Recensione di Bridgerton

Il regista Chris Van Dusen ispirandosi alla serie di romanzi dell’autrice Julia Quinn racconta le vicende di un’utopica alta società londinese durante la Regency Era. I protagonisti principali sono i membri della numerosa famiglia Bridgerton e il bel Duca di Hastingst. Infischiandosene della plausibilità storica a favore di un’improbabile cast multi etnico, Bridgerton è a mio avviso una rivisitazione in costume di Gossip Girls. Le vicende sono raccontate in parte da una voce narrante fuori campo, la pettegola e tagliente Lady Whistledown, misteriosa autrice che con le sue pubblicazioni crea scompiglio e diletto nei salotti dell’annoiata classe aristocratica. Nel complesso parliamo di una serie che fa parlare di sé da un lato per l’avvenenza di alcuni personaggi e dall’altro per l’assenza di attinenza con la realtà storica sposando però la causa antirazziale, che oggi va tanto di moda. Del resto l’originalità è tutta qui, ovvero se sia giusto sacrificare la verità fattuale degli eventi del passato in nome di questa idea moderna di antirazzismo. Il successo della serie, conferma che questo compromesso è più che accettabile, inoltre c’è d’aggiungere l’asso nella manica: la tormentata (ma non troppo) storia d’amore tra l’avvenente Simon Basset interpretato da Regé-Jean Page e la dolce e raffinata Daphne Bridgerton interpretata da Phoebe Dynevor. Del resto il bello e maledetto ha sempre un grande ascendente e l’attivazione della dimensione favolistica, del sogno del principe azzurro, qui coadiuvato da magnifici abiti e scenografie, si presta sempre bene alla popolarità di un opera o uno sceneggiato.

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Recensione l’Isola delle Rose un film di Sydney Sibilia

Il film s’ispira alla storia vera di Giorgio Rosa, un ingegnere romagnolo che per riconquistare la sua ex fidanzata, decide di costruire al largo delle coste di Rimini un’isola di metallo con l’ambizioso progetto di renderla uno stato indipendente, non soggetto alle leggi italiane. Ho visto il film diverse settimane fa pertanto molti dettagli mi sono sfuggiti, tuttavia ci tengo a parlare di questa pellicola poiché l’ho apprezzata molto. Sydney Sibilia ha fatto un egregio lavoro, curando i dettagli del periodo storico con maestria e imbastendo una storia ironica, divertente e coinvolgente. Il cast molto ben assortito con Elio Germano al timone, ormai un vero esponente del buon cinema italiano. Bello inoltre vedere finalmente approdare sulla piattaforma internazionale Netflix produzioni nostrane che se fatte con questa attenzione non hanno nulla da invidiare a quelle di altri paesi.

Recensione di Atypical

Atypical (TV Series 2017– ) - IMDb

Atypical è una serie televisiva statunitense creata da Robia Rashid per la piattaforma on demand Netflix, racconta la storia della famiglia Gardner focalizzando l’attenzione sul giovane Sam, ragazzo affetto d’autismo. La serie riesce a raccontare in modo molto ironico e delicato come la malattia vada ad impattare sulla vita della famiglia. I personaggi sono tutti molti interessanti, a partire dalla sorella minore Casey, strafottente e sarcastica, fino ai coniugi Gardner che a loro modo risentono dell’isolamento sociale e di una sorta di pudore che genera l’avere un figlio come Sam. Immagino che nella realtà la vita di questi ragazzi e delle loro famiglie sia molto più dura e che in Atypical il tutto sia inserito in un’atmosfera ovattata con personaggi stravaganti e fuori dalle righe come gli amici di Sam, Zahid e Paige, che a loro modo riescono a garantire al ragazzo una normalità che altrimenti non avrebbe. A prescindere dal fatto che la pillola venga indorata è interessante che qualcuno parli di autismo, ma soprattutto dell’amore con cui la famiglia aiuta il ragazzo ad affrontare la propria vita.

Atypical' Gets Season 2 Premiere Date On Netflix – Deadline

Recensione di Soul

Joe Gardner professore precario di musica riceve l’offerta che oggi anelano in molti, passare finalmente di ruolo e avere un posto fisso che gli possa garantire una dignitosa stabilità economica. Per Joe tuttavia accettare sembra un pò tradire il sogno di diventare un musicista affermato. Quando gli eventi sembrano finalmente volgere per il meglio accade l’impensabile, ma la determinazione di Gerry non si fermerà nemmeno davanti all’estremo richiamo. La paternità della pellicola prometteva bene e infatti il regista, Pete Docter, non ha perso la sua scintilla. La storia è originale e divertente. Punta dritta alla lezione più importante e semplice ma che in una realtà complessa come la nostra tende a essere troppo spesso dimenticata. Pete Docter come in Coco assegna un ruolo importante alla musica e mette in scena personaggi multietnici sempre diversi e dà risalto a interessanti realtà di nicchia.

Recensione di La Regina degli scacchi

La Regina degli scacchi è una miniserie televisiva americana creata dal regista Scott Frank, sulla base del testo di Walter Tevis. Ambientata alla fine degli anni ’60, racconta la storia della giovane Elisabeth Harmon, rimasta orfana prematuramente a causa del suicidio della madre. La piccola viene affidata alle cure di un orfanotrofio, gestito con rigore ma anche umanità. In questa bolla fuori dal mondo, grazie al custode dell’istituto Elisabeth scopre un gioco che l’appassionerà e che cambierà la sua vita per sempre: gli scacchi. Una serie a mio avviso particolare, originale, curata e molto ben realizzata. Nel seguire le vicissitudine di questa bimba prodigio, ci troviamo catapultati nel suo mondo ossessivo. L’eccesso infatti per Beth è uno stile di vita, cosa che la rende facile preda di diverse dipendenze, capaci di stroncare la sua brillante e ambiziosa carriera. Nel mondo della ragazza c’è poco spazio per amore e sentimenti poiché le sue ossessioni sono tali da alienarla dai rapporti umani, se non quelli strettamente essenziali. Trovo l’interpretazione di Beth Harmon fatta da Anya Taylor-Joy molto affascinante. Brava anche la piccola attrice che ha interpretato Beth da piccola. Una serie che merita di essere vista, che ha tra tutti il pregio di rendere un gioco come gli scacchi appassionante anche per chi non ha mai giocato.