Il grande e potente Oz un film di Sam Raimi

Un pre sequel di tutto rispetto

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Siamo nel Kansas, in un’epoca ormai lontana in cui il circo e le sue mirabolanti meraviglie intrattengono e stupiscono, in assenza di altre forme d’intrattenimento. Qui il sedicente illusionista Oscar, noto come il grande e potente Oz, cerca di sbarcare il lunario tra una tresca e l’altra. Proprio la sua passione per le donne lo porterà ad una rocambolesca fuga su una mongolfiera che accidentalmente s’imbatterà in un pericoloso tornado: questo sarà per lui solo l’inizio di un viaggio in un mondo fatato ed incantato. Nel nuovo regno Oz incontra un’incantevole ed ingenua strega di nome Teodora che gli rivela che lui è probabilmente il mago di una profezia antica ed è destinato a regnare su quel reame. Per quanto bizzarro, ingolosito da ricchezza e potere, Oz seguirà la ragazza fino alla città di Smeraldo per provare di essere il mago della profezia. La sua natura malvagia tuttavia porterà Oz ad affrontare un lungo viaggio in compagnia di insoliti e simpatici amici magici. Questo resta per me uno dei pochissimi pre sequel che merita la visione. Stupendi gli effetti speciali ma in particolare la trama che s’incastra molto bene con il cult classico che vede per protagonista Judy Garland. Belli i vestiti e molto ben curato il cast, che vede alla ribalta attori noti come James Franco, Mila Kunis, Rachel Weisz e Michelle Williams. Una fiaba con una morale che tuttavia fa trapelare che la perfezione non esiste, che in ognuno di noi c’è dell’oscurità e che è l’amore in senso più ampio, che sia per una donna, per gli amici o per una giusta causa, a fare la differenza.

Suite Francese un film di Saul Dibb

Il fronte interno & il paradosso dell’amore

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(Voto 7,5 )

Da vedere? Si, ma non è un film leggero

Sono i primi giorni dell’occupazione tedesca in francia, durante la seconda guerra mondiale. La  routine e la mesta quiete della piccola cittadina di Bussy viene stravolta dalla venuta delle truppe militari tedesche. Lucille Angellier è la sposa di guerra di un giovane benestante impegnato al fronte, costretta a vivere con la dispotica, prepotente e severa suocera, la sig.ra Angellier. Oltre alle dinamiche strettamente legate all’eccezionalità del sopruso nazista colpiscono gli sforzi per il mantenimento della normalità. I benestanti cercano in tutti i modi di non perdere i propri privilegi, mentre i poveri si trovano a fare i conti con ulteriori soprusi e miserie. Il personaggio di Lucille tuttavia denuncia la fragile condizione di molte donne, spinte a contenere il proprio temperamento e i propri impulsi al fine di mantenere rispetto e dignità per un nome che verrà infangato comunque. In questo contesto Lucille riesce a trovare un fugace ed illusorio confronto tra le braccia di Bruno Von Falk, ufficiale tedesco insediatosi nella sua dimora per obbligo del nuovo regime. Quest’ultimo, un uomo intimamente buono e dal temperamento artistico, si trova costretto ad essere un soldato ed ad incarnare ideali e valori non suoi. Una storia d’amore tiepida e cordiale, in linea con l’epoca in cui il film è girato. Il film è molto ben realizzato in termini di location e ricostruzioni storiche. Ho trovato tuttavia troppo piatta e remissiva l’interpretazione di Michelle Williams, anche in circostanze che avrebbero richiesto l’opposto. Il suo personaggio credo debba avere un’evoluzione a livello di temperamento, facendolo diventare nei fatti da debole e fatalista, combattiva, determinata e risoluta. Ottima invece l’interpretazione di Kristin Scott Thomas nei panni della sig.ra Angellier, il cui ritrovato buonismo finale rende le vicende più romanzate di quello che la realtà suggerirebbe, d’altro canto la storia è tratta dall’incompiuto romanzo di Irène Nemirovsky, autrice di quell’epoca, morta in un campo di concentramento. Credo dunque che Irène avesse il bisogno di scrivere un romanzo di speranza, che al di là della guerra mettesse tutti sullo stesso piano, come uomini e donne alla ricerca di amore e serenità.

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