di origini Italiane da almeno tre generazioni. Una bella famiglia, perfetta direi. Vivo come impiegato sopravvivendo ad una crisi economica che sta distruggendo la nostra nazione. Sono nato a San José de Balcarce ma, essendo stato un tipo ribelle, mi trasferii a Buenos Aires appena terminata la scuola superiore. Amo la mia nazione. Durante il tempo libero mi piace recitare. Ma quello che vi racconto non sono Finzioni per dirla alla Borges. Ognuno di noi ha un passato. Un passato che può essere bello o brutto. Per un atmo della mia vita scoprii il mutismo. Si, avete capito bene. Ero muto. Non me ne accorgevo. Come se la bocca diventasse asciutta e non potesse più parlare. Ero timido, non che non lo sia ancora, anzi! Però in quel periodo accadde qualcosa di strano. Sono abbastanza alto, occhi castani e capelli castano scuri quasi neri. Da bambino nessuno poteva tollerare un Esteban Ezequiel Puccini con un carattere ingovernabile, a tratti incorreggibile, provocatorio, esplosivo, per certi versi instabile e irascibile e, se proprio devo dirla tutta, ero facilmente infiammabile. Per molti ero una creatura selvaggia, indomita, sfacciato (con chi non sopportavo o consideravo antipatico), volubile, ma tuttavia ero sensibile e vulnerabile con un carattere non decifrabile. Se per alcuni ero un estroverso con origini misteriose per altri sembravo un ragazzino timido e impacciato al primo appuntamento. Così a Balcarce molti si chiesero come mai ero un reietto e una sorta di problema. Non seppi mai dare e darmi una risposta.

9.Trama del tuo libro

Buenos Aires, oggi. Una famiglia in apparenza normale, dove tutto è perfetto, viene stravolta dalla tesi che il figlio Esteban Ezequiel Puccini, protagonista del romanzo, sta preparando per la sua laurea. Il ragazzo, argentino di origine italiana, sta lavorando a una tesi sui desaparecidos. Nel momento in cui si documenta qualcosa lo porta a vivere in quel periodo buio dell’Argentina degli anni ’70. In casa, d’improvviso, calano un silenzio e un’omertà sospetta. Qualcuno porta dentro di sé un doloroso segreto. Esteban comincia a notare le differenze fisiognomiche con i fratelli e si interroga sul perché sua madre con lui si comporti in maniera eccessivamente protettiva. Cosa nasconde a suo figlio? E perché il papà lo tratta a volte in maniera fredda? Per quale motivo con lui, primogenito, ha un rapporto più distaccato?

In un ritmo di tensione continua il lettore scoprirà aspetti della storia che hanno coinvolto non solo argentini ma anche il resto del mondo. Chi erano i desaparecidos? Cosa sono i voli della morte? E perché Videla voleva eliminare tanti argentini? Queste sono le domande che il lettore si porrà insieme al protagonista.

10.Link per l’acquisto

http://www.ibs.it/code/9788869821936/del-coco-domenico/nessun-amore-pi-u-grande.html

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Intervista a cura di TRANQUILLI MARIA DONATA

Oggi Con Noi – Natascia Luchetti

Per la rubrica “Oggi Con Noi” diamo il benvenuto a Natascia Luchetti ed al suo romanzo

Natascia Luchetti - Cover di Lo specchio nero

Ciao Natascia e grazie per aver aderito all’iniziativa di Passione libri in gemellaggio con Le infinite vite di un’autrice di Eleonora Panzeri e Alice Jane Raynor. Direi di non perdere altro tempo e iniziare subito con le domande.

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1.Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Lo Specchio Nero nasce da una poesia che scrissi nel Duemilacinque. Ero ancora alle superiori e in quel periodo mi divertivo a comporre rime in inglese. Ne scrissi una che poi sviluppai con un paio di ballate, ma lasciai tutto nascosto all’interno di un quaderno, dimenticato in cantina. Questo fino al Duemilaquattordici, in cui raccolsi le mie idee per creare una storia. Pensavo ad un racconto breve e invece ne è uscito un romanzo di oltre quattrocento pagine. Se parliamo di ispirazione in generale, devo ammettere che la fonte primaria è la musica. La musica che è molto presente anche all’interno della stessa trama come vascello di emozioni. Tuttavia essa non è l’unica mia fonte di ispirazione. Ad accompagnarla ci sono i libri che ho letto, che hanno plasmato lo stile. Sono un’appassionata di romanzi gotici, ossessionata dal Dracula di Bram Stoker, quindi sottolineerei lui come mio più grande maestro. Non è finita qui. Io amo le leggende e spesso sono proprio alcune di esse, lette per caso su un giornale o su di una pagina web o semplicemente sentite alla tv, a darmi l’input, la scintilla creativa. All’interno dei miei romanzi potete trovare decine di leggende note riviste da me e reinterpretate, affiancate da una mitologia relativa all’universo che io stessa ho creato. Ci sono davvero tante altre cose ad ispirarmi, ma impiegherei pagine e pagine ad elencare ogni cosa.

2.In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

Lo Specchio Nero è ambientato a Espoo, in Finlandia e le vicende iniziano a dipanarsi durante gli anni Novanta. Il corpo principale del romanzo si svolge tra il Duemilaundici e il Duemilaquattordici, anche se le radici di alcuni personaggi richiedono dei flashback in un passato remoto che risale alla cristianizzazione del suolo finlandese.
Il motivo per cui ho scelto la Finlandia è perché è un Paese che adoro e la sua poca densità abitativa lo rende selvaggio. I suoi laghi, il suo clima gelido creano un’atmosfera ideale per il mio genere.

3.Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri? 

Offro davvero tantissimi personaggi e ognuno è importante per motivi diversi. Ovviamente, per me, ognuno di loro ha un senso profondo, intimo, rappresenta degli aspetti della mia vita e delle personali prese di posizione relativamente a temi che mi stanno particolarmente a cuore. Tuttavia ho posto una cura maniacale nel dettaglio della loro caratterizzazione sia fisica che psicologica. I miei personaggi sono sospesi tra il mondo reale e quindi la realtà di tutti i giorni, e lo straordinario della dimensione spirituale. Demoni, angeli, streghe condividono gli stessi spazi e gli stessi tempi delle persone normali, che vivono loro accanto, ignare della loro potenza. Ognuno di loro ha un’origine ben definita, fissata nel tempo. Ognuno di loro ha un trascorso ben delineato, che siano secondari o primari. Non ho trascurato nemmeno le brevi comparse. Tutti hanno il diritto di essere conosciuti e amati od odiati con cognizione di causa. Il personaggio a cui sono più affezionata è Aleksandr Latvila, il cantante chitarrista dei Child of Decadence perché fa da anello congiungente tra regolare umanità e mostruosità e riesce a suscitare riflessioni interessanti. Non scenderò nel dettaglio, ovviamente. Non voglio rovinare la sorpresa a chi legge, tuttavia lo sottolineerei come portatore del vero messaggio del mio primo romanzo.

4.Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

I punti di forza del mio romanzo? Un’ossatura forte per quanto riguarda la trama. Ogni contesto è definito e collocato sia a livello temporale che spaziale. I personaggi non escono mai dal nulla ma hanno tutti un background ben definito e una personalità spiegata nei minimi dettagli. Non vorrei risultare una vanitosa, però sono molto pignola nella formazione dei periodi. Sono attenta alla forma usata e alla struttura stessa della frase. Una cosa che scrivo deve essere scorrevole e bella da sentire.
Credo che il resto dipenda dal lettore. Non vorrei sbilanciarmi oltre, tanto da risultare antipatica.
I temi che vengono sviluppati ne “Lo Specchio Nero” variano dal concetto di “mostro” a quello di giustizia umana o divina. Scrivendo questo romanzo mi sono chiesta una cosa : può qualcuno amare un essere che supera la sua comprensione? Può amare una creatura che porta calamità e morte pur non volendo? Ho voluto parlare di questo, ma anche della forza dello straordinario e della sua capacità di risvegliare le coscienze e i lati sopiti degli esseri umani attraverso la paura. Sì, perché il vero ego dei miei personaggi fiorisce quando essi si trovano a dover fronteggiare qualcosa di più grande di loro, qualcosa che ad un primo sguardo sembra incomprensibile. Il salto nel buio. Ho provato a descrivere anche questo. Mettere un piede in un baratro e precipitare nell’ombra fino a farsi divorare completamente. Ho provato ad immaginare questa sensazione e a descrivervela attraverso le vicende.

5.Tra i tuoi romanzi già pubblicati, a quale sei legata/o in maniera particolare? 

Il primo romanzo che ho pubblicato è stato “Lo Specchio Nero” ed è il primo volume di una trilogia che prosegue poi ne “La Strega dei Corvi”, già pubblicato. Sto ultimando il prequel “Il Risveglio della Fenice che probabilmente uscirà sugli store Online il prossimo mese.
Colgo l’occasione per parlare un po’ anche di questo mio secondo lavoro, ambientato in Italia. Anche in questo caso la vicenda parte da un’antica leggenda poco nota che coinvolge due ruderi e un passaggio segreto, situati nel panorama da sogno dell’Alpe di Siusi. I nuovi personaggi introdotti, si legheranno a quelli già conosciuti nelle vicende de “Lo Specchio Nero” e porteranno la storia su un livello persino più epico. Sì, per la Strega dei Corvi, dovrei avere uno spazio apposito. Ci sono davvero tante altre cose da dire.

6.Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

Casa editrice. Cavinato Editore per sempre. Ovviamente non tolgo nulla ai Self, ma essendo dal tutto inesperta in materia ho preferito lasciare come ultima possibilità quella di autopubblicarmi. Prima di incontrare il mio Editore, ho ricevuto un paio di proposte da Case Editrici a pagamento da far arricciare i capelli. Quindi un consiglio che ho da dare a tutti gli esordienti che vogliono pubblicare attraverso Casa Editrice è di evitare a piè pari tutti quegli editoruncoli che non vogliono scommettere nemmeno un euro sul loro lavoro e che propongono stampe e diffusioni a cifre astronomiche. Non cedete all’entusiasmo! Mai! Se proprio nessuno è disposto a pubblicarvi, meglio il Self. Non buttate un euro per farvi leggere. Se la vostra opera vale davvero, non siete voi a dover pagare ma l’editore che vuole lavorare al vostro fianco.

7.Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Innanzi tutto credo che leggere Lo Specchio Nero sia interessante per le persone che amano i romanzi gotici e l’urban fantasy. Chiunque sia appassionato di leggende nordiche e demonologia cristiana, unita ad un pizzico di stregoneria, può tranquillamente passarci su un paio di giorni. Si gusta a pieno se si ha voglia di riflettere sulla vicenda che non scorre soltanto per arrivare alla fine, ma che in ogni sua parte offre uno spunto per fermarsi a pensare.

8.Piccolo estratto

Il disgelo era quasi completo. La neve aveva lasciato finalmente spazio all’erba e all’asfalto umido. Iniziava ad essere gradevole passeggiare sotto il sole decisamente più caldo della tardiva primavera. Sole che in quel momento volgeva al crepuscolo. Astrid osservava distrattamente l’orizzonte come se cercasse di vedere qualcosa che sapeva di non trovare. Era distratta dal un ricordo che non sentiva nemmeno suo. Si trascinava seguendo una volontà indefinita , lungo il sentiero che costeggiava il freddo lago. Il debole vento le spostava i lunghissimi capelli scuri.   Osservò il pelo dell’acqua leggermente increspato dal vento e si strinse fra le sue stesse braccia come se un brivido insensato la percorresse dalla testa ai piedi, una folata di vento decisamente più rigida.

Un lontano rumore di passi la risvegliò da quello strano torpore. Passi che volgevano in direzione di lei. Si voltò lentamente e i suoi occhi incontrarono il ghiaccio di uno sguardo oramai diventato familiare. In quelle settimane non vi era giorno che non incontrasse accidentalmente la vista di quegli occhi, nei momenti più svariati. Era davvero qualcosa di casuale, o quello sguardo la cercava costantemente, in silenzio?

«Non dovrebbe rimanere fino a quest’ora nei pressi di questo sentiero, signorina. L’aria diventa fredda quando la notte incombe.»

«So come proteggermene, Signor…»

«Latvila. Aleksandr Latvila.»

«Una celebrità come lei che passa del tempo in una cittadina umile come questa?»

«Io sono nato qui, vivo qui e qui traggo ispirazione per ogni cosa. Le acque di questo lago mi hanno dettato spesso strofe meravigliose. La poesia racchiusa nel testo di una canzone non nasce solo dalla mente dell’autore, ma anzi, viene a lui dettata dalla realtà che vive. Le immagini sono fotografie create dall’esperienza che trovano espressione solo nei versi.»

«Lei esprime ogni cosa in poesia. Ha un linguaggio a dir poco obsoleto per questa generazione. Non se ne abbia a male, ma a vederla sul palco, tutto si direbbe tranne che fosse capace di esprimersi in questo modo.»

«Il palco inganna. Per piacere alle masse, le persone sono costrette a modificare il proprio atteggiamento in modo da costruirsi una maschera giusta. Parolacce, imprecazioni e frasi fatte, idiomatiche per un genere di musica e uno stile di vita caratteristico sono doverose per chi deve farsi ascoltare. Crede che se io salissi sul palco con la calma e la pacatezza con cui mi rivolgo a lei in questo momento mi ascolterebbero, signorina…»

«Astrid, Astrid Hekkinen.»

«Bellissimo nome. Astrid significa “Divinità meravigliosa” viene dall’antica lingua norrena parlata dai vichinghi che abitavano queste terre. E’ strano e sorprendente allo stesso tempo come un popolo così barbaro e indelicato potesse creare qualcosa di così gradevole.»

«E quindi lei sa fare anche l’etimologia dei nomi?»

«E’ un campo che mi ha sempre divertito: trovare la radice delle parole e analizzarne la nascita.»

«Affascinante davvero. Anche a me interessa molto.»

Latvila accennò un lieve sorriso e Astrid non fece che rispondergli rimandandone uno decisamente più convinto.

«Io la apprezzerei anche se fosse se stesso sul palco.»

«Non avevo dubbi. Si comprende facilmente che non riesce a soffermarsi alla superficialità dell’aspetto esteriore. Da come guarda il pelo dell’acqua si direbbe che passa molto tempo a pensare.»

«Anche troppo. Le giornate scorrono nella melanconia prima ancora che me ne accorga.»

«Anche lei, come me ama la solitudine, non è così?»

«Non che la ami, ma a lei sono costretta. Non mi ritrovo con tutta quella marmaglia di gente che mi sta intorno. Quelli con la mentalità come la mia non hanno molto spazio nella società di oggi. Sono troppo all’antica, dicono.»

«Non è un male. In passato le cose erano molto diverse e non di certo peggiori, almeno per certi versi.»

«Lei parla come un vecchio, ma a guardarla si direbbe che abbia una trentina di anni al massimo.»

«E’ il coraggio e la forza di sperare che mantiene le persone giovani. E’ per questo motivo che si vedono ragazzi già vecchi e anziani ancora bambini.»

«I disillusi sono vecchi o ragazzini?»

«Dipende da quanto vogliono rischiare per provare ad essere felici.»

«E se io sia disposta a rischiare ogni cosa?»

«Allora lei è fuori dal tempo. Sarà giovane per sempre, anche quando le rughe le solcheranno il viso.»

Gli occhi di Aleksandr si posarono sullo specchio d’acqua increspato dal vento. Il silenzio cadde assieme alla luce. Le mura del vecchio maniero, sull’altra riva del lago, schermavano ormai i raggi di quel sole morente. Assottigliò lo sguardo, socchiudendo leggermente le palpebre come se dovesse focalizzare l’attenzione su qualcosa all’orizzonte.

«Mi dispiace dover interrompere la nostra conversazione, ma devo raggiungere un mio amico dall’altra parte della città. Spero di poterla incontrare ancora sulle rive di questo meraviglioso lago.»

«E’ una mia meta fissa. Adoro i laghi.»

«Allora sarà piacevole incontrarla ancora. Arrivederci e buona serata, Astrid.»

«Anche a lei, Signor Latvila.»

«Aleksandr.»

«Anche a lei Aleksandr.»

Corresse la frase con un sorriso sulle labbra e lo osservò allontanarsi a passo abbastanza sostenuto. Gli ultimi raggi del sole colpivano i suoi lunghi capelli biondo scuro. Qualcosa in lui l’aveva colpita. Forse la voce, forse lo sguardo: non sapeva identificare bene che cosa la spingesse a continuare a seguirlo con gli occhi, finché non superò il suo campo visivo. Con lui scomparve definitivamente l’ultima luce di quel pomeriggio che lentamente lasciava spazio alla sera. Il buio dilagava con estrema velocità e le acque del lago divennero presto uno specchio incapace di riflettere. Una strana sensazione la assalì, simile alla paura. Un flash, un ricordo, le tornò alla mente.

Accelerò il passo e si allontanò dalle rive del lago in modo da raggiungere presto la strada illuminata dai lampioni.

9.Trama del tuo libro

Astrid Hekkinen è una ragazza disillusa, troppo abituata ad una vita di routine in una tranquilla cittadina vicino Helsinki. Tutto cambia quando i suoi occhi incontrano lo sguardo di Aleksandr Latvila, un fascinoso cantante chitarrista di un gruppo death metal finlandese. Gli occhi, la voce e l’immagine di lui divengono ridondanti ed onnipresenti nella vita della giovane, ma questo non riesce a darle fastidio. Lei scopre solo in seguito che dietro quei modi dolci è magnificamente galanti si cela una creatura sovrumana da sempre al centro di un’antica disputa di dominio tra le forze dell’Inferno e antichi difensori della Luce. Uno scontro tra ragione e antiche leggende divenute reali sconvolgerà la vita di Astrid e di tutti coloro che ignari si sono avvicinati alla doppiezza di Aleksandr, trascinandoli in una guerra che spezza ogni legame con i limiti del possibile.

10.Link per l’acquisto

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Intervista a cura di TRANQUILLI MARIA DONATA

Oggi Con Noi – Jessica Verzeletti

Per la rubrica “Oggi Con Noi” diamo il benvenuto a Jessica Verzeletti ed al suo romanzo

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Ciao Jessica e grazie per aver aderito all’iniziativa di Passione libri in gemellaggio con Le infinite vite di un’autrice di Eleonora Panzeri e Alice Jane Raynor. Direi di non perdere altro tempo e iniziare subito con le domande.

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1.Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Innanzitutto il romanzo è nato da una mia pura passione, l’angeologia, ed a seguito di alcune mie documentazioni e letture mi sono soffermata su quante cose ci vengono nascoste o poste in modo diverso nella nostra società. E’ proprio da ciò che ho tratto la maggiore ispirazione per la stesura di questo libro: i veri e puri schemi mentali che portano le persone ad una routine quotidiana, quasi meccanica, valori ed idee inculcate a forza per creare una sorta di “gregge”, mentre coloro che tentando di uscire da questi schemi e si avviano verso il risveglio si spingono fuori a questa massa a gomitate in cerca di respiro.

2.In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

Il luogo non è definito, ma se vogliamo definire un periodo possiamo dire ci troviamo in un “ipotetico” futuro, dove mondo umano e mondo “dell’invisibile” non sono più un segreto.

3.Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

Ciò che rende speciale e contraddistingue i personaggi è la loro personalità molto forte, che tende a sottolineare ciò che la morale del romanzo vuole comunicare. Ogni personaggio ha un suo ruolo preciso, una sua identità. L’obbiettivo è far focalizzare nella mente del lettore il personaggio, per captare ciò che vuole esprimere, farlo successivamente riflettere, pensare, mettere le sue idee e pensieri in subbuglio, portandolo a porsi domande e forse… suscitare pure fastidio.

4.Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

Il romanzo tocca dei temi che ritengo essere “forti” e molto azzardati, ovvero: gli schemi mentali, i peggiori nemici da sempre e ciò che comportano insieme ai giudizi; Il risveglio spirituale che porta alla consapevolezza di se e di ciò che ci circonda; la figura Luciferina cristiana completamente smantellata e portata alla luce nel suo reale significato dalle origini. Direi che i punti di forza sono i temi stessi, forse persino utili per chi vuole finalmente avviarsi verso un risveglio o per chi ha già la mentalità aperta.

5.Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

Non scarterei nessuna delle due, onestamente ritengo vadano ben valutate in base alle proprie esigenze, visto che entrambe hanno pro e contro. La Casa Editrice sicuramente ti dà più garanzie riguardo i diritti d’autore ed hai un “supporto”, mentre con il Self hai un autonomia tutta tua ma non ti garantisce un affiancamento, però può venir molto utile nel caso si stendano molti romanzi e non si ha l’opportunità di pubblicarli tutti con una CE, potendo comunque pubblicare la propria opera facendosi conoscere.

6.Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Penso che le persone dovrebbero leggere questo libro perché nella sua semplicità è una storia ricca di contenuti che possono aiutare a risvegliare le menti ormai addormentate, e far riflettere su certi atteggiamenti dell’uomo su alcuni aspetti. Credo perfino che i temi possano suscitare curiosità ed interesse.

7.Piccolo estratto

«Non hai timore di questi posti?» chiese, incominciando a camminare lungo il corridoio che divideva la lunga ed enorme libreria. Potevano sentire solo le loro due voci sussurrate e vedere i loro occhi dai pertugi tra una mensola e l’altra.

«Perché mi fai una domanda del genere?» osservò Lucifer, seguendola passo passo; la sua camminata era talmente felpata che nemmeno se ne percepiva il movimento in quegli istanti.

«In alcuni di questi libri potrebbero essere custodite molte cose su di te, sulla tua vita, i tuoi segreti, per distruggerti, per conoscerti, cose vere, menzogne. Tutto questo ti è indifferente?»

Ci fu un lungo silenzio, così lungo che portò Eva a pensare che forse aveva parlato troppo e che Lucifer se ne fosse andato perché non voleva più sentire le sue chiacchiere, quindi si fermò e guardò verso la libreria, ma lo vide ancora lì, non se n’era andato. Di nuovo rivide quello sguardo che le era ancora capitato di notare tutte quelle volte che si erano scontrati: durante quell’ultimo scontro che l’aveva portata a prendere Lucifer con sé. Era un velo di tristezza, malinconia per un qualcosa che non sapeva spiegarsi. Il giovane si mise una mano sull’occhio che aveva ancora la vista danneggiata, poi la fece scorrere fino alla fronte e si passò la mano nei capelli e rimase lì con lo sguardo verso il soffitto ricoperto di affreschi.

«Dicono e hanno scritto talmente tante cose che nemmeno loro stessi sanno cosa sia vero e cosa no» mormorò. «E forse nemmeno io» concluse abbassando lo sguardo e chiudendo gli occhi.

«Mi stupisci» intervenne Eva, attirando l’attenzione del giovane che voltò lo sguardo verso di lei. «Ti credevo più forte, Lu» confidò.

«Forse ti sei fatta fin troppe aspettative su di me, mi hai sempre e solo visto su dei campi di battaglia fino ad ora» rispose quasi si volesse giustificare. «E tu non sai nulla di me realmente, tanto che pensavi fossi tutt’altra persona.»

«Sì, lo ammetto, ti pensavo diverso, e sono anch’io caduta in balia dei pettegolezzi, ma qualcosa mi ha portato ad aprire gli occhi e a farmi domande su di te» spiegò. «Ma anche tu sei in balia di quegli stessi pettegolezzi, tanto che non sai più chi sei.»

Eva non sapeva da dove venisse tutta quella carica, ma si rese conto che lo stava affrontando direttamente stavolta, più che un affronto, erano confidenze.

«Forse sono solo un mostro, come tutti mi dipingono» rise amaramente Lucifer.

«Tu non sei quello che dicono gli altri, nessuno di noi lo è. Siamo ciò che vogliamo essere e diventare» confidò Eva, che in quel momento si rese conto che gli scaffali erano finiti e che erano arrivati alla fine del corridoio. Qualche passo più avanti e si sarebbero ritrovati faccia a faccia. Non fece in tempo a pensarlo, che così accadde.

Si ritrovarono l’uno davanti all’altra, e di nuovo Eva si sentì in imbarazzo, lo guardò in volto per poco, solo il tempo di dare uno sguardo a quegli occhi azzurro ghiaccio e al viso circondato dai capelli corvini. La differenza d’altezza era parecchia, anche se lei non si riteneva troppo bassa nonostante fosse una donna, la portava lo stesso ad alzare leggermente il capo per guardarlo in volto. Il suo sguardo guizzò velocemente sul fisico statuario, teneva continuamente la giacca di pelle viola aperta ed era impossibile non vedere o far cadere lo sguardo sul fisico, specialmente sull’inizio delle ali tatuate che cadevano dall’inguine in giù. Eva sentì un forte calore in volto e abbassò il capo guardandosi gli stivali sporchi di fuliggine.

«Pensi quindi che io abbia possibilità di scelta? Nonostante tu sappia chi sono?» domandò Lucifer rompendo quel silenzio imbarazzante.

«Ti chiami Lucifer, nel tuo nome vi è il significato di portatore di luce e chiarezza, quindi perché non potresti farlo per te stesso?» ribatté inaspettatamente la giovane.

Lucifer la guardò per qualche istante in modo quasi insistente, mettendo la giovane in soggezione, sembrava quasi stesse per ribattere qualcosa ma le diede le spalle e si avviò lungo il corridoio allontanandosi.

8.Trama del tuo libro

Eva è una giovane strega e cacciatrice, ed insieme al suo amico fidato Jason si trovano ad affrontare i disagi che la Grande Guerra ha diffuso sulla Terra con i suoi influssi. Il mondo degli inferi si sta fondendo con quello umano, creando caos e follia ovunque. I due amici si confronteranno direttamente con “La Stella del mattino” svelandone i segreti e collaborando per ristabilire l’equilibrio del Mondo, prima che sia troppo tardi. Lucifer si dimostra fin da subito una creatura particolare ed avvolta dal mistero. Lui non ha ricordi del suo passato, ma qualcosa è nascosto dietro al suo sguardo glaciale, all’apparenza così potente e freddo e la calunnia delle genti l’ha portato a non sapere più chi fosse veramente. Con l’aiuto del “Libro della Luce” i nostri eroi dovranno cercare e risvegliare i “Cavalieri della Luce”: i Dententori del Potere più grande che esista al mondo per portare l’intera esistenza alla salvezza. Con tante emozioni e colpi di scena Eva e Jhon arriveranno a scoprire la vera natura di Lucifer… Il nome “Lucifer ” significa “Portatore di Luce”. Quindi perchè temerlo così tanto?

9.Link d’acquisto: 

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Intervista a cura di TRANQUILLI MARIA DONATA

Oggi Con Noi – Alessandra Toti

Per la rubrica “Oggi Con Noi” diamo il benvenuto a Alessandra Toti ed al suo romanzo

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Ciao Alessandra e grazie per aver aderito all’iniziativa di Passione libri in gemellaggio con leinfinitevitediunautrice di Eleonora Panzeri e Alice Jane Raynor. Direi di non perdere altro tempo e iniziare subito con le domande.

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1.Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Questo romanzo è nato da una mia recente esperienza che mi ha avvicinata al mondo dello sciamanesimo, e sono proprio tutte le persone che ho conosciuto ad avermi ispirata nella stasura di questa nuova storia.

2.In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

La storia si ambienta tra Swann City, Lioness e Vessell in tempi moderni, città che esistono veramente sul territorio italiano, ma amando il fantasy ho voluto dare quel tocco di magia alla storia, facendo riferimento ai nomi veri e trasformandoli.

3.Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

Rifacendomi alle caratteristiche di chi mi ha ispirato nella creazione del personaggio, posso dire che i miei personaggi sono individui alquanto particolari, tutti legati al proprio cammino di crescita.

4.Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

Secondo me questo romanzo è un po’ una novità, in quanto i protagonisti ed i temi che tratto sono tutti legati allo sciamanesimo, alle materie olistiche ed alla natura, dove si mescolano l’amore, la paura dell’ignoto e la rivalità tra Spiriti.

5.Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

Come già dissi in un’altra intervista, ritengo che entrambe le possibilità vadano prese in considerazione, perché entrambe hanno il loro perché.

6.Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Perchè è semplicemente unico, una storia legata alla realtà dalla quale si possono trarre insegnamenti che io stessa ho appreso dal mio Maestro… e vi confesso che lui odia esser chiamato così :))

7.Piccolo estratto

«Non spero più, a dire il vero. Guardavo solo il movimento delle nubi» risposi con un sospiro.

«Mai smettere di sperare, il Caso non fa mai le cose a caso».

Rimasi in silenzio a studiare il suo volto: non lo avevo mai visto, prima di allora, ma dovetti ammettere che era un ragazzo anche molto carino, nella sua semplicità. Aveva un’espressione dolce e penetrante insieme.

«Sto passando brutti periodi, ultimamente».

«Lo vedo, i tuoi occhi sono cupi e tristi. Hai l’aria di chi è stato o si trova in un mare di guai».

Annuii. «Spero di guadagnare un posto in Paradiso, almeno».

Il giovane ridacchiò: «Non credo al Paradiso ma alla Reincarnazione»

Puntualizzò. «Beh, ma se proprio tu ci credi, posso darti un aiuto a fartelo guadagnare questo posto».

«Era per dire» feci un’alzata di spalle. «Sono scettica sull’idea che esista un luogo splendido dopo la morte».

«E della Reincarnazione cosa pensi?».

Lo occhieggiai di sottecchi, arricciando il naso: «Se è vero ciò che si dice… credo di aver fatto cose veramente brutte in una vita passata, per essermi ritrovata così ora».

Rise di nuovo: aveva un bel sorriso, raggiante ma beato allo stesso tempo. Dava l’idea di una persona che non sapeva minimamente cosa volesse dire provare rabbia, ansia e tristezza. Però riuscì a contagiarmi e gli domandai:

«Come me lo fai guadagnare il posto?».

«Dove devo recarmi per il Municipio?».

Mi venne istintivo trarre un sospiro e fare una risatina: aveva semplicemente bisogno di un’indicazione stradale, che fui lieta di dargli. Fu un modo bizzarro per attaccare bottone e chiedere dove si trovassero gli uffici amministrativi. Paradiso, Reincarnazioni. Discorsi ben lontani dal mio essere.

«Piacere, comunque, sono Astrid» dissi porgendogli la mano, che lui strinse con delicata fermezza.

«Io sono Connor».

Inclinai il capo, inarcando un lato della bocca. Era un nome ben poco comune il suo, quasi quanto il mio, ma mi piaceva molto.

«Hai un bel nome…» mormorai percependo un improvviso senso di impotenza e imbarazzo davanti a lui che, non so perché, mi sembrò improvvisamente l’icona di tutto ciò che al mondo non si poteva spiegare.

«Anche il tuo nome è carino» ammiccò senza malizia, ma fu un semplice gesto che riuscì a spiazzarmi in un istante.

8.Trama del tuo libro

Astrid è certa che la sua esistenza non abbia una minima ragione: si sente una nullità, pensa di non avere un futuro e invidia la sua amica Ginger che ritiene avere una vita che sembra completa. Eppure non immagina quanto il cambiamento possa essere vicino, nascosto negli occhi di un giovane dall’aspetto di un normale trentenne, Connor. Astrid non sa chi sia, non l’ha mai visto, ma dal primo incrocio di sguardi sentirà una sorta di attrazione e timore reverenziale verso di lui. Quando Astrid scoprirà la sua identità sarà per lei il momento di fare delle scelte, e sarà obbligata ad affrontare il misterioso Leopardo del Crepuscolo…

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Intervista a cura di TRANQUILLI MARIA DONATA

Oggi Con Noi – Simone Colombo

Per la rubrica “Oggi Con Noi” diamo il benvenuto a Simone Colombo ed al suo romanzo

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Ciao Simone e grazie per aver aderito all’iniziativa di Passione libri in gemellaggio con leinfinitevitediunautrice di Eleonora Panzeri e Alice Jane Raynor. Direi di non perdere altro tempo e iniziare subito con le domande.

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1.Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Radio Heads si è sviluppato a partire dall’assiduo ascolto della band semi omonima, con la domanda “se la testa funzionasse come una radio, cosa accadrebbe?”. Visualizzai una bambina ai confini del mondo che percepisce le onde radio provenienti da un satellite artificiale, finché non riceve anche un trasmissione anomala: una richiesta d’aiuto dall’altro capo del pianeta, che la spinge a partire per un viaggio. Il resto del romanzo è scaturito dalle problematiche intrinseche a questo soggetto di base: com’è possibile che una bambina viaggi da sola? Che mondo e che pericoli trova lungo il suo cammino? Ci sono altri come lei? Chi la sta chiamando? Ho cercato con tutte le mie forze di rispondere ad ogni domanda, anche la più scabrosa, per evitare ingenuità e dare corpo al romanzo.

Le mie ispirazioni sono varie, sia letterarie che non. In questo romanzo un ruolo fondamentale gioca l’immaginario post apocalittico tipico di manga e anime giapponesi, romanzi e film di fantascienza, ma soprattutto un mix di cultura pop di tutti i tipi. Le fonti sono veramente tante, c’è tanto citazionismo nascosto nel romanzo, dalla musica al cinema, dalla storia dell’arte al fumetto, dalla mitologia alla fenomenologia tecnologica. Radio Heads è anche un gioco di generi, l’ambientazione aperta mi ha permesso di inserire di tutto, persino il western e il pulp. La fantascienza per me è solo un modo per raccontare il nostro mondo in modo nuovo, magari più interessante e accattivante, è una potente metafora per mettere tutto sotto una lente di ingrandimento e cercare di capire dove stiamo andando.

2.In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

La storia si svolge in un futuro post-catastrofico, il mondo è stato praticamente resettato di ogni cultura e tecnologia. Gli insediamenti umani, sparsi e spesso isolati, vivono a diversi stadi evolutivi gli uni dagli altri. Il passato è leggenda, come gli antichi cyborg: si sa che sono da qualche parte ma nessuno li ha mai visti, l’unica prova è un satellite artificiale ancora attivo in orbita, che trasmette segnali radio ai cosidetti post-umani, individui in grado di percepirle. Il romanzo percorre questo mondo neo-primitivo da un capo all’altro, seguendo il viaggio dei protagonisti.

3.Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

I tre personaggi principali, Kim, Joshua e Rebecca, sono post-umani in grado di percepire onde radio. Hanno personalità molto diverse tra loro, le tre storie si svolgono su piani temporali diversi, ma sono mescolate nel romanzo e il loro intreccio fornisce paralleismi e ciclicità al lettore.

Kim la conosciamo da bambina e la vediamo diventare donna. L’impertinenza e la testardaggine infantile maturano, grazie alle esperienze e ai traumi che affronta, in un carattere forte e ribelle, cinico e tendenzialmente violento.

Joshua vive ai margini della società, sopravvivendo a malapena ai propri istinti suicidi. È un perdente, depresso, solo al mondo e non particolarmente sveglio, ma dalle risorse inaspettate. Avrà i suoi bizzarri momenti di gloria.

Rebecca è un’entusiasta, guarda il mondo con meraviglia ma ne riconosce le assurde contraddizioni. O la si ama o la si odia.

4.Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

Il maggior punto di forza credo sia la storia di fondo molto semplice, un viaggio, sulla quale crescono personaggi, situazioni e implicazioni complesse, in un arco di tempo ampio e in uno scenario molto vasto. Questo mi ha permesso di esplorare generi diversi e di giocarci, al limite della parodia in certi casi. Il sottofondo fantascientifico si interroga sul rapporto umano-artificiale, ma anche sulle implicazioni ecologiche, apocalittiche e religiose della tecnologia. Dai personaggi scaturiscono tematiche forti, politiche ma soprattutto umane: l’abbandono, la ribellione, la ricerca di sé, la maternità, la violenza, la religione, la depressione…

5.Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito

Ho inviato il manoscritto a molte case editrici. Una di queste mi ha contattato in tempo record, chiedendo un mucchio di soldi, “non pubblichiamo a pagamento, ma gli esordienti hanno bisogno di un grosso lavoro di editing, e gli editor costano” … devo fare nomi? Alla fine il mio manoscritto è stato letto (ed è già una discriminante, non è detto che avvenga sempre) e apprezzato dalle Edizioni Il Foglio, casa editrice dell’Associazione Culturale Il Foglio Letterario, attiva da molti anni e con un catalogo abbastanza vasto. Sono stati molto chiari e disponibili, è una piccola casa editrice, fiera del proprio status di underground che condivido, agguerrita e concentrata sulla qualità.

6.Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Perché è una grande storia, perché ad ogni bivio prende la strada meno scontata, perché ai personaggi può e succede di tutto, senza esclusione di colpi, nessuno è al sicuro. Perché vi prenderà alla testa e alle viscere al tempo stesso.

7.Piccolo estratto dalla quarta di copertina

“Striscia, Kim… ”

Striscia, come il serpente primordiale, come chi non può aspirare ad un’andatura dignitosa ma comunque la anela. Striscia nel bosco, tra pietre, ceppi, alberi accerchianti e creature incuriosite. Kim vede per lo più sagome indefinite, solo ogni tanto rischiarate da un velo di accessibilità. Ma probabilmente non capirebbe comunque cosa sono gli esseri che la osservano, che le passano a fianco, che la minacciano.

“Striscia Kim, ormai sei arrivata… ”

8.Trama del tuo libro

Un viaggio a tre voci in un mondo che cerca di rinascere, devastato e azzerato da Catastrofi leggendarie, attraverso un’umanità culturalmente e tecnologicamente rozza. Una lenta ri-evoluzione ha portato alla comparsa dei post-umani, individui in grado di percepire le onde radio trasmesse da un antico satellite ancora misteriosamente attivo, e dai cyborg celati dietro le quinte del mondo. Uno di loro chiama aiuto da chissà dove. Kim, Joshua e Rebecca, per ragioni diverse, partono per cercarlo. Kim intraprende il suo viaggio da bambina, dal tempio in cui i suoi genitori l’hanno lasciata affinché imparasse, attraverso la meditazione, a non subire la pressione delle onde radio nella sua testa, principale causa di morte per i post-umani. Irrequieta e testarda, affronterà un viaggio che la terrà impegnata per tutta la vita, affrontando pericoli e traumi che la renderanno violenta al limite della pazzia. Ormai adulta incontrerà Joshua, giovane emarginato nella città di New Bethlem. Solo al mondo e con tendenze suicide, Joshua avverte il richiamo del cyborg e parte inizialmente perché costretto alla fuga. Continuerà il viaggio senza sapere bene perché, forse solo per cercare il proprio posto nel mondo. All’altro lato della città di New Bethlem vive Rebecca, artista al servizio dell’ambigua setta del Credo Post-umano. Dubbiosa di tutto ciò che la circonda in città, partirà seguendo il richiamo via radio alla ricerca di risposte sul proprio passato. Un pezzo alla volta, mischiando le tre linee temporali, viene ricomposto il puzzle del presente e del passato del mondo.

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Intervista a cura di TRANQUILLI MARIA DONATA