Le terrificanti avventure di Sabrina, una serie di Roberto Aguirre-Sacasa

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Benché il titolo lo preannunciasse la nuova serie Netflix non ha nulla a che spartire con la teen commedy di fine anni novanta da cui ha preso in prestito i personaggi. Sabrina diventa in questa versione fastidiosa, puerile e buonista, determinata a farsi eroina di cause più o meno perse. Le sue zie sono delle vere e proprie streghe al servizio del signore oscuro e della chiesa della notte. Il virare sull’horror ha rovinato lo spirito disincantato e positivo della storia. I personaggi risultano poco credibili, contraddittori e caricaturali in un contesto di base che resta naife e bigotto, inserendo a sproposito scene truculente ed efferate. A differenza dell’analoga serie Salem in cui la protagonista Mary non si spaccia per la buona e bella verginella di quartiere che vuole distruggere il Demonio, qui Sabrina sputa letteralmente nel piatto in cui mangia usando i suoi poteri contro chi glieli fornisce. Nel complesso la serie non è ne carne ne pesce, per nulla credibile e più che paura alcune scene fanno solo disgusto poiché orchestrate da personaggi artificiosi che non riescono a essere né buoni né cattivi ma sospesi in uno strano limbo.

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Élite ideata da Carlos Montero e Darío Madrona

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Serie televisiva spagnola in onda su Netflix, che ripercorre le atmosfere di molte teen series americane. Scandalose relazioni alla Gossip Girl, scenari gialli alla ricerca di un fantomatico assassino alla Veronica Mars. Detto questo moltissime sono le tematiche trattate, come il divario tra classi sociali, percepito addirittura come un rapporto tra “specie differenti capaci solo di danneggiarsi a vicenda. Molto spazio alla questione omosessuale con sempre meno censure. Forzosa la questione religiosa che alla lunga diventa faziosa e del tutto critica verso la cultura islamica. Gli episodi nel complesso hanno carattere e sono ricchi di intriganti colpi di scena, come gli interpreti giovani ma molto ben calati nei ruoli. Ritroviamo Jaime LorenteMiguel Herron già visti in La casa di carta, altra serie Netflix degna di nota e interesse. Che dire, speriamo che Élite veda una seconda serie, su cui al momento non c’è nulla di certo tra conferme e smentite.

The 100 una serie di Jason Rothenberg

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The 100 è una serie fantascientifica statunitense strutturata in 5 stagioni (3 delle quali disponibili sulla piattaforma Netflix). La serie racconta le vicende della popolazione terrestre dopo un disastro atomico. Gli esseri umani per sopravvivere e salvare la specie sono costretti a lasciare il pianeta e a vivere nello spazio, su una base orbitante chiamata Arca. Le cose dopo quasi 100 anni dalla dipartita dalla Terra non vanno bene. Vige un regime spietato che punisce con la morte tutti i crimini dopo i 18 anni e le decisioni spettano a un tirannico consiglio ristretto. I problemi però sono più gravi di quelli che sembrano e il consiglio decide di rimandare sulla terra 100 giovani, per verificare se il pianeta è atto alla vita. Dopo un travagliato atterraggio i ragazzi approdano sul pianeta e qui dovranno organizzarsi per sopravvivere e superare numerose insidie. La serie, soprattutto nella prima stagione porta con sé moltissime perplessità, incongruenze, situazioni improbabili e salvataggi più mistici che plausibili. Con lo scorrere delle puntate tuttavia, vengono inserite delle idee brillanti e originali, che raggiungono il loro culmine nella terza stagione, nella guerra contro un terribile e inaspettato nemico. Affiancano i volti nuovi, attori con esperienza in campo di serie tv come Isaiah Washington, già protagonista in Grey’s Anatomy nel ruolo di Preston Burke e Henry Ian Cusack nel ruolo di Desmond in Lost. Nel complesso una serie che ho guardato con interesse benché una delle attrici principali, Eliza Taylor nel ruolo dell’antieroina Clarke Griffin, non mi abbia mai convinta o appassionata. Gradita la presenza seppur risicata di Zach McGowan (già visto in Black Sails). In attesa delle ultime due stagioni! 

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Tau un film di Federico D’Alessandro

Romantic Thriller 

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Julia, giovane ladruncola da strada, viene rapita e torturata con avanzati mezzi tecnologici, senza aver nessuna spiegazione di quanto le stia capitando. La ragazza  abituata a vivere di espedienti e governata da una forte tenacia tenta di fuggire dal suo misterioso aguzzino, ignorando però che la sua prigione è più inespugnabile di quanto avesse immaginato. Un thriller fantascientifico molto interessante, in cui ho trovato ben miscelate le atmosfere che si ritrovano in “Ex machina” film di Alex Garland e nel film più onirico e romantico “Lei” di Spike Jonze. Per gli appassionati del genere può stupire una fusione tra due film che trattando di fantascienza in modi diametralmente opposti, il primo con terrore e scetticismo, il secondo con un impalpabile romanticismo. In “Tau” a essere privo di umanità e coscienza è il folle Alex, geniale scienziato disposto a tutto pur di realizzare i suoi progetti scientifici, senza limiti etici o morali. Dall’altro lato troviamo Tau, intelligenza artificiale curiosa e ossessionata dalla conoscenza, che vede in Julia la via di fuga da una prigione in cui non sapeva di trovarsi. Un film prodotto solo per la piattaforma Netflix, più valido a mio avviso di molti lanciati sul grande schermo. 

3% una serie di Pedro Aguilera

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3% è una serie televisiva brasiliana basata sul rifacimento di una web serie caricata dallo stesso Aguilera su YouTube tempo addietro. La storia narra le vicende di un futuro dispotico in cui il mondo è diviso in due: da un lato imperversano povertà e miseria e dall’altra lusso e prosperità. La possibilità tuttavia di accedere alla fantomatica terra promessa, qui denominata “Offshore”, è data a tutti. I cittadini dell’entroterra, al compimento dei 20 anni d’età, accedono al “processo” che garantirà solo ai più meritevoli, ossia al 3% di essi, l’accesso all’Offshore. Nel processo, i candidati vengono sottoposti a duri test logici, deduttivi e psicofisici. Va da sé che questo sistema è lungi dall’essere perfetto e che non tutta la popolazione accetti di buon grado di essere considerata l’immondizia del pianeta. Nasce così un movimento sovversivo e sotterrano che si ribella al sistema conosciuto come “La Causa”. La serie si focalizza su uno dei processi gestiti dall’arrogante e narcisistico Ezequiel e su un gruppo di giovani, ognuno con sogni e oscuri segreti, che prova dopo prova cercherà di aggiudicarsi l’accesso all’Offshore.

Ho trovato la serie molto innovativa e bene realizzata, tenendo conto che non è la classica serie americana con budget da capogiro. Gli attori non sono fenomenali e ci sono dei vuoti narrativi e di concetto. Non mancano  tuttavia  colpi  di scena ed episodio dopo episodio si arriva alla fine senza fatica e con curiosità. La seconda serie a mio avviso perde di appeal e d’interesse, essendo svelati molti dei misteri che nella prima incuriosivano. In particolare non ho apprezzato la prematura dipartita di uno dei personaggi principali della serie che nel bene o nel male reggeva molto bene il suo ruolo (non svelo però di chi si tratta per evitare spoiler). Tra il cast di primo piano sono scadenti le performance di Bianca Comparato nel ruolo di Michele Santana, tendenzialmente anonima e poco coinvolta e di Vaneza Oliveira nel ruolo di Joana Coelho. Molto calati nel personaggio invece João Miguel nel ruolo di Ezequiel e anche Michel Gomes nel ruolo non facile di  Fernando Carvalho. Nel complesso ho apprezzato l’impiego di attori dall’aspetto normale e familiare a dispetto dei belli impossibili di Hollywood. Mi  dispiace solo che la seconda stagione abbia avuto un finale un po’ raffazzonato. Non è ancora dato sapere se la serie avrà un seguito con una terza stagione.

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P.s. La serie è in lingua portoghese, suggerisco tuttavia di optare per la traduzione inglese decisamente più orecchiabile