Recensione l’Isola delle Rose un film di Sydney Sibilia

Il film s’ispira alla storia vera di Giorgio Rosa, un ingegnere romagnolo che per riconquistare la sua ex fidanzata, decide di costruire al largo delle coste di Rimini un’isola di metallo con l’ambizioso progetto di renderla uno stato indipendente, non soggetto alle leggi italiane. Ho visto il film diverse settimane fa pertanto molti dettagli mi sono sfuggiti, tuttavia ci tengo a parlare di questa pellicola poiché l’ho apprezzata molto. Sydney Sibilia ha fatto un egregio lavoro, curando i dettagli del periodo storico con maestria e imbastendo una storia ironica, divertente e coinvolgente. Il cast molto ben assortito con Elio Germano al timone, ormai un vero esponente del buon cinema italiano. Bello inoltre vedere finalmente approdare sulla piattaforma internazionale Netflix produzioni nostrane che se fatte con questa attenzione non hanno nulla da invidiare a quelle di altri paesi.

Recensione di Atypical

Atypical (TV Series 2017– ) - IMDb

Atypical è una serie televisiva statunitense creata da Robia Rashid per la piattaforma on demand Netflix, racconta la storia della famiglia Gardner focalizzando l’attenzione sul giovane Sam, ragazzo affetto d’autismo. La serie riesce a raccontare in modo molto ironico e delicato come la malattia vada ad impattare sulla vita della famiglia. I personaggi sono tutti molti interessanti, a partire dalla sorella minore Casey, strafottente e sarcastica, fino ai coniugi Gardner che a loro modo risentono dell’isolamento sociale e di una sorta di pudore che genera l’avere un figlio come Sam. Immagino che nella realtà la vita di questi ragazzi e delle loro famiglie sia molto più dura e che in Atypical il tutto sia inserito in un’atmosfera ovattata con personaggi stravaganti e fuori dalle righe come gli amici di Sam, Zahid e Paige, che a loro modo riescono a garantire al ragazzo una normalità che altrimenti non avrebbe. A prescindere dal fatto che la pillola venga indorata è interessante che qualcuno parli di autismo, ma soprattutto dell’amore con cui la famiglia aiuta il ragazzo ad affrontare la propria vita.

Atypical' Gets Season 2 Premiere Date On Netflix – Deadline

Recensione di Soul

Joe Gardner professore precario di musica riceve l’offerta che oggi anelano in molti, passare finalmente di ruolo e avere un posto fisso che gli possa garantire una dignitosa stabilità economica. Per Joe tuttavia accettare sembra un pò tradire il sogno di diventare un musicista affermato. Quando gli eventi sembrano finalmente volgere per il meglio accade l’impensabile, ma la determinazione di Gerry non si fermerà nemmeno davanti all’estremo richiamo. La paternità della pellicola prometteva bene e infatti il regista, Pete Docter, non ha perso la sua scintilla. La storia è originale e divertente. Punta dritta alla lezione più importante e semplice ma che in una realtà complessa come la nostra tende a essere troppo spesso dimenticata. Pete Docter come in Coco assegna un ruolo importante alla musica e mette in scena personaggi multietnici sempre diversi e dà risalto a interessanti realtà di nicchia.

Recensione di La Regina degli scacchi

La Regina degli scacchi è una miniserie televisiva americana creata dal regista Scott Frank, sulla base del testo di Walter Tevis. Ambientata alla fine degli anni ’60, racconta la storia della giovane Elisabeth Harmon, rimasta orfana prematuramente a causa del suicidio della madre. La piccola viene affidata alle cure di un orfanotrofio, gestito con rigore ma anche umanità. In questa bolla fuori dal mondo, grazie al custode dell’istituto Elisabeth scopre un gioco che l’appassionerà e che cambierà la sua vita per sempre: gli scacchi. Una serie a mio avviso particolare, originale, curata e molto ben realizzata. Nel seguire le vicissitudine di questa bimba prodigio, ci troviamo catapultati nel suo mondo ossessivo. L’eccesso infatti per Beth è uno stile di vita, cosa che la rende facile preda di diverse dipendenze, capaci di stroncare la sua brillante e ambiziosa carriera. Nel mondo della ragazza c’è poco spazio per amore e sentimenti poiché le sue ossessioni sono tali da alienarla dai rapporti umani, se non quelli strettamente essenziali. Trovo l’interpretazione di Beth Harmon fatta da Anya Taylor-Joy molto affascinante. Brava anche la piccola attrice che ha interpretato Beth da piccola. Una serie che merita di essere vista, che ha tra tutti il pregio di rendere un gioco come gli scacchi appassionante anche per chi non ha mai giocato.

Recensione di Vis a Vis

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Vis a Vis è una serie tv spagnola, che seguendo la falsa riga della serie americana Orange is the New black, racconta la vita di alcune detenute all’interno di un carcere privato. La serie si articola in quattro stagioni e vede come protagoniste in principio la timida, ingenua e sprovveduta Macarena che sedotta e abbandonata dal suo sedicente datore di lavoro si trova invischiata in una situazione più grande di lei. La giovane ritiene di essere innocente ma le prove sembrano essere schiaccianti e la ragazza si renderà presto conto che la via della legge non è dalla sua parte e una serie di imprevisti la metteranno a dura prova. La sfida più grande sarà quella con Zulema, carcerata intelligente, imprevedibile e pericolosa che vuole a tutti i costi evadere di prigione. Nel proseguire della serie questo personaggio diventerà principale sostituendo addirittura quello di Macarena. Le prime due stagioni, benché i più pignoli le potrebbero definirle artificiose e irrealistiche, sono godibili e il finale di stagione suggestivo. La terza e la quarta stagione che vedono un cambio carcere con la relativa sostituzione dell’intero cast dei secondini, perde molto d’appeal e le cinesi come antagoniste sono tutt’altro che interessanti. Nella quarta stagione si tenta di rimediare mettendo nuovamente in pista uno dei personaggi a mio avviso più riusciti e interessanti, il cinico e misogino dottore del carcere,  Sandoval. La sua presenza riesce a ripristinare una buona dose di adrenalina, benché la veridicità delle vicende cada a picco episodio dopo episodio. Della serie ho apprezzato molto la scelta del cast di detenute, quasi per nulla avvenenti ma dall’aspetto comune e ordinario. Positivo e molto credibile il personaggio di Teresa interpretato dall’attrice spagnola Marta Aledo.  Continua a leggere