L’INSAZIABILE SETE DELL’UOMO


Un film particolare, girato in lingua maya, che racconta la vita di una piccola e pacifica tribù di cacciatori, con le sue routine primordiali ed essenziali. Gli uomini cacciano, le donne si occupano della casa e della prole, senza lussi o particolari confort, nel cuore della foresta. Una comunità cosa e connessa con le sue leggende e le sue leggi, dai forti valori. Tutto però cambia quando una tribù venuta da chi sa dove, brutale e belligerante fa razzia del villaggio. In questo delirio di violenza imprevista i caduti sembrano tuttavia essere più fortunati dei superstiti che vengono crudelmente trascinati via dalla loro casa. Inizia qui un lungo e tormentato viaggio, verso una delle colossali città che ha reso famoso questo popolo. Sotto la pietra che è giunta fino a noi, aridi e sterili sembrano essere i cuori degli uomini, ormai corrotti e privi di compassione ed umanità. In questo universo delirante e quasi infernale tuttavia non muoiono speranza, amore e coraggio, incarnate perfettamente in Zampa di Giaguaro, figlio del capo della piccola tribù devastato dall’orda di selvaggi/civilizzati. Un film sicuramente non leggero, diretto ed interpretato magistralmente in location stupefacenti ed in sintonia con l’essere primordiale. Non vengono risparmiante scene feroci e cruente e soprattuto verso la fine la trama cade nel cliché del super eroe americano, che in situazioni disperate ed al limite del possibile riesce ad aver la meglio. L’epilogo tuttavia è inaspettato, un monito a come nei fatti la tanto amata civilizzazione ed evoluzione sia invece un’involuzione che ci allontana dalle nostre radici animali e dalla madre Terra.

